Concetti Chiave

  • Il primo testo esalta la bellezza di una gentildonna pallida, mentre il secondo celebra la sensualità di una donna nera, evidenziando la varietà dell'universo femminile.
  • "Pallore di bella donna" crea un'atmosfera evanescente, dove il viso della fanciulla irradia un alone che si riflette sulle tinte dell'alba e della rosa.
  • In "Bella schiava" si utilizzano ossimori e antitesi per mettere in evidenza il contrasto tra la pelle scura e le convenzioni tradizionali di bellezza.
  • Marino si distacca dalla tradizione petrarchesca con una struttura metrica innovativa, utilizzando settenari ed endecasillabi per un ritmo musicale frastagliato.
  • La sua opera reinterpreta la tradizione poetica, presentando una varietà di bellezze femminili e introducendo elementi di novità nel tema classico.

Indice

  1. Quali sono i contrasti di bellezza?
  2. Evanescenza e sensualità
  3. Metafore e ossimori
  4. Innovazione stilistica di Marino

Quali sono i contrasti di bellezza?

Nel primo testo antologizzato si loda il pallido viso di una gentildonna, oggetto di accostamenti metaforici languidi e dolci, tutti giocati sul tema del bianco; nel secondo, invece, viene celebrata la bellezza esotica di una donna nera, il cui corpo richiama la sensualità della passione amorosa. L'accostamento dei due componimenti mostra la propensione di Marino a indagare l'infinita varietà del reale: qui è l'universo femminile a fornire la materia per confezionare un elogio di due tipologie estetiche del tutto differenti.

Evanescenza e sensualità

In "Pallore di bella donna" l'effetto cromatico evanescente pare distendersi su tutto il mondo esterno alla fanciulla, che irradia un diafano alone di incorporeità sulle tinte dell'alba e della rosa, destinate a sbiadire.

Metafore e ossimori

In "Bella schiava", invece, lo splendore nero della bellezza della serva offusca la luce del sole, il candore dell'avorio e la vivacità della porpora (tutte metafore petrarchesche per indicare la bellezza della donna bianca).

In "Pallore di bella donna" lo scoloramento contagia lo stesso poeta innamorato, che agogna una sorta di abbraccio languido con la donna: l'esclamazione finale accentua la sensazione di uno spossato e passionale abbandono sentimentale, accompagnato da pause lunghe e sospiri. Tutto il madrigale è caratterizzato da una tonalità flebile e carezzevole, conferita dagli appellativi metaforici della donna (sole, v. 1; viole, v. 5), dalla ricorrenza dell'aggettivo dolce (vv. 2, 5 e 9) e dall'anafora del vezzeggiativo pallidetta, vera parola chiave da accostare come figura etimologica a pallori (v. 2), pallide (v. 5) e impallidisca (v. 9).

Innovazione stilistica di Marino

Il primo, apparente modello di riferimento è Petrarca, autore di quattro madrigali del Canzoniere. Anche le soluzioni metriche segnano una marcata discontinuità rispetto alla tradizione petrarchesca: non si trovano qui endecasillabi ordinati in due o tre terzine, ma settenari ed endecasillabi che si dispongono in modo da creare un ritmo musicale frastagliato, accentuato anche dalla presenza degli enjambement.

"Bella schiava" è invece costruita sugli ossimori e sulle antitesi (leggiadro mostro, v. 2; Fosca è l'alba, v. 3; luce [...] di tenebroso inchiostro, v. 7; di spento carbon [...] arsura, v. 8; Servo di chi m'è serva, v. 9; bruno laccio opposto a candida man, vv. 10 e 11), a partire dal contrasto più forte, quello iniziale, sottolineato dal ma (v. 1), tra la pelle scura e il concetto tradizionale di bellezza. Anche sul piano della struttura sintattica si ripete lo stesso gioco di corrispondenze antitetiche: a questo fine Marino si serve di due chiasmi, ai vv. 3-4 (l'alba appo te [...] / presso l'ebeno tuo l'avorio e l'ostro) e ai vv. 7-8.

D'altronde, tutto il componimento tende all'enfatizzazione: le associazioni ardite si susseguono l'una all'altra, come quando, al v. 8, lo spento carbon (metafora per indicare il colore della pelle della schiava) paradossalmente brucia; o come quando, nei versi finali, il poeta designa l'amata con un altro paradosso come un sole. L'identificazione dell'amata con il sole è di ascendenza petrarchesca; all'autore del Canzoniere rimandano inoltre altre espressioni (quella della donna-portento, per esempio, compare al v. 5 del sonetto 347, Donna che lieta col Principio nostro: «o de le donne altero e raro mostro»). In Marino, tuttavia, ogni eredità della tradizione viene riutilizzata non per imitare, ma per studiare stupefacenti variazioni sul tema. Così la bellezza muliebre, tipizzata dalla tradizione in un canone fisso, presenta qui un ventaglio di tipologie diverse, ognuna delle quali contiene qualche elemento di eccentrica novità.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale dei due componimenti analizzati?
  2. I due componimenti celebrano due diverse tipologie di bellezza femminile: il pallido viso di una gentildonna e la bellezza esotica di una donna nera, evidenziando la varietà del reale nell'universo femminile.

  3. Come viene descritta l'atmosfera in "Pallore di bella donna"?
  4. L'atmosfera è caratterizzata da un effetto cromatico evanescente che avvolge la fanciulla, creando un alone di incorporeità che si riflette sulle tinte dell'alba e della rosa, suggerendo un abbandono passionale.

  5. Quali tecniche stilistiche utilizza Marino in "Bella schiava"?
  6. Marino impiega ossimori e antitesi per enfatizzare il contrasto tra la pelle scura della schiava e la bellezza tradizionale, utilizzando chiasmi e associazioni ardite per creare un effetto di sorpresa e novità.

  7. In che modo Marino si distacca dalla tradizione petrarchesca?
  8. Marino si distacca dalla tradizione utilizzando una struttura metrica innovativa, con settenari ed endecasillabi disposti in modo frastagliato, e reinterpreta le immagini tradizionali per esplorare variazioni sulla bellezza femminile.

  9. Qual è il significato dell'identificazione dell'amata con il sole in Marino?
  10. L'identificazione dell'amata con il sole, pur essendo un richiamo alla tradizione petrarchesca, viene riutilizzata da Marino per esprimere una bellezza che sfida le convenzioni, presentando una novità sorprendente nel contesto della poesia.

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