Concetti Chiave
- L'opera degli illuministi meridionali si distingue per un approccio teorico e speculativo, ereditando una ricca tradizione giuridica.
- Antonio Genovesi, sacerdote e docente, promosse l'istruzione in italiano, ritenendola essenziale per risanare il regno di Napoli.
- Gaetano Filangieri, attraverso la sua opera "Scienza della legislazione", sostenne la libertà di stampa come strumento per rafforzare l'opinione pubblica.
- Ferdinando Galiani, abate e specialista in commercio, è considerato uno dei più brillanti illuministi italiani, influente anche all'estero.
- Francesco Mario Pagano denunciò le gravi condizioni dei pescatori, evidenziando il loro indebitamento e sfruttamento economico.
Illuministi Meridionali e Tradizione Giuridica
L’opera degli scrittori illuministi meridionali erano più teorici e speculativi rispetto a quelli milanesi e soprattutto eredi di una solida tradizione giuridica.
Antonio Genovesi e l'Istruzione
Fra questi abbiamo Antonio Genovesi, un sacerdote che aspirava a liberare la sua patria dall’ignoranza e sperava di realizzare questo suo progetto appoggiandosi anche alle classi più umili. Titolare della cattedra universitaria di economia politica, fece scandalo perché utilizzava la lingua italiana e non la lingua latina. Nei suoi scritti sostenne che l’istruzione era il primo ed unico mezzo per risanare il regno di Napoli.
Gaetano Filangieri e la Libertà di Stampa
Il nome di Gaetano Filangieri è legato all’opera Scienza della legislazione, una summa di regole da proporre al proprio sovrano, nell’ambito del dispotismo illuminato. Fra l’altro, in uno dei cinque libri di cui si compone lo scritto, egli sostiene l’esistenza di un tribunale che nessun tiranno è ancora riuscito a far tacere: l’opinione pubblica; tuttavia, continua, affermando che esiste un mezzo per rendere tale tribunale più utile per i sovrani illuminati: la concessione della libertà di stampa.
Ferdinando Galiani e il Commercio
Vissuto a Napoli è anche Ferdinando Galiani, un abate specialista nei problemi legati alla moneta e al commercio del grano. Egli fu considerato il più sorprendente di tutti gli illuministi italiani, anche a Parigi, dove giunse come segretario di ambasciata.
Francesco Mario Pagano e le Condizioni dei Pescatori
Discepolo del Filangieri fu Francesco Mario Pagano, un insegnante di ritto penale. Nei suoi scritti, egli deplora le durissime condizioni dei pescatori, costretti ad indebitarsi durante l’inverno con i negozianti all’ingrosso per essere poi costretti a cedere un un prezzo irrisorio la pesca dei mesi migliori. Fu membro del governo provvisorio della Repubblica partenopea e per questo fu inviato al patibolo come Eleonora Fonseca Pimentel.
Giovanni Meli e la Lingua Siciliana
Anche il palermitano Giovanni Meli, nelle sue Riflessioni sullo stato presente del Regno si occupa delle condizioni di vita miserrime del popolo, soprattutto della plebe contadina. Fu anche poeta e come tale si impegnò a far ritrovare alla lingua siciliana lo splendore di un tempo. Con questo scopo scrisse quattro raccolte di stampo arcadico, Buccolica. Tuttavia, nei suoi versi i tradizionali motivi arcadici si incontrano felicemente col mito del ritorno alla natura cario a Rousseau. Il modo bucolico, fino ad allora superficiale e molto salottiero, trova nell’opera del Meli la sua giustificazione più profonda, una sincerità ed una spontaneità mai viste prima.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Antonio Genovesi all'istruzione nel Regno di Napoli?
- In che modo Gaetano Filangieri ha affrontato il tema della libertà di stampa?
- Quali problematiche economiche ha evidenziato Francesco Mario Pagano riguardo ai pescatori?
- Come ha contribuito Giovanni Meli alla valorizzazione della lingua siciliana?
Antonio Genovesi, sacerdote e titolare della cattedra di economia politica, sosteneva che l'istruzione fosse l'unico mezzo per risanare il regno di Napoli, cercando di liberare la sua patria dall'ignoranza e coinvolgendo anche le classi più umili.
Gaetano Filangieri, nella sua opera "Scienza della legislazione", propone la libertà di stampa come mezzo per rendere l'opinione pubblica un tribunale utile per i sovrani illuminati, sottolineando che nessun tiranno è riuscito a farla tacere.
Francesco Mario Pagano denunciava le dure condizioni dei pescatori, costretti a indebitarsi durante l'inverno e a vendere la loro pesca a prezzi irrisori, evidenziando le ingiustizie economiche che subivano.
Giovanni Meli, attraverso le sue "Riflessioni sullo stato presente del Regno" e le raccolte di poesie "Buccolica", cercò di restituire alla lingua siciliana il suo splendore, unendo motivi tradizionali con il mito del ritorno alla natura caro a Rousseau.