Concetti Chiave
- Esistono tre principali dispositivi per il prelievo del sangue: agocanule, farfalline e holder, ognuno con specifiche applicazioni cliniche.
- Farfalline e holder sono intercambiabili se hanno lo stesso valore di Gauge, che indica il diametro dell'ago e varia in base al colore.
- L'uso di aghi a calibro molto piccolo, come le farfalline azzurre o arancioni, deve essere limitato a casi eccezionali per evitare emolisi e coagulazione del campione.
- Il calibro dell'ago è cruciale, poiché un calibro inadeguato può compromettere l'integrità del campione di sangue prelevato.
- Le agocanule sono associate a un aumento del rischio di emolisi del campione, rendendo necessaria una scelta attenta del dispositivo di prelievo.
Tipi di dispositivi per prelievo
I dispositivi che possono essere utilizzati per fare un prelievo sono sostanzialmente tre:
- Agocanule: vengono inserite solitamente in pazienti ricoverati, per non dover bucare numerose volte;
- Farfalline (butterfly): costituite da un ago e da un tubicino attaccato al collettore; quest’ultimo si collega alla provetta che si riempie automaticamente quando l’ago è inserito in vena;
- Holder (camicia): a cui è attaccato l’ago direttamente, quindi tra la vena del paziente e la provetta passa solo la lunghezza dell’ago.
Caratteristiche delle farfalline e holder
Farfalline e holder possono essere utilizzati in modo interscambiabile a parità di Gauge, che è l’unità di misura del diametro dell’ago. A colore diverso corrisponde un valore di Gauge diverso, in modo inversamente proporzionale: all’aumentare del numero di Gauge diminuisce il calibro dell’ago. Quindi le farfalline o gli aghi che hanno colore arancione e 25 Gauge di misura, sono quelle che hanno diametro minore.
Rischi di calibro piccolo
Le farfalline azzurre o arancioni (aghi con calibro molto piccolo) non vanno utilizzate se non in casi eccezionali, come neonati prematuri che hanno vene molto molto piccole, in tutti gli altri casi vanno usati aghi verdi o gialli. Questo perché utilizzando un calibro dell’ago molto piccolo si rischia di provocare emolisi del campione oppure un campione coagulato. La coagulazione è causata dal fatto che, essendo il calibro dell’ago molto piccolo, il sangue entra lentamente all’interno della provetta nella quale è presente un anticoagulante, e tale lentezza non permette di mescolare tempestivamente il sangue con l’anticoagulante; da ciò deriva la possibilità che si formino dei piccoli coaguli. L’emolisi in vitro è dovuta, invece, dalla rottura meccanica dei globuli rossi causata dal passaggio nel diametro ristretto dell’ago. Quando si rompono i globuli rossi liberano, all’interno del campione di sangue prelevato, tutto quello che è presente al loro interno, rendendo così inutilizzabile il campione biologico.
Problemi con agocanule
È stato dimostrato che l’utilizzo di agocanule aumenta la probabilità di emolizzare il campione. I dispositivi che possono essere utilizzati per fare un prelievo sono sostanzialmente tre:
- Agocanule: vengono inserite solitamente in pazienti ricoverati, per non dover bucare numerose volte;
- Farfalline (butterfly): costituite da un ago e da un tubicino attaccato al collettore; quest’ultimo si collega alla provetta che si riempie automaticamente quando l’ago è inserito in vena;
- Holder (camicia): a cui è attaccato l’ago direttamente, quindi tra la vena del paziente e la provetta passa solo la lunghezza dell’ago.
Farfalline e holder possono essere utilizzati in modo interscambiabile a parità di Gauge, che è l’unità di misura del diametro dell’ago. A colore diverso corrisponde un valore di Gauge diverso, in modo inversamente proporzionale: all’aumentare del numero di Gauge diminuisce il calibro dell’ago. Quindi le farfalline o gli aghi che hanno colore arancione e 25 Gauge di misura, sono quelle che hanno diametro minore.
Le farfalline azzurre o arancioni (aghi con calibro molto piccolo) non vanno utilizzate se non in casi eccezionali, come neonati prematuri che hanno vene molto molto piccole, in tutti gli altri casi vanno usati aghi verdi o gialli. Questo perché utilizzando un calibro dell’ago molto piccolo si rischia di provocare emolisi del campione oppure un campione coagulato. La coagulazione è causata dal fatto che, essendo il calibro dell’ago molto piccolo, il sangue entra lentamente all’interno della provetta nella quale è presente un anticoagulante, e tale lentezza non permette di mescolare tempestivamente il sangue con l’anticoagulante; da ciò deriva la possibilità che si formino dei piccoli coaguli. L’emolisi in vitro è dovuta, invece, dalla rottura meccanica dei globuli rossi causata dal passaggio nel diametro ristretto dell’ago. Quando si rompono i globuli rossi liberano, all’interno del campione di sangue prelevato, tutto quello che è presente al loro interno, rendendo così inutilizzabile il campione biologico.
È stato dimostrato che l’utilizzo di agocanule aumenta la probabilità di emolizzare il campione.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali tipi di dispositivi utilizzati per il prelievo di sangue?
- Come si differenziano le farfalline e gli holder in base al Gauge?
- Quali sono i rischi associati all'uso di aghi di calibro molto piccolo?
- Per quali pazienti è consigliato l'uso di aghi di calibro molto piccolo?
- Qual è l'impatto dell'uso di agocanule sulla qualità del campione prelevato?
I dispositivi principali per il prelievo di sangue sono le agocanule, le farfalline (butterfly) e gli holder (camicia), ognuno con specifiche applicazioni e caratteristiche.
Farfalline e holder possono essere utilizzati in modo interscambiabile a parità di Gauge, che misura il diametro dell'ago; un numero di Gauge maggiore corrisponde a un calibro dell'ago minore.
L'uso di aghi di calibro molto piccolo, come le farfalline azzurre o arancioni, può causare emolisi del campione o coagulazione, rendendo il campione biologico inutilizzabile.
Gli aghi di calibro molto piccolo sono raccomandati solo in casi eccezionali, come nei neonati prematuri che hanno vene molto piccole; in altri casi, si dovrebbero utilizzare aghi verdi o gialli.
L'uso di agocanule aumenta la probabilità di emolizzare il campione, compromettendo la qualità e l'affidabilità del risultato del test.