Concetti Chiave
- La nobildonna ricorda un episodio doloroso in cui un servo colpì la sua cagnetta dopo un leggero morso, portando alla rovina del servo stesso.
- Durante il racconto, la nobildonna prova una forte emozione, le lacrime scendono come gocce di linfa, simboleggiando la sua compassione per l'animale.
- La cagnetta, dopo essere stata colpita, emette gemiti che sembrano chiedere aiuto, attirando l'attenzione di servi e damigelle preoccupati.
- Nonostante i tentativi di scusarsi, il servo viene cacciato e perde il rispetto della comunità, finendo a mendicare con la sua famiglia.
- Alla fine, la cagnetta viene rappresentata come una figura superba, simile a una divinità che ha ricevuto giustizia dopo l'ingiustizia subita.
Il Ricordo della Nobildonna
mentre un vegetariano spiega le ragioni che lo spingono a non cibarsi di carne, una nobildonna ritorna col ricordo ad un triste episodio accaduto alla sua cagnetta . Tempo prima, infatti, un suo servo la colpì violentemente con un calcio dopo aver ricevuto un morso dall’animale; in conseguenza di ciò, il servo venne licenziato e, a causa della cattiva fama che si era costruito, non fu più in grado di trovare lavoro, riducendosi a chiedere l’elemosina.
Tal ei parlava, o signore; e sorge intanto,
al suo pietoso favellar, dagli occhi
della tua dama dolce lagrimetta,
pari a le stille tremule, brillanti,
che a la nova stagion gemendo vanno
da i palmiti di Bacco, entro commossi
al tiepido spirar de le prim’aure
fecondatrici.
Così parlava, o signore, e durante questo compassionevole discorso nascono dagli occhi della tua dama delle lacrime che sembrano gocce di linfa splendenti che in primavera escono dai tralci di vite, rinati al loro interno grazie ai venti che favoriscono la vita.
La Reazione della Cagnetta
Or le sovviene il giorno,
ahi fero giorno! allor che la sua bella
vergine cuccia de le Grazie alunna,
520 giovenilmente vezzeggiando, il piede
villan del servo con l’eburneo dente
segnò di lieve nota: ed egli audace
con sacrilego piè lanciolla: e quella
tre volte rotolò; tre volte scosse
525 gli scompigliati peli, e da le molli
nari soffiò la polvere rodente.
Il racconto del giovin signore, che parla del suo rifiuto di mangiare la carne, fa tornare alla mente della dama un episodio
Ora (la dama) si ricorda di quel giorno, ahi quel giorno sventurato in cui la sua bella cagnetta educata dalle grazie, giocando come un cucciolo, morsicò leggermente il piede del servo villano con i suoi denti d’avorio (preziosi) (il morso viene minimizzato, mentre viene amplificata la reazione del servo in modo da dargli torto) e lui, sprezzante, le diede un calcio con il piede sacrilego e lei rotolò per tre volte, tre volte le si scompigliò il pelo e il naso umido e delicato espirò la polvere secca dalla terra.
Indi i gemiti alzando: Aìta, aìta,
parea dicesse; e da le aurate volte
a lei l’impietosita Eco rispose:
530 e dagl’infimi chiostri i mesti servi
asceser tutti; e da le somme stanze
le damigelle pallide, tremanti,
precipitâro.
Quindi la cagnolina, mettendosi a guaire, sembrava dicesse “aiuto” e dai soffitti dorati (emerge il sensualismo di Alfieri, a cui piace soffermarsi sulle descrizioni edonistiche) le rispose Eco impietosita e dalle stanze più basse salirono i servi preoccupati (per il destino che sarebbe toccato al servo), e dalle stanze dei piani superiori accorsero le damigelle pallide e spaventate.
Accorse ognuno; il volto
fu spruzzato d’essenze a la tua Dama.
535 Ella rinvenne alfin: l’ira, il dolore
l’agitavano ancor; fulminei sguardi
gettò sul servo, e con languida voce
chiamò tre volte la sua cuccia: e questa
al sen le corse; in suo tenor vendetta
540 chieder sembrolle: e tu vendetta avesti,
vergine cuccia de le Grazie alunna.
Arrivarono tutti. Il viso della tua dama fu spruzzato con alcune essenze e alla fine si riprese, era scossa dall’ira e dal dolore, gettò degli sguardi fulminei al servo e con voce flebile chiamò per tre volte la cagnolina, questa le corse incontro, a suo modo sembrò che le chiedesse vendetta, e tu avesti vendetta, vergine cuccia educata dalle grazie.
La Caduta del Servo
L’empio servo tremò; con gli occhi al suolo
udì la sua condanna. A lui non valse
merito quadrilustre; a lui non valse
545 zelo d’arcani ufici: in van per lui
fu pregato e promesso; ei nudo andonne,
dell’assisa spogliato, ond’era un giorno
venerabile al vulgo. In van novello
Signor sperò; ché le pietose dame
550 inorridîro, e del misfatto atroce
odiâr l’autore. Il misero si giacque
con la squallida prole, e con la nuda
consorte a lato, su la via spargendo
al passeggiere inutile lamento:
555 e tu, vergine cuccia, idol placato
da le vittime umane, isti superba.
Il servo malvagio (dal punto di vista della dama) tremò e con gli occhi al suolo udì la sua condanna. A lui non servì essere stato vent’anni fedele alla famiglia, non gli servì l’accortezza con cui riferiva i messaggi dei cicisbei, invano lui pregò e chiese perdono, se ne andò nudo, spogliato dalla livrea che era un simbolo della distinzione dall’umile popolo e non sarebbe più stato rispettato (il rispetto veniva dato ai servi in base alla famiglia che servivano). Invano cercò un altro lavoro, e le damigelle pietose inorridirono ed odiarono l’autore dell’atroce misfatto. Il misero si accasciò con i figli tristi e con la moglie vestita di stracci al suo fianco, sulla via chiedendo inutilmente l’elemosina ai passanti.
E tu, vergine cuccia, divinità placata da un sacrificio umano, camminasti superba.
Domande da interrogazione
- Qual è l'episodio che segna il ricordo della nobildonna riguardo alla sua cagnetta?
- Come reagisce la nobildonna al racconto del vegetariano?
- Qual è la reazione della cagnetta dopo essere stata colpita dal servo?
- Qual è il destino del servo dopo l'incidente con la cagnetta?
- Come viene descritta la nobildonna dopo l'incidente?
La nobildonna ricorda un triste evento in cui un servo colpì violentemente la sua cagnetta dopo che questa lo morse leggermente. Questo gesto portò al licenziamento del servo e alla sua rovina sociale.
Durante il racconto del vegetariano, la nobildonna si commuove e le scendono delle lacrime, paragonate a gocce di linfa che sgorgano in primavera, evidenziando la sua sensibilità verso il dolore degli animali.
La cagnetta, dopo essere stata colpita, inizia a guaire come se chiedesse aiuto, attirando l'attenzione di tutti, dai servi alle damigelle, che accorrono preoccupati.
Il servo, dopo aver colpito la cagnetta, viene condannato dalla nobildonna e perde il suo lavoro, finendo a chiedere l'elemosina con la sua famiglia, mentre le dame lo disprezzano per il suo atto crudele.
La nobildonna, scossa dall'ira e dal dolore, chiama la sua cagnetta e sembra chiedere vendetta, dimostrando la sua profonda connessione affettiva con l'animale e la sua indignazione verso il servo.