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Concetti Chiave

  • I lamenti funebri sono espressioni artistiche che creano un legame tra i vivi e i morti, permettendo ai vivi di mantenere viva la memoria del defunto.
  • Il sonetto "Morte del Fratello Giovanni" di Ugo Foscolo riflette il dolore personale del poeta per il suicidio del fratello, evidenziando il contrasto tra la vita del poeta e l'immobilità del defunto.
  • Giosuè Carducci, in "Pianto Antico", esplora la morte come una tragedia senza riscatto, accentuando la sua sofferenza dopo la perdita del figlio e il senso di vuoto che ne deriva.
  • La bellezza della natura che rinasce in primavera contrasta con il dolore perpetuo di Carducci per la morte del figlio, evidenziando la tragedia della vita e della morte.
  • Entrambi i poeti utilizzano la loro esperienza personale di perdita per esplorare temi universali di dolore, memoria e il legame tra la vita e la morte.

Lamenti Funebri e Legami con i Morti?

Alcune fra le più belle e antiche canzoni popolari sono dei lamenti funebri. La madre del morto si rivolge a lui, come se fosse vivo, parlandogli e piangendolo. È l’antichissima idea che le parole di chi è vivo riescano ancora a creare una sorta di legame con i morti, a trattenerli sul limitare della vita: fino a quando una persona viene ricordata non è completamente defunta.

In Morte del Fratello Giovanni

In morte del fratello Giovanni (di Ugo Foscolo): Il fratello minore di Foscolo, Giovan Dionigi, si era suicidato molto giovane per debiti di gioco. Il sonetto nasce da un lato da questa da questa terribile realtà, dall’altro dalla suggestione di un’antica poesia latina. Dopo aver traversato terre e mari, in cui Catullo tenta di parlare col fratello ormai defunto. Foscolo inserisce nello struggente lamento per la giovinezza caduta del fratello la sua angoscia personale; all’immobilità di Giovan Dionigi sotto la pietra tombale si contrappone l’angosciato vagabondare del poeta “di gente in gente”. Il “porto” in cui è approdato il fratello diventa in qualche modo un riparo desiderato da una vita troppo tormentata; la preghiera finale è che le “straniere genti” presso le quali il poeta morirà sappiano restituirne “le ossa” all’abbraccio di una comunità familiare alla quale egli non ha potuto essere unito in vita.

Pianto Antico e la Tragedia della Morte

Pianto antico (di Giosuè Carducci): Anche in questo caso, come nel precedente sonetto di Ugo Foscolo, la poesia nasce da una triste esperienza personale, cioè la morte in giovanissima età dell’unico figlio maschio del poeta Giosue Carducci. Per Carducci, innamorato della classicità e dei suoi valori – la bellezza, la vita nella sua pienezza, la luce – la morte è tragedia e negatività assoluta, senza alcuna possibilità di riscatto. L’eterna vicenda della natura che muore in inverno per poi risorgere ogni primavera, rappresentata dal colorato albero di melograno, si contrappone crudelmente alla vicenda del figlio, morto per sempre, che mai più si risveglierà. Dalla morte del figlio scaturisce, inevitabilmente, la perdita di ogni senso anche per la vita del padre, che si sente “pianta percossa e inaridita”, privata di tutti i suoi fiori.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dei lamenti funebri nella tradizione popolare?
  2. I lamenti funebri rappresentano un legame tra i vivi e i morti, in cui la madre del defunto si rivolge a lui come se fosse ancora vivo, esprimendo il concetto che le parole dei vivi possono mantenere i morti in una sorta di limbo finché vengono ricordati.

  3. Qual è il tema centrale del sonetto "In morte del fratello Giovanni" di Ugo Foscolo?
  4. Il sonetto esprime il dolore per la morte del fratello Giovan Dionigi, suicida per debiti, e riflette l'angoscia del poeta, che contrappone l'immobilità del fratello alla sua vita di vagabondaggio, desiderando un legame con la comunità familiare che non ha potuto avere in vita.

  5. Come si manifesta il dolore nella poesia "Pianto Antico" di Giosuè Carducci?
  6. In "Pianto Antico", Carducci esprime il suo profondo dolore per la morte del figlio, evidenziando la tragedia della perdita e la mancanza di riscatto, contrapposta alla ciclicità della natura, che non offre consolazione per la morte del bambino, lasciando il padre in uno stato di desolazione.

Domande e risposte

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