Concetti Chiave
- Dante e Petrarca adottano approcci distinti nella scrittura delle lettere: Dante non le raccoglieva, mentre Petrarca le rivedeva per un pubblico più ampio.
- L'Epistolario di Petrarca affronta temi vari, tra cui esperienze di vita, meditazioni sull'esistenza e ammonimenti a amici e autorità.
- Il latino usato da Petrarca è elegante e riflette la sua cultura, con numerose citazioni da autori classici.
- Petrarca organizza le sue lettere in raccolte come Rerum familiarum e Seniles, ispirandosi all'epistolario di Cicerone.
- Il libro Sine nomine contiene lettere polemiche contro la Curia avignonese, senza mai rivelare il destinatario.
Indice
Dante e Petrarca: due approcci diversi
Dante non si è mai preoccupato di raccogliere le sue lettere; esse avevano terminato il loro compito qualora fossero giunte in mano al destinatario. Invece, Petrarca “limava” le sue lettere anche dopo essere state spedite, come fa un artista di fronte alla sua opera d’arte e ciò dimostra che egli le considerava rivolte ad un pubblico molto vasto e voleva che sopravvivessero aldilà del motivo occasionale per cui erano state scritte. Queste considerazioni sono sufficienti a farci capire che le lettere del Petrarca non sono mai espressione spontanea di un sentimento come invece sarà con gli scrittori romantici dell’Ottocento. In pratica, il Petrarca filtra gli avvenimenti della vita attraverso il suo modello letterario, limando le lettere alla luce dei suoi scrittori preferiti, cristiani o pagani poca importa perché si pone come obiettivo una forma decorosa.
Temi e stile dell'Epistolario
Gli argomenti dell’Epistolario, scritto in latino, sono vari: le lettere narrano episodi della vita del poeta, esperienze dei suoi numerosi viaggi, i luoghi amati, le opere su cui stava lavorando, ammonimenti e esortazioni nei confronti di amici, principi e governi, i suoi progetti e le sue speranze. Molto spesso, rappresentano confessioni intime, meditazioni sull’esistenza umana, sulla vanità e la precarietà della vita e sul tempo che corre inesorabilmente, verso la morte.
Il latino adoperato è molto elegante ed efficace: lo scrittore mostra la sua ampia cultura e le numerose citazioni dei classici.
Raccolte epistolari del Petrarca
Il Petrarca ebbe così tanta cura delle sue lettere da ordinarle in alcune raccolte. La prima raccolta ne contiene 350, riunite in 24 libri a cui egli dette il titolo di Rerum familiarum. Secondo la sua intenzione, essa doveva comprendere le lettere scritte fino al 1361, ma egli stesso ne incluse alcuna posteriore.
L’idea di procedere a questa raccolta, venne al Petrarca quando scoprì l’epistolario di Cicerone Ad Attico che nel Medioevo era andato perso. L’entusiasmo per Cicerone fu tale che egli penso di emulare lo scrittore latino. Per questo riprese in mano le lettere già scritte, ne fece una revisione accurata, vi adeguò le successive, sfrondandole delle indicazioni troppo contingenti.
Un’altra raccolta porta il nome di Seniles: circa 125 lettere, scritte fra il 1361 e il 1374, raccolte il 17 libri, dedicate all’amico Francesco Nelli che, però, nei testi figura con il nome di Simonide.
Lettere polemiche e autobiografiche
Un libro a parte, dal titolo Sine nomine, comprende 19 epistole composte dal 1324 al 1358. Il titolo allude probabilmente al fatto che il nome del destinatario è sempre taciuto. Sono lettere molto irruenti e polemiche contro la Curia avignonese e forse questo è il motivo per cui l’autore non ha voluto indicarne il destinatario.
Esiste anche una lettera isolata, Posteritati, che costituisce un’autobiografia dalla nascita fino al 1351.
Lettere postume e metriche
Altre lettere escluse dalla precedente classificazione, raccolte postume in modo antologiche, sono definite Variae o Extravaganti. Il loro numero è superiore al 60, ma la quantità non è stata ancora definita con certezza dagli studiosi. Ad esse si aggiungono 66 Epistolae metricae, non ordinate in un corpus unitario. Esse affrontano argomenti molto diversificati: ricordi personali, esortazioni di tipo politico, riflessioni morali, ecc..
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra l'approccio di Dante e quello di Petrarca nella scrittura delle lettere?
- Quali temi principali emergono dall'Epistolario di Petrarca?
- Come ha influenzato l'epistolario di Cicerone la decisione di Petrarca di raccogliere le sue lettere?
- Cosa caratterizza le lettere contenute nel libro Sine nomine di Petrarca?
- Qual è la natura delle lettere raccolte nelle Variae o Extravaganti di Petrarca?
Dante non si preoccupava di raccogliere le sue lettere, considerandole compiute una volta consegnate, mentre Petrarca le rivedeva e limava, trattandole come opere d'arte destinate a un pubblico più ampio (Dante e Petrarca: due approcci diversi).
L'Epistolario affronta vari argomenti, tra cui episodi della vita del poeta, esperienze di viaggio, meditazioni sull'esistenza e riflessioni sulla vanità della vita, utilizzando un latino elegante e colto (Temi e stile dell'Epistolario).
La scoperta dell'epistolario di Cicerone ha ispirato Petrarca a emulare il grande scrittore latino, portandolo a rivedere e raccogliere le sue lettere in opere come Rerum familiarum (Raccolte epistolari del Petrarca).
Le lettere di Sine nomine, scritte tra il 1324 e il 1358, sono polemiche e irruenti, rivolte contro la Curia avignonese, e il destinatario rimane anonimo (Lettere polemiche e autobiografiche).
Le Variae o Extravaganti comprendono oltre 60 lettere postume che trattano argomenti diversificati, come ricordi personali e riflessioni morali, ma non sono state ancora catalogate in un corpus unitario (Lettere postume e metriche).