Concetti Chiave
- La cistoscopia operativa utilizza un cistoscopio rigido o un resettoscopio per diagnosticare e trattare tumori alla vescica, effettuando la resezione del tessuto patologico.
- Le differenze anatomiche tra uomini e donne influenzano l'accesso alla vescica: l'uretra maschile è lunga 20 cm e complessa, mentre quella femminile è breve e diretta, facilitando la procedura.
- Le tecniche di anestesia durante gli esami urologici possono variare, includendo anestesia generale, sedazione profonda e anestesia loco-regionale, in base alla complessità e al paziente.
- Gli esami endoscopici sull'alta via urinaria permettono l'inserimento di strumenti per diagnosi e trattamenti, risalendo dall'uretra fino alle papille renali.
- In caso di ematuria, la cistoscopia operativa non solo consente una diagnosi ma può anche essere utilizzata per eseguire biopsie e trattamenti terapeutici.
Indice
Procedura di cistoscopia operativa
Nel momento in cui il sospetto di tumore alla vescica sia fondato, si passa alla cistoscopia operativa. Avviene grazie all’utilizzo di un cistoscopio rigido o resettoscopio che oltre a verificare la diagnosi permette di effettuare la terapia che a sua volta consiste nella resezione del tessuto che è stato individuato. La visione avviene sempre sull’oculare, ora guardato con una telecamera applicata, e l’immagine è trasmessa attraverso un sistema di lenti cilindriche che sta all’interno dello stelo. Quello che si vede nel lume vescicale, attraverso queste lenti, è veicolato lungo lo strumento. La cistoscopia rigida viene generalmente effettuata in anestesia generale perché è un esame che può essere molto doloroso e mal tollerato soprattutto nel paziente maschio.
Differenze anatomiche tra uomini e donne
L’uretra maschile è lunga circa 20cm e ha delle curve e delle rigidità; infatti, l’uretra pendula che sta all’interno del pene è flessibile, stirabile e rettilineizzabile, mentre dall’angolo oltre lo sfintere l’uretra è più rigida, può essere rettilineizzata ma con un cerco traumatismo. Invece, nella donna l’uretra è lunga 3 cm e l’accesso è diretto; questa problematica dell’accesso alla vescica è molto semplificata perché l’accesso è più immediato.
Tecniche di anestesia per esami urologici
Di seguito altre tecniche che possono essere molto utili in questo frangente.
Fa parte degli esami uro-radiologici che studiano l’alto apparato urinario. Il MdC è iniettato nell’uretere a risalire fino alle cavità renali, in senso inverso a quello fisiologico di discesa delle urine.
l’esame ureteropieloendoscopia si fa in anestesia generale? Questo esame si fa in anestesia. L’anestesia può essere generale e il paziente viene addormentato. Tendenzialmente serve un’anestesia nel quale non è necessario produrre anche la miorisoluzione e togliere la contrazione muscolare con la curarizzazione. Può essere fatto in sedazione profonda con un’assistenza ventilatoria attraverso la maschera facciale.
In casi particolari si necessita di una sedazione più profonda con necessità di intubazione endotracheale o di ventilazione assistita attraverso maschera laringea, come nei casi quali ci sia un paziente particolarmente delicato, la procedura sia prolungata o preveda un traumatismo maggiore.
Altra modalità con cui si possono condurre questi accertamenti è con anestesia loco regionale o spinale. Viceversa la valutazione del basso tratto urinario si può fare anche in caso di cistoscopia operativa in anestesia locale. Ci sono procedure per infiltrare la parete vescicale ma sono poco praticate perché non hanno un’efficacia massimale e completa.
Esami endoscopici sull'alta via urinaria
Gli stessi esami endoscopici si possono fare anche sull’alta via urinaria, sempre in anestesia. In questo caso lo strumento rigido o flessibile risale per le vie naturali dall’uretra alla vescica, attraverso l’ostio ureterale, e attraverso l’uretere fino alle papille renali. È un esame che può essere diagnostico e operativo. Attraverso questi strumenti si possono inserire delle sonde, delle pinze per fare biopsie o delle fonti energetiche ad esempio laser o delle fonti meccaniche che producono piccoli colpi e servono per vedere e contemporaneamente, fare prelievi/biopsie, frammentare lesioni e rompere dei calcoli. Questa via endoscopica nel caso dell’ematuria viene utilizzata come modalità diagnostica ma può anche diventare operativa.
Domande da interrogazione
- Qual è la procedura della cistoscopia operativa e quando viene utilizzata?
- Quali sono le principali differenze anatomiche tra l'uretra maschile e quella femminile?
- Quali tecniche di anestesia possono essere utilizzate per gli esami urologici?
- Come si svolgono gli esami endoscopici sull'alta via urinaria?
- In quali casi è necessaria una sedazione più profonda durante gli esami urologici?
La cistoscopia operativa è utilizzata quando c'è un sospetto fondato di tumore alla vescica. Consiste nell'uso di un cistoscopio rigido o resettoscopio per verificare la diagnosi e effettuare la resezione del tessuto individuato, generalmente in anestesia generale a causa del dolore associato all'esame.
L'uretra maschile è lunga circa 20 cm e presenta curve e rigidità, mentre l'uretra femminile è lunga solo 3 cm e ha un accesso diretto alla vescica, rendendo la procedura di accesso più semplice per le donne.
Le tecniche di anestesia per gli esami urologici includono anestesia generale, sedazione profonda, anestesia loco regionale o spinale. La scelta dipende dalla complessità della procedura e dalla condizione del paziente.
Gli esami endoscopici sull'alta via urinaria vengono eseguiti in anestesia, utilizzando strumenti rigidi o flessibili che risalgono dall'uretra alla vescica e oltre, fino alle papille renali. Questi esami possono essere sia diagnostici che operativi, permettendo biopsie e trattamenti di lesioni.
Una sedazione più profonda è necessaria in caso di pazienti delicati, procedure prolungate o quando si prevede un traumatismo maggiore, richiedendo intubazione endotracheale o ventilazione assistita.