Concetti Chiave
- Il sonetto esprime il desiderio di Apollo affinché Laura guarisca e il poeta possa raggiungere la gloria poetica.
- L'alloro, pianta sacra ad Apollo, simboleggia la gloria poetica e il legame tra l'amore per Laura e quello per Dafne.
- La speranza amorosa sostiene il poeta nel suo periodo di esilio, creando un parallelismo tra il dolore dell'amore e la ricerca della gloria.
- Il mito di Dafne viene utilizzato per evocare temi di guarigione e ispirazione poetica, unendo la figura di Laura a quella di Dafne.
- Il sonetto, databile prima del 1337, è considerato da alcuni critici il proemio della prima raccolta delle rime di Petrarca, risalente al 1342.
Apollo, s’anchor vive il bel desio
che t’infiammava a le thesaliche onde,
et se non ài l’amate chiome bionde,
volgendo gli anni, già poste in oblio:
dal pigro gielo et dal tempo aspro et rio,
che dura quanto ’l tuo viso s’asconde,
difendi or l’onorata et sacra fronde,
ove tu prima, et poi fu’ invescato io;
et per vertú de l’amorosa speme,
che ti sostenne ne la vita acerba,
di queste impressïon l’aere disgombra;
sí vedrem poi per meraviglia inseme
seder la donna nostra sopra l’erba,
et far de le sue braccia a se stessa ombra.
Il desiderio amoroso di Apollo
Apollo, se ancora è presente in te il dolce desiderio amoroso che ardeva il tuo cuore sulle rive delle onde tessaliche [si tratta del Peneo, il fiume della Tessaglia, citato nel racconto mitologico delle metamorfosi di Dafne di Ovidio. Dafne è la ninfa che per sfuggire all’insistenza amorosa di Apollo, si trasformò in alloro] e se, col passar degli anni, non hai dimenticato le amate e bionde chiome: dal gelo che addormenta la natura e dal tempo rigido e avverso che dura per tutto il tempo durante il quale il tuo viso si nasconde [riferimento alla stagione invernale], difendi l’onorata e sacra pianta [di alloro] dalla quale tu, per primo, e io, poi, fummo catturati [l’alloro, pianta sacra ad Apollo, era il simbolo della gloria poetica, desiderata dal Petrarca, nell’Antichità con esso venivano incoronati i vincitori delle gare, sportive o poetiche]; e in nome della forza della passione amorosa che ti fu di aiuto durante il periodo dell’esilio dagli Dei [Apollo aveva un figlio che osò resuscitare i morti. Per questo motivo fu ucciso da Zeus. Apollo, per vendetta, massacrò i ciclopi che avevano la prerogativa di fabbricare le armi del padre degli Dei. A sua volta, Zeus si vendicò allontanando Apollo dall’Olimpo e obbligandolo a fare il pastore dei greggi di Admeto, il quale trattò il dio con molta gentilezza], ti prego di far ritornare il bel tempo; così con meraviglia di entrambi vedremo sedersi sopra l’erba la nostra donna e farsi ombra con le sue braccia.
Il sonetto è stato composto prima del 1337. Lo schema metrico è il seguente: ABBA, ABBA CDE, CDE.
Sintesi: il poeta invoca Apollo affinché Laura guarisca e il poeta possa ottenere la gloria poetica.
natura e dal tempo inclemente che dura
tutto il periodo in cui la tua luce si
nasconde;
in nome della speranza amorosa che ti
sostenne durante l'esilio dagli dei, fai
tornare il bel tempo. Così per nostra
comune meraviglia vedremo seder la
nostra donna sopra l'erba e farsi ombra con
le sue stesse braccia
Sonetto - Rime: ABBA ABBA CDE CDE
● L'onorata e sacra fronde: l'alloro, pianta amata e sacra ad Apollo e fronda con cui
si incoronavano i vincitori di gare atletiche e poetiche (tema: la gloria poetica).
● L'amorosa speme...acerba: la speranza amorosa che sostiene anche nell'esperienza dell'esilio e al contempo la speranza della gloria poetica: l'amore per Laura-lauro come l'amore per Dafne-alloro, ma poiché Dafne=alloro=gloria poetica, allora Laura rappresenta anch'essa la gloria poetica. Per di più un'altra affinità tra la vicenda di Apollo e Dafne e quella di Petrarc e Laura è rinvenibile nel fatto che in entrambi i casi si tratta di amori vani che provocano dolore; in nome della speranza amorosa che ti sostenne durante l'esilio dagli dei, fai tornare il bel tempo. Così per nostra comune meraviglia vedremo seder la nostra donna sopra l'erba e farsi ombra con le sue stesse braccia.
Il mito di Dafne e Laura
Il mito di Dafne, trasformata in alloro, serve ad evocare due temi differenti poiché Apollo è dio della medicina e della poesia; infatti, il poeta invoca, da un lato, la guarigione di Laura e dall’altro, la sua gloria poetica. Questa interpretazione viene suggerita dal verso 7 “sacra fronde” che consente di identificare Dafne con Laura (applicando così la tecnica del senhal): lauro/Laura e al contempo di ipotizzare che Francesco richieda la protezione divina sulla sua poesia. L’alloro, del resto, indica per metonimia, l’investitura poetica, dato che è la pianta utilizzata in tale cerimonia. Inoltre le vicende di Apollo e Dafne e quella di Petrarca e Laura, sono affini per il fatto che, in entrambi i casi si tratta di un amore che causa sofferenza nell’amante.
L'amore e la gloria poetica
In sintesi, la complessa articolazione concettuale del sonetto si può così schematizzare.
L'amore per Laura-lauro (senhal) corrisponde all'amore per Dafne-alloro (metamorfosi), ma l’alloro è simbolo della gloria poetica, per cui poiché Dafne > alloro > gloria poetica; di conseguenza, Laura rappresenta anch'essa la gloria.
Da segnalare che per alcuni critici, questo sonetto costituiva il proemio della prima raccolta delle rime , risalente al 1342. Tuttavia, altri fanno notare che il sonetto era stato scritto prima del 16 novembre 1337 e successivamente rivisto più volte
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del sonetto dedicato ad Apollo?
- Come si collega il mito di Dafne alla figura di Laura nel sonetto?
- Qual è il significato dell'alloro nel contesto del sonetto?
- In che modo il sonetto riflette l'esperienza dell'esilio del poeta?
- Qual è la struttura metrica del sonetto e la sua importanza?
Il tema centrale del sonetto è l'invocazione ad Apollo affinché Laura guarisca, permettendo al poeta di ottenere la gloria poetica, simboleggiata dall'alloro.
Il mito di Dafne, trasformata in alloro, si collega a Laura attraverso la tecnica del senhal, dove Laura rappresenta la gloria poetica, simile a Dafne, e il dolore dell'amore non corrisposto.
L'alloro è un simbolo sacro ad Apollo e rappresenta la gloria poetica; nel sonetto, il poeta chiede protezione divina sulla sua poesia attraverso l'alloro.
Il sonetto riflette l'esperienza dell'esilio del poeta attraverso l'invocazione della speranza amorosa che lo sostiene, richiedendo il ritorno del bel tempo per vedere Laura.
La struttura metrica del sonetto è ABBA ABBA CDE CDE; questa forma rigorosa sottolinea la complessità e la bellezza dei sentimenti espressi dal poeta, rendendo il messaggio più potente.