Concetti Chiave
- La radiografia convenzionale è l'esame iniziale standard per la diagnosi di pneumotorace, fornendo un quadro generale della situazione clinica.
- L'ecografia, utilizzata in associazione alla radiografia, offre una diagnosi rapida e mininvasiva con una sensibilità del 100%, ma non determina se il pneumotorace sia iperteso.
- Il drenaggio è necessario per pneumotoraci con volume d'aria superiore al 25%; per quelli più piccoli, è possibile adottare un approccio di osservazione.
- In caso di pneumotorace iperteso, è fondamentale intervenire rapidamente con una toracostomia con ago nel secondo spazio intercostale per alleviare la pressione.
- Per il trauma mediastinico penetrante, l'ecocardiografia e la TC sono esami chiave per valutare il versamento e le lesioni emorragiche, con la TC considerata il gold standard.
Si usano:
- l’esame di imaging che viene utilizzato all’inizio è la radiografia convenzionale in proiezione antero-posteriore;
Indice
Utilizzo dell'ecografia
- la radiografia può essere associata all’ecografia, che è un metodo rapido e mininvasivo. Si utilizza solitamente la sonda lineare e la si appoggia sul torace a livello parasternale e si osservano dei segni che hanno una sensibilità del 100% per la diagnosi di pneumotorace. Ciò è utile per escludere o meno la diagnosi ancor prima di fare la radiografia. L’ecografia però non permette di capire se tale pneumotorace sia iperteso in quanto va ad esplorare una piccola area anteriore.
Diagnosi e trattamento del pneumotorace
La radiografia del torace è già di suo molto sensibile e dà un quadro di insieme dando un’idea del fatto che tale pneumotorace sia iperteso o meno, l’ecografia può essere utile per fare diagnosi di pneumotorace ma non dice se è iperteso:
- I pazienti che arrivano in pronto soccorso per trauma toracico fanno tutti una Tc e questo è l’esame con la più alta sensibilità però è costosa e richiede tempo.
Consiste sostanzialmente nell’osservazione o drenaggio dello pneumotorace:
Procedure per pneumotorace aperto e iperteso
- nel caso di trauma penetrante e assente pneumotorace si può precedere con l’osservazione se la radiografia è negativa; si osserva il pz per tre ore e poi si ripete la radiografia convenzionale;
- si può fare osservazione quando ci sono quei piccoli pneumotoraci sull’apice polmonare e hanno un volume di aria inferiore al 25%;
- si deve procedere con drenaggio se invece hanno un volume di aria nella zona polmonare interessata superiore al 25%;
- nel caso di pneumotorace aperto sul territorio è possibile fare un bendaggio che crea un meccanismo a valvola. Il bendaggio non deve aderire completamente perché determinerebbe un’occlusione; si chiude in tre lati in modo da creare un meccanismo a valvola per cui l’aria durante l’inspirio non può entrare mentre durante l’espirio può uscire;
- In caso di pneumotorace iperteso bisogna intervenire rapidamente. Il sistema più rapido prevede toracostomia con ago, eseguita a livello del secondo spazio intercostale sulla linea emiclaveare. Si esegue con un’agocannula di medio calibro (14 gauge-colore arancione), a questo punto si individua la porzione emiclaveare e il secondo spazio intercostale, il quale si identifica individuando l’angolo li Louis che è presente tra il manubrio e il corpo dello sterno (corrisponde al II spazio intercostale). A questo punto si procede toccando la costa sempre in corrispondenza del suo margine superiore e mai margine inferiore in quanto lì scorre il fascio vascolo-nervoso. Una volta toccato il margine superiore si scivola sopra al margine costale individuato e si scende trovando pleura e spazio pleurico (è questione di millimetri).
Se eseguito correttamente nel momento in cui si toglie il mandrino all’ago si sente un sibilo di fuoriuscita dell’aria.
Il drenaggio toracico, che è necessario in caso di pneumotorace iperteso, va posto nel quinto spazio intercostale sulla linea ascellare anteriore.
Esami per trauma mediastinico
Nel caso di trauma mediastinico penetrante i due esami che si possono fare sono l’ecocardiografia, che ci permette di vedere se c’è del versamento, la sua entità, se è circonferenziale o se è limitato in qualche zona, e la Tc che è il gold standard in quanto da una visione di insieme e permette di vedere esattamente dove si trovano le lesioni emorragiche.
Anche l’angiografia, soprattutto se sono lesioni a carico di arterie freniche o di rami intercostali può essere utile anche in vista di eventuali interventi che possono essere risolutivi.
È importante che ci sia la possibilità di fare un’endoscopia per valutare eventuali lesioni sia delle vie respiratorie tracheo-bronchiali oppure lesioni esofagee.
Domande da interrogazione
- Qual è l'esame di imaging iniziale più comune per la diagnosi di pneumotorace?
- In che modo l'ecografia può essere utile nella diagnosi di pneumotorace?
- Quali sono le procedure da seguire in caso di pneumotorace aperto?
- Qual è il trattamento raccomandato per un pneumotorace iperteso?
- Quali esami sono indicati per il trauma mediastinico penetrante?
L'esame di imaging iniziale più comune per la diagnosi di pneumotorace è la radiografia convenzionale in proiezione antero-posteriore.
L'ecografia è un metodo rapido e mininvasivo che, se associato alla radiografia, può fornire segni con una sensibilità del 100% per la diagnosi di pneumotorace, utile per escludere la condizione prima della radiografia.
In caso di pneumotorace aperto, si può applicare un bendaggio a valvola che non aderisca completamente, permettendo all'aria di uscire durante l'espirazione ma non di entrare durante l'inspirazione.
Per un pneumotorace iperteso, è necessario intervenire rapidamente con una toracostomia con ago, eseguita a livello del secondo spazio intercostale sulla linea emiclaveare, per permettere la fuoriuscita dell'aria.
Per il trauma mediastinico penetrante, si possono eseguire ecocardiografia e TC, con quest'ultima considerata il gold standard per visualizzare lesioni emorragiche e la loro entità.