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Keplero


Giovanni Keplero (1571-1630) nasce e trascorre l'infanzia in Svevia. Grazie ad una borsa di studio, nel 1589 frequenta l'università, allievo di Michael Maestlin, il maggiore astronomo tedesco dell'epoca. Nel 1600 Tycho Brahe lo invita a lavorare con lui nel castello Benàtky,a Praga. Alla morte di Tycho, Keplero gli succede nel ruolo di matematico imperiale. Dopo la morte della moglie e di cinque dei suoi sette figli avuti con un'altra donna, muore di febbre nel 1630.
Prima del XVII secolo, tutti gli astronomi sono anche astrologi, come Keplero, impegnati nello studio dello spostamento dei corpi celesti osservabili. Le loro previsioni si basano sugli studi di Copernico. Il suo modello eliocentrico, tuttavia, prevede orbite circolari dei pianeti attorno al Sole. Keplero valuta i relativi percorsi dei singoli pianeti. Solo nel 1608, dopo dieci anni di lavoro e osservazioni, trova la soluzione ai calcoli approssimativi di Copernico. Sostiene che i pianeti percorrono un'ellissi, un cerchio il cui allungamento è misurato con una quantità nota come eccentricità. Le ellissi hanno due fuochi e Keplero scopre che il Sole ne occupa uno. Questi elementi costituiscono la sua prima legge del moto planetario: il movimento di un pianeta descrive un'ellisse di cui il Sole occupa uno dei due fuochi. Inoltre, Keplero nota che la velocità del pianeta lungo l'ellisse muta sempre e che tale mutamento segue un andamento fisso da lui studiato e stabilito e conosciuto come la sua seconda legge: la linea che unisce un pianeta al Sole descrive aree uguali in tempi uguali.
Keplero concentra i suoi studi su Marte e sul suo moto apparente retrogrado -periodo in cui inverte la direzione del moto- su un'orbita ellittica, dimostrandolo in seguito anche per gli altri pianeti osservabili. Comprese che il quadrato del periodo orbitale è proporzionale al cubo della distanza media del pianeta dal Sole, la sua terza legge.
Keplero compie importanti progressi nello studio dell'ottica. Descrive la supernova avvistata nell'ottobre del 1604 -visibile, a quel tempo, ad occhio nudo per 18 mesi-. Comprende che i cieli sono in mutamento. Per di più dalla sua fervida fantasia scaturisce il libro Somnium, in cui prende in esame un viaggio verso la Luna indicandone la geografia lunare che il visitatore potrebbe aspettarsi all'arrivo. E' considerata da molti la prima opera di fantascienza.
Pubblica l'Epitome astronomiae copernicanae, che fra il 1630 e il 1650 diviene l'opera astronomica più utilizzata.
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