Concetti Chiave
- Luigi Pulci, attivo nella "brigata laurenziana", ha contribuito alla creazione di un'accademia domestica sotto Lucrezia Tornabuoni, caratterizzata dalla produzione in ottava rima.
- Durante la sua fase di maggior successo, Pulci scrive la Beca da Dicomano, un poemetto che presenta toni realistici e satirici, ispirato a Lorenzo de' Medici.
- Il declino della sua fortuna porta Pulci a polemizzare con la "brigata laurenziana" e a allontanarsi da Firenze, esprimendo una visione disincantata della vita nelle sue Lettere.
- Lorenzo de' Medici promuove la tradizione poetica toscana attraverso una grande antologia, inviata a Federico d'Aragona, evidenziando autori significativi come Dante e Boccaccio.
- La Raccolta Aragonese, composta da oltre 450 componimenti, sancisce la centralità della lirica nella poesia toscana, sottolineando il progetto culturale di Lorenzo.
Luigi Pulci (Firenze, 1432 - Padova, 1484) influenza nella sua prima fase la “brigata laurenziana”, sotto l’egida di Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo de’ Medici. Ne deriva una sorta di “accademia domestica” caratterizzata da una produzione narrativa in ottava rima, tipicamente toscana: tra i protagonisti vi sono anche i fratelli di Luigi, Bernardo e Luca Pulci. Luigi riceve da Lucrezia, verso il 1461, l’incarico di scrivere un poema di materia cavalleresca, che sarà poi il Morgante, il suo capolavoro [ sez. 9, cap. 1, p. 287]: l’impresa si inserisce nel quadro della passione diffusasi a Firenze sin dal Trecento per la letteratura dei cantari.
La produzione letteraria di Pulci
Nella fase di sua maggior fortuna, Pulci scrive anche, in lingua vernacolare, la Beca da Dicomano, poemetto in ottave, ispirato alla Nencia da Barberino di Lorenzo, ma di più accentuati toni realistici e satirici. A lui è inoltre affidata, col poemetto in ottave La giostra, la celebrazione della vittoria di Lorenzo nel torneo del 1469.
Il declino e la polemica
Quando la fortuna di Pulci presso i Medici declina per l’affermarsi del nuovo clima intellettuale neoplatonico, Luigi entra violentemente in polemica con la “brigata laurenziana”, spesso ricorrendo alle forme del sonetto alla burchiellesca; dal 1476 inizia ad allontanarsi da Firenze. È autore anche di Lettere, che testimoniano il suo carattere estroso e atipico, e la sua visione della vita disincantata, lucida, ironica.
Il progetto di Lorenzo de' Medici
Si deve in parte alla volontà di Lorenzo de’ Medici anche il grande recupero della tradizione poetica toscana, nell’ottica di un progetto di promozione del primato politico, linguistico e letterario di Firenze. A questo scopo, tra 1476 e 1477, Lorenzo fa realizzare una grande antologia della poesia toscana dalle origini all’età presente, che invia al giovane Federico d’Aragona, figlio del re di Napoli, preceduta da un’epistola redatta da Poliziano. La lettera di prefazione traccia le linee di un vero e proprio “canone” poetico basato sugli autori toscani, mentre l’antologia comprende, oltre a 450 componimenti poetici (di cui 9 dello stesso Lorenzo), anche la Vita nova di Dante e la Vita di Dante di Boccaccio, a indicare l’importanza dell’opera dantesca. La Raccolta Aragonese, in quanto libro unitario composto di soli testi lirici, sancisce inoltre il riconoscimento della centralità della lirica.
Domande da interrogazione
- Qual è il capolavoro di Luigi Pulci e quale incarico ricevette da Lucrezia Tornabuoni?
- Come si caratterizza la produzione letteraria di Pulci nella sua fase di maggior fortuna?
- Quale ruolo ebbe Lorenzo de' Medici nel recupero della tradizione poetica toscana?
Il capolavoro di Luigi Pulci è il "Morgante", per il quale ricevette l'incarico da Lucrezia Tornabuoni nel 1461 di scrivere un poema di materia cavalleresca, inserendosi nella tradizione letteraria fiorentina.
Nella sua fase di maggior fortuna, Pulci scrisse opere in lingua vernacolare come la "Beca da Dicomano" e "La giostra", quest'ultima dedicata alla celebrazione della vittoria di Lorenzo nel torneo del 1469, mostrando toni realistici e satirici.
Lorenzo de' Medici promosse il recupero della tradizione poetica toscana realizzando una grande antologia della poesia toscana tra il 1476 e il 1477, che includeva oltre 450 componimenti e tracciava le linee di un canone poetico basato sugli autori toscani.