Concetti Chiave
- Prima dell'editto di Costantino, la chiesa operava come piccole comunità in diaspora, con la conversione al cristianesimo che comportava una netta cesura sociale.
- Il catecumenato, della durata di tre anni, richiedeva ai candidati di dimostrare una condotta devota e di abbandonare professioni considerate incompatibili con la vita cristiana.
- Con la svolta costantiniana del 313, i vescovi iniziarono a ricoprire ruoli di funzionari imperiali, cambiando radicalmente il rapporto tra chiesa e potere politico.
- La chiesa non si poteva più definire in opposizione al potere, e si aprirono le porte a un afflusso di nuove masse di fedeli.
- Questo cambiamento portò la chiesa a cercare una nuova identità e a rivedere la teologia battesimale, adattandosi alle nuove circostanze sociali e politiche.
La chiesa prima di Costantino
Fino all'editto di Costantino, la chiesa esisteva sotto forma di piccole comunità che si trovavano in una situazione di diaspora, convertirsi al cristianesimo significava entrare in una società alternativa e rinunciare a molti modi di agire, era considerato una cesura netta, come documentano molti passi di “Tradizione Apostolica” di Ippolito.
Il catecumenato e la vita cristiana
Prima di ammettere i candidati bisognava domandare i motivi, alcuni dovevano abbandonare professione [gladiatori, ufficiali, attori, prostitute], il catecumenato durava 3 anni e dovevano esercitarsi sulla prassi della vita cristiana, la comunità poi esaminava la loro condotta per vedere se “hanno vissuto devotamente”. Questa svolta è sottolineata anche nelle azioni liturgiche: al credo si aggiunge il rinuncio, nella notte pasquale vegliavano sull’acqua, deponevano i loro abiti e le donne anche monili d’oro, si scendeva nell’acqua e qui si veniva interrogati sulla fede, una volta usciti imposizione mani.
Quali sono le conseguenze della svolta costantiniana?
Con la svolta costantiniana del 313 e soprattutto con il collegamento istituzionale fra la chiesa e l’impero romano sotto Teodosio il rapporto della chiesa con la società nel suo complesso cambia in maniera radicale:
- I vescovi diventano funzionari imperiali e lo stesso imperatore è un cristiano battezzato;
- La chiesa non può più definirsi in contrapposizione al potere politico;
- Nella chiesa entrano grandi masse di gente;
- La chiesa cerca una nuova identità e cambiano anche gli accenti alla teologia battesimale;
Domande da interrogazione
- Qual era la situazione della chiesa prima dell'editto di Costantino?
- Quali erano le pratiche del catecumenato nella vita cristiana?
- Come ha cambiato la svolta costantiniana il rapporto tra chiesa e società?
Prima dell'editto di Costantino, la chiesa si manifestava attraverso piccole comunità in una condizione di diaspora, dove convertirsi al cristianesimo comportava una netta cesura con la società e il rinnegamento di molti modi di vivere, come documentato nella "Tradizione Apostolica" di Ippolito.
Il catecumenato, che durava tre anni, prevedeva un esame della condotta dei candidati, i quali dovevano rinunciare a professioni ritenute inadeguate e dimostrare di aver vissuto devotamente, culminando in rituali significativi come il battesimo e l'imposizione delle mani.
La svolta costantiniana del 313 ha trasformato radicalmente il rapporto tra chiesa e società, con i vescovi che diventano funzionari imperiali, l'imperatore che si fa cristiano, e l'ingresso di grandi masse nella chiesa, che cerca una nuova identità e modifica la sua teologia battesimale.