Concetti Chiave
- Le cause reversibili di arresto cardiaco sono suddivise in 4 I e 4 T, comprendendo condizioni come ipossia, ipovolemia e trombosi.
- L'arresto cardiaco da ipovolemia è spesso causato da traumi, disidratazione severa e sepsi, con la perdita di sangue come principale causa di morte.
- La prevenzione dell'annegamento include l'educazione sul rischio, l'uso di giubbotti di salvataggio e il riconoscimento tempestivo del pericolo.
- In caso di annegamento, è essenziale aprire le vie aeree e fornire 5 ventilazioni prima di iniziare le compressioni cardiopolmonari, a differenza del protocollo tradizionale.
- Il recupero tempestivo di una persona affogata in acqua può migliorare significativamente le possibilità di sopravvivenza, riducendo il tempo di recupero a 4-9 minuti.
Indice
Cause reversibili di arresto
Ci sono situazioni particolari che devono essere identificate subito, in quanto richiedono interventi diversi. Queste sono le cause reversibili di arresto cardiaco, cioè le 4 I e le 4 T: Ipossia, Ipo/iperkaliemia e altri disordini elettrolitici, Ipo/ipertermia, Ipovolemia; pneumotorace iperteso, Tamponamento cardiaco, Trombosi (coronarica e polmonare), sostanze Tossiche (avvelenamenti).
L’ipossia pura è una causa rara di arresto cardiaco, più frequentemente esso è conseguenza dell’asfissia, che rappresenta la principale causa non cardiaca di arresto cardiocircolatorio. Diverse sono le cause di arresto cardiaco per asfissia: trauma (es. trauma toracico con perforazione e pneumotorace bilaterale), impiccagione o strangolamento, patologie ostruttive delle vie aeree (Bpco, asma, ostruzione delle vie aeree), annegamento, pneumotorace, polmonite, elevata altitudine, seppellimento da valanga.
Arresto cardiaco da ipovolemia
Le cause più frequenti di arresto cardiaco da ipovolemia sono: arresto cardiaco traumatico (Tca), disidratazione severa per colera, ad esempio, e anafilassi e sepsi (già trattata dal prof Polati). L’ipovolemia da perdita di sangue è una causa principale di morte nell’arresto cardiaco traumatico. In base alla causa sospettata, nelle fasi iniziali della rianimazione si usa una generalmente una soluzione di cristalloidi che è immediatamente disponibile, ma in caso di emorragia l’obiettivo è la trasfusione di sangue precoce e un supporto con vasopressori.
Prevenzione e soccorso in acqua
Alcuni punti fondamentali:
1. prevenzione: La prima cosa da fare è insegnare alle persone che
l’annegamento è una cosa possibile, soprattutto ai bambini che non ne hanno paura e di conseguenza non urlano o si sbracciano quando accade, a differenza degli adulti. Altra manovra preventiva è utilizzare i giubbotti di salvataggio per bambini o persone che non sanno nuotare quando si è su imbarcazioni.
2. riconoscere il pericolo e chiamare aiuto:
3. fornire adeguato supporto di galleggiamento;
4. rimuovere la vittima dall’acqua soltanto se è sicuro farlo (mai mettersi in condizione di pericolo!), se si riesce finché si riporta la vittima a galla si possono fare le prime 5 insufflazioni di salvataggio; quindi, con una mano si tiene la vittima e con l’altra si massaggia il torace;
Algoritmo di soccorso in acqua
5. soccorrere la vittima: dopo aver chiamato il 118 si aprono le vie aeree e si effettuano 5 ventilazioni (con aggiunta di ossigeno se possibile), questo perché noi non sappiamo se la vittima è in arresto perché ha inalato dell’acqua (ci sarà acqua nei polmoni e dopo 5 ventilazioni zampillerà fuori) o perché ha fatto un arresto prima di annegare (no acqua dentro i polmoni); si controllano poi i segni vitali e se il pz non li recupera, si iniziano le 30:2 compressioni cardiopolmonari. Si può notare come, in caso di annegamento, l’algoritmo si inverte rispetto a quello cardiaco dell’adulto, cioè si inizia con le ventilazioni seguite dalle compressioni, come avviene all’inizio della riabilitazione pediatrica.
Altro elemento distintivo e prognosticamente negativo dell’arresto cardiaco in acqua è il fatto che il soggetto che lamenta dolore toracico, chiamerà aiuto, come anche quello che sta annegando, ma un soggetto che va in arresto cardiaco mentre sta nuotando va a fondo senza dire nulla. Quindi ce ne si può accorgere perché lo si vede affondare, perché lo si nota direttamente sul fondo della piscina o perché ci si accorge che manca. Da uno studio è emerso che, se si recupera un soggetto annegato in una piscina pubblica nel minor tempo possibile, il tempo di recupero del paziente va da un minimo di 4 a un massimo di 9 minuti.
Domande da interrogazione
- Quali sono le cause reversibili di arresto cardiaco?
- Quali sono le principali cause di arresto cardiaco da ipovolemia?
- Quali misure preventive possono essere adottate per evitare annegamenti?
- Qual è l'algoritmo di soccorso in caso di annegamento?
- Qual è l'importanza del tempo di recupero in caso di annegamento?
Le cause reversibili di arresto cardiaco includono le 4 I (Ipossia, Ipo/iperkaliemia, Ipo/ipertermia, Ipovolemia) e le 4 T (pneumotorace iperteso, Tamponamento cardiaco, Trombosi, Tossine). L'ipossia è raramente pura e spesso è causata da asfissia, che è la principale causa non cardiaca di arresto cardiocircolatorio.
Le cause più frequenti di arresto cardiaco da ipovolemia includono il trauma cranico, la disidratazione severa, l'anafilassi e la sepsi. La perdita di sangue è una causa principale di morte in caso di arresto cardiaco traumatico.
È fondamentale insegnare ai bambini che l'annegamento è possibile e utilizzare giubbotti di salvataggio per chi non sa nuotare. Riconoscere il pericolo e chiamare aiuto sono altrettanto importanti.
Dopo aver chiamato il 118, si aprono le vie aeree e si effettuano 5 ventilazioni. Si controllano i segni vitali e, se non ci sono segni di recupero, si iniziano le compressioni cardiopolmonari. A differenza dell'arresto cardiaco negli adulti, in caso di annegamento si inizia con le ventilazioni.
Il tempo di recupero è cruciale; se un soggetto annegato viene recuperato in una piscina pubblica rapidamente, il tempo di recupero può variare da 4 a 9 minuti, influenzando significativamente le possibilità di sopravvivenza.