Concetti Chiave
- Il Rinascimento inizia nel '400 in Italia, con una fase di Umanesimo caratterizzata dal risveglio dell'interesse per l'antichità e una fase successiva di consolidamento culturale nei primi decenni del '500.
- Le signorie si evolvono in principati, con Firenze sotto la signoria dei Medici, che diventano importanti mecenati della cultura e delle arti.
- Le corti emergono come centri vitali di cultura e mecenatismo, favorendo la fioritura artistica attraverso il sostegno a intellettuali e artisti.
- Le accademie si sviluppano come spazi di confronto e dialogo tra intellettuali, promuovendo una cultura basata su scambio di idee piuttosto che su insegnamenti tradizionali.
- Lo scopo della cultura umanistica è la formazione integrale dell'individuo, enfatizzando lo sviluppo armonico delle sue facoltà piuttosto che un apprendimento puramente mnemonico.
Indice
- Inizio del Rinascimento
- Trasformazione delle signorie
- Cultura e mecenatismo
- Economia e società nel Rinascimento
- Firenze e gli intellettuali
- Civiltà di corte
- Accademie e cultura dialogica
- Università e scuole umanistiche
- Botteghe e biblioteche
- Intellettuali e umanesimo civile
- Rinascita della civiltà classica
- Imitazione e riscoperta dei classici
- Filologia umanistica
- Scopo della cultura umanistica
- Virtù umanistiche e vita comune
Inizio del Rinascimento
Nel '400, in Italia, ha inizio il Rinascimento. In realtà si distingue la fase dell’Umanesimo ('400: epoca della rinascita dell'interesse per l'antichità e i classici) e la fase del Rinascimento vero e proprio (primi decenni del '500: età del consolidamento della nuova civiltà, del trionfo del classicismo e della cultura cortigiana, della piena maturità espressiva nella letteratura e nelle arti).
Trasformazione delle signorie
Le signorie si trasformano in principati: si hanno così i “ducati” di Milano, Ferrara (Estensi), Mantova (Gonzaga) e UrbinO Fa eccezione Firenze, che rimane comune di popolo, anche se nel 1435 passa sotto la signoria di Cosimo de’ Medici, poi Piero e infine Lorenzo detto Il Magnifico, abile politico, e protettore di scrittore e artisti. Nascono così gli Stati regionali italiani.
La figura del signore e le corti:
- Il signore si circondava di consiglieri e artisti, attorno al signore si crea una corte, di cui fa parte una serie di intellettuali e artisti con lo scopo di ottnere prestigio presso gli altri Stati ed esaltare le proprie imprese;
- le corti diventano centro di cultura (letteratura, scienza, filosofia , arte) => fenomeno del mecenatismo ed ecco perché vediamo una grande fioritura artistica.
Cultura e mecenatismo
Economia e società:
- L’economia migliora, ma si torna all’agricoltura, infatti molte famiglie mercantili acquistano proprietà terriere, perché l’agricoltura presenta meno rischi;
- la borghesia torna ad assomigliare alla vecchia aristocrazia;
nell'élite più ricca, invece , si diffonde uno stile di vita improntato all’edonismo, cioè alla ricerca di piacere, di lusso esteriore;
- l'élite vive in ambienti splendidi e ricchi di cultura e opere d’arte => nell’umanesimo abbiamo un’esaltazione laica dei valori della vita terrena;
- i contadini vedono peggiorare la situazione di vita poiché l’umanesimo riguarda solo le classi sociali più alte.
Economia e società nel Rinascimento
Firenze e gli intellettuali
Nella Firenze comunale, centro della produzione della cultura è la cancelleria della Repubblica, dove si scrivono le lettere ufficiali e si tengono rapporti diplomatici. La direzione è affidata agli intellettuali, che divengono in tal modo degli intellettuali-cittadini che partecipano alla vita comunale. I più famosi sono:
- Leonardo Bruni;
- Coluccio Salutati;
- Poggio Bracciolini.
Civiltà di corte
La corte è il centro per eccellenza di elaborazione della cultura. I principi sono colti e amanti della cultura e quindi si circondano di pittori, artisti, letterati. Nasce così nel '400 la civiltà di corte fondata sul culto della raffinatezza, delle maniere eleganti, dell’armonia. La corte è un luogo chiuso, che incarna un mondo ideale, distaccato da quello reale. Gli artisti ricevono protezione in cambio delle esibizioni e dei lavori che compiono. La corte per gli artisti è un luogo ricco di stimoli e vivacità e di conseguenza si ha una maggiore produttività letteraria. Ma il distacco con il mondo esterno e il fattore di subordinazione del signore portano a una poca libertà espressiva e a una sterilità creativa, rivolta solo a persone della stessa classe sociale, della stessa élite aristocratica.
Accademie e cultura dialogica
I nuovi intellettuali umanisti elaborano una concezione “dialogica” della cultura, ritengono infatti che essa sia scambio di idee, confronto e discussione. Ispirazione dall’accademia di Platone che aveva la stessa funzione danno vita alle accademie, cenacoli dove dotti tra loro amici si incontravano per conversare, discutere, scambiarsi conoscenze. Non si trattava di una scuola o di università, ma di un luogo libero dove tutti erano maestri e allo stesso tempo alunni. Le accademie si trovavano nel palazzo o villa dei nobili, o nelle corti.
Esempi di accademie:
- Accademia platonica di Firenze (protetta da Lorenzo Medici);
- Accademia Pontaniana a Napoli (protetta da Alfonso d’Aragona).
Università e scuole umanistiche
L’università e le scuole umanistiche rivestono una grande importanza. La cultura umanistica ha come fondamento l’idea di una formazione armonica dell’uomo: perciò l’insegnamento in quest’epoca assume un ruolo fondamentale. Molti umanisti sono degli insegnanti. Nascono così le scuole ispirate ai nuovi principi pedagogici: non apprendimento di nozioni enciclopediche da imparare a memoria(come nel medioevo) ma una formazione che sviluppa tutte le facoltà della persona: oltre a quelle intellettive, quelle morali, emotive, fisiche attraverso lo studio delle discipline “umanistiche”.
Esempi di insegnanti:
- Vittorino da Feltre;
- Guarino Veronese.
Botteghe e biblioteche
Le botteghe di artisti, pittori e scultori rappresentano luoghi di grande espressione culturale. c’è anche la bottega dello stampatore (grazie a Gutenberg), dove si ritrovano letterati e filosofi. Aldo Manuzio è il più famoso stampatore.
Grazie all’invenzione della stampa, le biblioteche non sono solo luogo di conservazione di libri ma di scambio, infatti diventano pubbliche.
Esempi di biblioteche:
- Biblioteca Laurenziana;
- Biblioteca Vaticana.
Intellettuali e umanesimo civile
Inizialmente con la Firenze comunale abbiamo l’intellettuale comunale: cittadini che partecipano alla vita politica, e fanno un lavoro diverso dall'intellettuale, lo fanno cioè di sola passione (UMANESIMO CIVILE). L'intellettuale cortigiano costituisce una novità, fa quello di professione, vive nella corte o signoria, ed è subordinato al signore, ma ripagato con la protezione e i soldi. Le mansioni degli intellettuali possono essere diverse: poeti, studiosi, oppure mansioni politiche e diplomatiche, o segretari, bibliotecari e maestri. Nelle corti hanno abbastanza autonomia, senza vincoli ideologici (a differenza del '500 con l'età controriformistica). L’alternativa alle corti è la condizione clericale. Più prestigiosa era la carriera ecclesiastica, infatti molti vescovi, se non papi, sono intellettuali che scrivono opere, anche con temi profani.
Caratteristiche:
- Il letterato è considerato una figura di grande prestigio sociale, sono riveriti, ammirati;
- ha un’alta coscienza di sé, infatti pensa di essere il depositario dei valori più alti della civiltà;
- viaggia per l’Italia, per ispirazione e curiosità, favorendo la circolazione e scambio di idee, e un'omogeneità della cultura.
I letterati, hanno un pubblico elitario, formato da altri letterati. A differenza del vasto pubblico della cultura del '200 e '300. Inoltre si torna al latino, che diventa la lingua dell’alta cultura. Anche se nella seconda metà del '400, viene usato anche il volgare. Si ha comunque un distacco tra la cultura “alta” e quella popolare, che è orale e resta limitata principalmente al campo religioso.
Rinascita della civiltà classica
L’umanesimo viene definito come la rinascita della civiltà classica in tutti i campi culturali. Il medioevo è considerato per gli umanisti come un periodo di mezzo, un’epoca buia di barbarie. Anche se sappiamo che in realtà nel medioevo c’era un interesse per la classicità.
La visione è antropocentrica in cui l’uomo pone sé stesso al centro della realtà come protagonista e autore della propria storia , a differenza del medioevo quando al centro c'era Dio. Nel medioevo l’uomo era una creatura fragile, e la vita terrena era solo un transito temporaneo. Ora invece c’è una visione ottimistica dell’uomo, dove è protagonista del proprio destino, appare sicuro e ricco. Il corpo non è più condannato, ma celebrato nella sua bellezza. C’è quindi equilibrio tra corpo e spirito
Il valore del mondo terreno e il rapporto con i classici . Anche se l’uomo è al centro, comunque è un'età profondamente religiosa, che mira al ritorno di una purezza evangelica, cosa non successa nel medioevo. Il fine ultraterreno della vita non viene pertanto negato, semplicemente si rivendica il valore autonomo della realtà mondana, con la ricerca di piacere senza sensi di colpa (atteggiamento edonistico), unito al pensiero del naturalismo, la tendenza a pensare l’individuo come essere fatto di carne, che vive e soffre, e gioisce.
Imitazione e riscoperta dei classici
Principio di imitazione: dato che anche nell’epoca classicista, si è esaltato l’uomo in ogni suo aspetto, nell’epoca umanistica, si imita la perfezione raggiunta dagli antichi, in ogni campo culturale (letteratura, arte, filosofia, scienza). I classici sono modelli ideali a cui tendere, ma ciò che conta è costruire il proprio concreto mondo spirituale e civile.
Riscoperta dei classici: per imitarli però bisognava conoscerli, infatti nel medioevo molti autori non venivano più letti, o meglio il patrimonio greco fu conservato solo nell’impero bizantino. A partire da Petrarca e Boccaccio si sente la curiosità di conoscere gli autori latini. Con Petrarca, cominciò una ricerca dei manoscritti antichi che giacevano nelle biblioteche di tutta Europa. Parallelamente si afferma il bisogno di conoscere direttamente la letteratura e la filosofia greca, poiché erano la base della cultura latina. Gli scambi culturali con la civiltà bizantina divennero sempre più intensi nel '400 fino alla conquista turca di Bisanzio.
Filologia umanistica
La filologia umanistica: la filologia, è la scienza della parola che studia i testi di varia natura, per ricostruire la loro forma originale. Gli umanisti lo fanno con i testi antichi greci e latini, infatti nel medioevo gli amanuensi commettevano errori nel ricopiare i testi, e quindi bisognava accostare varie copie per ricostruire gli originali. Il metodo filologico rivela che si rifiuta l’idea di una verità data dalla tradizione, e invece bisogna verificare le fonti. La verità è quindi qualcosa che bisogna cercare personalmente. Si pensi alla falsa donazione di Costantino. Il medioevo aveva creduto alla “donazione di Costantino”, un documento in cui l’imperatore lasciava Roma al papa (potere temporale sullo Stato pontificio). In realtà Lorenzo Valla riesce a smentire con il metodo filologico questa credenza. In realtà i longobardi donano al papa (donazione di Sutri)
Scopo della cultura umanistica
Lo scopo della cultura e dello studio è la formazione dell’uomo. Questi studi vengono definiti “studia humanitatis" cioè studi di umanità, quelli che formano l’uomo nella sua completezza, nell’armonia perfetta di tutte le sue facoltà. Lo scopo della scuola era quindi quello di far sviluppare delle facoltà all’allievo nella sua interezza, e non inculcare un sapere enciclopedico, facendo partecipare in maniera attiva l’intelligenza dell’alunno. Un uomo completo infatti aveva conoscenze sia teoriche sia pratiche.
Virtù umanistiche e vita comune
Le virtù umanistiche: c’è una rivalutazione del corpo esteriore, infatti i greci pensavano che la bellezza esteriore fosse considerata specchio di quella interiore (kalokagathia “bello e buono”). Si insegnavano anche le virtù, coraggio, forza d’animo, ragione.
La concezione umanistica nella vita comune: l’uomo doveva partecipare alla vita politica, inoltre gli umanisti esaltano il matrimonio e la vita familiare. L’umanista infine loda l’attività economica, è più attaccato ai soldi e ai piaceri terreni.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra Umanesimo e Rinascimento?
- Come si trasformano le signorie durante il Rinascimento?
- Qual è il ruolo delle corti nel Rinascimento?
- Qual è l'importanza delle accademie nel contesto umanistico?
- Qual è lo scopo della cultura umanistica secondo gli umanisti?
L'Umanesimo, che inizia nel '400, segna la rinascita dell'interesse per l'antichità, mentre il Rinascimento, che si sviluppa nei primi decenni del '500, rappresenta il consolidamento della nuova civiltà e il trionfo del classicismo e della cultura cortigiana.
Le signorie si trasformano in principati, dando vita a ducati come Milano e Ferrara, mentre Firenze rimane una comune di popolo sotto la signoria di Cosimo de’ Medici e dei suoi successori.
Le corti diventano centri di cultura e mecenatismo, dove i signori circondano artisti e intellettuali per ottenere prestigio e promuovere la propria immagine, portando a una fioritura artistica.
Le accademie rappresentano luoghi di scambio e dialogo culturale, ispirate all'accademia di Platone, dove intellettuali si incontrano per discutere e condividere conoscenze, senza la rigidità delle scuole tradizionali.
Lo scopo della cultura umanistica è la formazione completa dell'uomo, sviluppando tutte le sue facoltà in armonia, piuttosto che limitarsi a un apprendimento enciclopedico, promuovendo una partecipazione attiva dell'alunno.