Concetti Chiave
- Il battesimo e la morte di Clorinda conferiscono un significato religioso, ma la rappresentazione del duello è dominata da sfumature amorose e riferimenti erotici.
- Il duello tra Tancredi e Clorinda è paragonato a un incontro tra amanti, evidenziando la ribellione di Tasso contro il codice morale della Controriforma.
- La notte che avvolge il combattimento rappresenta un contrasto tra oscurità e la volontà dell'autore di far emergere la grandezza dell'evento.
- Il combattimento è caratterizzato da un furore cieco, privo di tecnica e abilità, con i combattenti che si affrontano senza ritirarsi o schivare i colpi.
- Un ciclo di vergogna e vendetta si sviluppa durante il duello, dove ogni colpo inflitto aumenta la motivazione a ferire, rendendo lo scontro sempre più intenso.
Significato religioso e sfumature amorose
Il battesimo e la morte di Clorinda risolvono l’episodio in modo da assicurargli un significato religioso adeguato allo scopo educativo della Gerusalemme liberata. Tuttavia in esso non sono tanto l’aspetto eroico dello scontro o quello spirituale della conversione a prevalere, quanto piuttosto la sfumatura amorosa con cui è connotata la rappresentazione del duello. Ne sono spie i frequenti richiami alla sfera erotica, come la similitudine dei «tori gelosi» a cui sono paragonati i due combattenti (53, v. 8), le strette di Tancredi da cui Clorinda si libera, che ambiguamente evocano gli abbracci appassionati di un uomo con la sua amata («nodi di fer nemico e non d’amante », 57, v. 4), e soprattutto l’allusione all’unione sessuale contenuta nel colpo di spada che Tancredi sferra al corpo di Clorinda, tra le mammelle, inondandone le vesti di un caldo fiume di sangue (64, vv. 3-7). Tali riferimenti all’eros, che fanno assomigliare il duello a un incontro tra amanti, testimoniano una volta di più la ribellione di Tasso al rigido codice morale della Controriforma e la sua attrazione per gli aspetti opposti della realtà, che talora convergono tra loro: qui, ad esempio, il furore bellico e la tenerezza, la volontà di distruggere e quella di possedere l’oggetto del desiderio, la sensualità e la santità dell’eroina morente.
Ottava 52: [Tancredi] vuole sfidarla a duello (ne l’armi provarla): la crede (la stima) un uomo con cui il proprio valore (sua virtù) si possa degnamente mettere a confronto (si paragone). Lei va aggirando la collina montuosa (l’alpestre cima) verso un’altra porta, dalla quale si propone (ove … dispone) di entrare. Egli [la] segue [correndo] con impeto, per cui (onde) molto prima di raggiungerla (che giunga) avviene che produca un rumore (suone) di armi tale (in guisa) che lei si volta e grida: «O tu, che corri così, che cosa porti? » [Tancredi] risponde: «E guerra e morte». ottava 53 «Guerra e morte avrai», [lei] disse «io non rifiuto di dartela (darlati), se la cerchi», e attende ferma. Non vuole Tancredi, che ha visto il suo nemico a piedi (pedon), usare il cavallo, e scende. Ed entrambi (l’uno e l’altro) impugnano la spada appuntita (il ferro acuto), e aguzzano l’orgoglio e accendono l’ira; e vanno a scontrarsi (a ritrovar) non diversamente (non altrimenti) da due tori gelosi e infuriati (d’ira ardenti).
Intensità e oscurità del combattimento
ottava 54 Opere così memorabili (opre … sì memorande) sarebbero degne di un giorno luminoso (d’un chiaro sol), degne di un teatro pieno [di pubblico]. Notte, che avvolgesti (chiudesti) nel [tuo] profondo oscuro seno e nell’oblio un evento così grandioso ( fatto sì grande), lascia (piacciati) che io lo tiri fuori di lì (ne ’l tragga) e lo esponga (lo spieghi) e trasmetta (mande) in modo chiaro (’n bel sereno) alle epoche future. Viva la loro fama; e splenda insieme alla loro gloria (tra lor gloria) il nobile ricordo (alta memoria) della tua oscurità (del fosco tuo). ottava 55 Questi non vogliono schivare, né parare [i colpi], né indietreggiare (ritirarsi), e nel duello (qui) non c’è posto (ha parte) per l’abilità la (destrezza). Non si danno i colpi ora accennati ( finti), ora d’affondo (pieni), ora leggeri (scarsi): il buio (l’ombra) e il furore escludono (toglie) l’uso della tecnica (l’arte). Potresti sentire (Odi) le spade urtarsi con un rumore terribile (orribilmente) a metà della lama (a mezzo il ferro), il piede non lascia (non parte) la posizione [in cui è piantato] (d’orma); il piede sta sempre fermo e la mano sempre in movimento (’n moto), né [i colpi di] taglio scendono invano, né [quelli di] punta a vuoto. ottava 56 La vergogna (L’onta) eccita (irrita) l’orgoglio (lo sdegno) alla vendetta, e la vendetta [di chi è colpito] a sua volta (poi) rinnova la vergogna; per cui (onde) un nuovo stimolo e una nuova ragione (cagion) si aggiungono sempre all’intenzione di ferire (al ferir) e alla fretta [di farlo]. Di ora in ora lo scontro (la pugna) si fa più confuso (si mesce) e più ravvicinato (ristretta), ed è inutile adoperare (oprar non giova) la spada: si danno addosso (dansi) con le else delle spade (co’ pomi) e inferociti (infelloniti) e crudeli (crudi) cozzano insieme con gli elmi e con gli scudi.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato religioso del duello tra Tancredi e Clorinda?
- Come viene descritto il combattimento tra Tancredi e Clorinda?
- Quali elementi erotici emergono nella rappresentazione del duello?
- In che modo Tasso ribalta il codice morale della sua epoca?
- Qual è l'importanza della notte nel contesto del duello?
Il battesimo e la morte di Clorinda conferiscono un significato religioso all'episodio, ma prevale la sfumatura amorosa, evidenziata dai richiami erotici e dalla rappresentazione del duello come un incontro tra amanti, in contrasto con il rigido codice morale della Controriforma.
Il combattimento è caratterizzato da un'intensità e oscurità che escludono l'abilità tecnica, con i due combattenti che si affrontano in un duello confuso e ravvicinato, dove la vergogna e la vendetta alimentano la loro furia.
Elementi erotici come la similitudine dei "tori gelosi" e le allusioni agli abbracci tra Tancredi e Clorinda rendono il duello simile a un incontro amoroso, evidenziando la complessità dei sentimenti in gioco.
Tasso ribalta il codice morale della Controriforma attraverso la fusione di furore bellico e tenerezza, mostrando come l'eros e la santità possano coesistere, specialmente nel contesto della morte di Clorinda.
La notte, che avvolge l'evento, rappresenta un oblio che Tasso desidera superare, esponendo la grandezza del duello e la sua fama alle epoche future, contrastando l'oscurità con la luce della gloria e della memoria.