Concetti Chiave
- L'ipertensione endocranica può derivare da cause intracraniche come ematomi e edema cerebrale, o da cause extracraniche come il collare cervicale e il pneumotorace iperteso.
- In un caso di trauma cranico, la craniectomia decompressiva è stata eseguita per prevenire la morte cerebrale, portando a una riduzione dell'edema cerebrale nel tempo.
- La gestione della pressione intracranica è cruciale, poiché variazioni in una delle componenti della legge di Monro-Kellie possono portare a gravi complicazioni come ernie cerebrali.
- Durante un intervento neurochirurgico, è evidente la differenza tra un cervello compliante e uno gonfio, il quale non mostra segni di responsività.
- La tempestività nell'intervento è fondamentale: segni come la midriasi possono indicare un'evoluzione verso la morte cerebrale in caso di pressione intracranica non controllata.
Indice
Cause dell'ipertensione endocranica
L’ipertensione endocranica nel traumatizzato può essere dovuta a cause intracraniche o a cause extracraniche. Le cause intracraniche sono ad esempio gli ematomi extradurali, sottodurali, contusioni, edema cerebrale e trombosi dei seni venosi. Le cause extracraniche possono essere di diverso tipo, ad esempio:
- collare cervicale che ostacola lo scarico venoso attraverso le giugulari
- pneumotorace iperteso, per compressione del mediastino che ostacola il ritorno venoso
- utilizzare dei farmaci o strategie che possono ridurre la componente di edema cerebrale
- detendere il cervello attraverso una craniectomia decompressiva, procedura effettuata in casi estremi che consiste nell’asportazione di un opercolo osseo in modo da permettere l'erniazione del cervello attraverso questo opercolo finché la pressione intracranica non si riduce.
Intervento e gestione del trauma
Questo ragazzo di 16 anni aveva avuto un incidente sulla strada a seguito del quale aveva sviluppato un danno assonale diffuso con edema diffuso, è stata quindi fatta una craniectomia decompressiva per evitare che la situazione evolvesse in morte cerebrale. A distanza di alcune settimane si nota una riduzione dell’edema e ricomparsa della differenziazione tra sostanze bianca e sostanza grigia, tuttavia, l'evoluzione del danno assonale diffuso e dell'edema hanno portato poi allo sviluppo di una patologia cerebrale.
Pressione intracranica e complicazioni
Uno dei problemi principali nel trauma cranico è la gestione della pressione intracranica. In caso di aumento della pressione intracranica una delle tre componenti della legge di Monro-Kellie va a modificarsi in modo da compensare questa variazione, vi sarà dunque una modifica dei volumi di sangue, tessuto e liquor. La pressione intracranica inoltre crea un cuneo di pressione dall'alto verso il basso verso il forame magno che determina la genesi dell'ernia transtentoriale e dell'ernia tonsillare. La pressione agisce anche in senso controlaterale e determina la formazione dell’ernia subfalcina.
In questa fase di scompenso è necessario agire rapidamente, per questa ragione vicino alla neuro-rianimazione di qualsiasi ospedale c’è sempre una Tac. Se non si interviene il paziente dall'avere l’anisocoria passa rapidamente ad
avere midriasi che è segno di un’evoluzione verso la morte cerebrale.
Osservazioni durante intervento neurochirurgico
Assistendo a un intervento neurochirurgico si può vedere dal vivo la differenza d’aspetto tra un cervello compliante e un cervello che non è più compliante. Quando il neurochirurgo apre la scatola cranica il cervello compliante “pulsa e respira” ovvero si modifica con gli atti respiratori, risalendo in fase di espirio verso l'osso. Quando invece il cervello edematoso si avrà di fronte del tessuto gonfio, che non dà nessun segno di responsività. Alcune di queste cause extracraniche, quali il posizionamento del collare o la ventilazione meccanica, possono essere causate da un intervento medico per cui è necessario fare attenzione anche a questo nella gestione del paziente.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause dell'ipertensione endocranica nel traumatizzato?
- Qual è l'importanza della craniectomia decompressiva nel trattamento del trauma cranico?
- Come influisce l'aumento della pressione intracranica sulla salute del paziente?
- Quali osservazioni si possono fare durante un intervento neurochirurgico riguardo allo stato del cervello?
L'ipertensione endocranica può derivare da cause intracraniche, come ematomi e edema cerebrale, o da cause extracraniche, come il collare cervicale che ostacola il ritorno venoso e il pneumotorace iperteso (testo).
La craniectomia decompressiva è fondamentale per prevenire la morte cerebrale in caso di danno assonale diffuso e edema, come dimostrato nel caso di un ragazzo di 16 anni che ha subito un incidente (testo).
L'aumento della pressione intracranica modifica le componenti della legge di Monro-Kellie, causando potenziali ernie cerebrali e, se non trattato, può portare a segni di evoluzione verso la morte cerebrale, come la midriasi (testo).
Durante l'intervento, si può notare la differenza tra un cervello compliante, che "pulsano e respira", e un cervello edematoso, che appare gonfio e privo di responsività, evidenziando l'importanza della gestione del paziente (testo).