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Concetti Chiave

  • Pico della Mirandola, noto come “fenice degli ingegni”, era un pensatore rinascimentale che cercava di unire filosofia e cristianesimo nella sua opera.
  • Nelle sue “Conclusiones”, sosteneva che tutto è manifestazione di Dio, proponendo una convergenza tra pensiero umano, testi sacri e mondo fisico.
  • Dopo essere stato condannato per eresia da papa Innocenzo VIII, Pico tornò in Francia ma successivamente riottenne il permesso di tornare a Firenze grazie a Lorenzo il Magnifico.
  • Morì a soli 31 anni in circostanze misteriose, probabilmente avvelenato a causa delle sue idee rivoluzionarie.
  • Con le “Disputationes adversus astrologos”, Pico avviò una distinzione tra astronomia e astrologia, affermando che gli astri influenzano la vita naturale ma non il libero arbitrio umano.

La vita e le opere di Pico della Mirandola

Era noto per la sua memoria prodigiosa ed era soprannominato “fenice degli ingegni”. Era nato a Mirandola nel 1463, ma visse per lungo tempo a Parigi.

Convergenza tra filosofia e cristianesimo

Egli cercherà per tutta la vita di dimostrare la convergenza delle dottrine teologiche e quelle filosofiche. Anche lui quindi cerca di recuperare in qualche modo il cristianesimo unendolo alla filosofia. Per Valla era la filosofia Epicurea, qui ci sono diverse dottrine. Gli scrive infatti 1400 “Conclusiones”, che erano delle sue conclusioni, a cui giunge attraverso il suo ragionamento. Al loro interno sostiene che tutto è manifestazione di Dio e tutto confluisce in Dio. E quindi si può stabilire una convergenza fra filosofia e cristianesimo. Inoltre ritiene che fra il pensiero umano, i testi sacri e il mondo fisico ci sia un elemento comune, di identità. Tutto quindi può essere condotto ad unità: non si deve per forza mettere in opposizione il pensiero cristiano alle dottrine filosofiche e alle nuove dottrine umanistiche, ma tutto può convergere in una stessa identità.

Condanna e ritorno a Firenze

Voleva presentarle a Roma alla presenza dei più grandi dotti del tempo, ma papa Innocenzo VIII gli nega il permesso, conoscendo la portata rivoluzionaria di tali teorie e lo accusa di eresia. Pico della Mirandola risponde con un’apologia, una difesa, ma viene condannato e torna in Francia. Riuscirà poi a tornare a Firenze grazie a Lorenzo il Magnifico.

Morirà a 31 anni, probabilmente avvelenato (così anche Poliziano). Le circostanze misteriose in cui morì non vennero mai spiegate, ma è probabile che entrambi siano stati avvelenati. Ovviamente questo è dovuto alle idee rivoluzionarie che stavano portando avanti.

Disputationes adversus astrologos

Scrisse inoltre le “Disputationes adversus astrologos”=“discussioni contro gli astrologi”. È un’opera fondamentale che inizia a sottolineare la distinzione tra astronomia e astrologia, che nel medioevo erano un tutt’uno. Pico della Mirandola non nega che gli astri abbiano un’influenza sull’uomo, ma pensa che questa influenza si fermi sulla vita naturale, terrena, senza andare ad intaccare il libero arbitrio dell’uomo. L’uomo è sempre libero di scegliere fra bene e male. Con questo testo pone le basi dello studio degli astri e delle costellazioni separati dalla loro influenza sull’uomo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale obiettivo di Pico della Mirandola nella sua opera filosofica?
  2. Pico della Mirandola cercava di dimostrare la convergenza tra le dottrine teologiche cristiane e quelle filosofiche, sostenendo che tutto è manifestazione di Dio e che pensiero umano, testi sacri e mondo fisico condividono un elemento comune di identità.

  3. Quali furono le conseguenze della presentazione delle sue teorie a Roma?
  4. Pico della Mirandola tentò di presentare le sue teorie a Roma, ma fu negato il permesso da papa Innocenzo VIII, che lo accusò di eresia, portando alla sua condanna e al suo ritorno in Francia.

  5. Qual è il significato dell'opera "Disputationes adversus astrologos"?
  6. In "Disputationes adversus astrologos", Pico della Mirandola distingue tra astronomia e astrologia, affermando che, sebbene gli astri possano influenzare la vita naturale, non intaccano il libero arbitrio dell'uomo, che rimane sempre libero di scegliere tra bene e male.

Domande e risposte

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