Concetti Chiave

  • La chirurgia urgente è necessaria in casi critici come peritonite purulenta, perforazione intestinale e stato settico ingravescente.
  • I drenaggi pig tail sono utilizzati per trattamenti conservativi e possono essere rimossi dopo 4-5 giorni se il paziente migliora.
  • La chirurgia elettiva si concentra sull'aumento della qualità della vita, evitando procedure invasive come ileostomia o colostomia.
  • La stabilità emodinamica del paziente determina il timing dell'intervento, con approcci diversi per pazienti stabili e instabili.
  • La peritonite diffusa presenta sfide significative, come una ridotta tenuta delle suture e un aumento del rischio di complicanze post-operatorie.

Indice

  1. Indicazioni per la chirurgia urgente
  2. Tipi di drenaggi e procedure
  3. Chirurgia elettiva e qualità della vita
  4. Timing e stabilità emodinamica
  5. Considerazioni sulla condotta operatoria
  6. Sfide della peritonite diffusa

Indicazioni per la chirurgia urgente

La chirurgia urgente è indicata per:

peritonite purulenta

perforazione intestinale non tamponata

stato settico ingravescente

• fallimento del trattamento conservativo (drenaggio percutaneo)
Si pone 2 obiettivi:

source control: eliminare o contenere il focolaio infettivo;

reduce morbidity: assicurare minor impatto di complicanze immediate o future.

Tipi di drenaggi e procedure

I drenaggi impiegati sono detti pig tail (quando si sfila la guida utilizzata per facilitare l’inserimento, la punta del drenaggio si arriccia in modo tale da restare in sede) e hanno solitamente un calibro di 8-15 French (3-6 mm) anche se talvolta, a seconda dell’accessibilità della raccolta, si può optare per drenaggi tubulari di silicone più grossi (24-28 French). Se la procedura ha successo, dopo 4-5 gg si possono rimuovere i drenaggi, si procede con un imaging e si dimette il paziente programmando un follow-up. Se il pz non migliora si procede con una sigmoidectomia in elezione.

Chirurgia elettiva e qualità della vita

La chirurgia elettiva si prefigge un ulteriore obiettivo rispetto a quelli della chirurgia d’urgenza: Increase quality of life: evitare il ricorso a ileostomia o colostomia. Il trattamento chirurgico va considerato caso per caso, in accordo con il paziente.
Se invece il pz ha una peritonite purulenta o fecale (diagnosi sempre prima clinica e poi radiologico), è un pz chirurgico e il ricovero è d’obbligo. Si somministrano fluidi e antibiotici ev, paracetamolo e, se necessario, oppiacei.

Timing e stabilità emodinamica

Il timing può essere diverso in relazione alla stabilità emodinamica:

    • Instabile il pz scende in sala entro qualche ora e si opta per una sigmoidectomia con colostomia terminale (Intervento di Hartmann). Solo nel 60-70% dei casi, segue intervento di ricanalizzazione.

    • Stabile il pz va in sala operatoria in regime d’urgenza (6-12 ore) e si procede con una resezione del sigma con ricostruzione diretta (anastomosi primaria) con o senza ileostomia di protezione.

    Considerazioni sulla condotta operatoria

    Va tenuto presente che a volte ci può essere una dissociazione tra reperto morfologico e clinica del paziente: si possono trovare peritoniti molto gravi in pazienti stabili e peritoniti più contenute e localizzate in pazienti che in sala operatoria sono estremamente instabili. La condotta operatoria dipende molto dal comportamento generale del pz in sala e non solo dal quadro locale.
    Per valutare lo stato di perfusione di un’ansa o di un’anastomosi intestinale è possibile somministrare durante l’intervento chirurgico (per via endovenosa o localmente) il verde di indocianina e, tramite una particolare telecamera, individuare le aree meno colorate e dunque ipoperfuse.

    Sfide della peritonite diffusa

    In un quadro di peritonite diffusa, la tenuta di qualsiasi sutura chirurgica è enormemente ridotta. Il paziente emodinamicamente instabile, inoltre, ha una ridistribuzione del circolo ematico, con sacrificio prima di tutto della vascolarizzazione splancnica; il ridotto apporto di sangue a livello intestinale (e dunque all’anastomosi), comporterà una più lenta guarigione dei tessuti suturati e una maggiore probabilità di deiscenza e fistole post-chirurgiche (motivo per cui in tali pazienti viene privilegiato l’intervento di Hartmann rispetto alla resezione con anastomosi primaria).

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali indicazioni per la chirurgia urgente?
  2. La chirurgia urgente è indicata per peritonite purulenta, perforazione intestinale non tamponata, stato settico ingravescente e fallimento del trattamento conservativo. Gli obiettivi principali sono il controllo della fonte e la riduzione della morbidità.

  3. Quali tipi di drenaggi vengono utilizzati nelle procedure chirurgiche?
  4. I drenaggi utilizzati sono detti pig tail e hanno un calibro di 8-15 French, ma possono essere impiegati anche drenaggi tubulari di silicone più grossi. Se la procedura ha successo, i drenaggi possono essere rimossi dopo 4-5 giorni.

  5. Qual è l'obiettivo della chirurgia elettiva rispetto a quella urgente?
  6. La chirurgia elettiva mira a migliorare la qualità della vita del paziente, evitando il ricorso a ileostomia o colostomia, e deve essere valutata caso per caso in accordo con il paziente.

  7. Come influisce la stabilità emodinamica sul timing dell'intervento chirurgico?
  8. In pazienti instabili, l'intervento avviene rapidamente con una sigmoidectomia e colostomia terminale, mentre in pazienti stabili si procede con una resezione del sigma in un intervallo di 6-12 ore.

  9. Quali sono le sfide associate alla peritonite diffusa durante l'intervento chirurgico?
  10. Nella peritonite diffusa, la tenuta delle suture è ridotta e l'instabilità emodinamica porta a una ridistribuzione del circolo ematico, aumentando il rischio di deiscenza e fistole post-chirurgiche, motivo per cui si preferisce l'intervento di Hartmann.

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