Concetti Chiave
- Il romanzo "Giallo di Via Merulana" presenta un mistero che ruota attorno a un furto di gioielli e a un omicidio, sfidando le convenzioni del genere giallo tradizionale.
- Una descrizione minuziosa dei gioielli rubati offre un inventario dettagliato che riflette l'attenzione del narratore e la complessità della narrazione.
- Calvino esplora come ogni gioiello sia legato a storia geologica, composizione chimica e riferimenti storici, creando un ricco reticolo di significati.
- Le caratteristiche e forme dei gioielli variano da pietre dure a materiali preziosi, evidenziando l'eterogeneità del mondo fenomenico attraverso descrizioni evocative.
- Il brigadiere Pestalozzi, pur svolgendo un ruolo investigativo, mostra limitazioni nella sua competenza, riflettendo sulla difficoltà di catturare la complessità della realtà.
Il Giallo di Via Merulana
Nella lezione americana di Calvino, si fa riferimento al nono capitolo di “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, relativo al recupero di un sacchetto di gioielli rubati, questo episodio si trova alla fine del romanzo, anche se i suoi testi rimangono comunque incompiuti, qui troviamo di per sé un giallo e non segue la regola principe del genere: trovare il colpevole. Romanzo giallo di due fatti incresciosi che capitano nello stesso stabile, ossia il palazzo di via Merulana, prima il furto di gioielli dall’appartamento della contessa Menegazzi e poi il delitto della signora Valducci, che complica le ricerche, si cerca infatti di capire se siano collegati.
Descrizione Minuziosa dei Gioielli
Nel penultimo capitolo, il brigadiere Pestalozzi arriva a mettere le mani su un sacchetto che contiene i gioielli rubati e Gadda coglie l’occasione per fornire una descrizione minuziosa. In questo reticolo di informazioni che correda l’inventario di ciascun oggetto, si trova l’enciclopedismo, qualsiasi altro narratore si sarebbe limitato a dar conto del ritrovamento della refurtiva, lui invece sosta come se si sostituisce al lavoro investigativo del brigadiere, si vede il passaggio continuo della focalizzazione: dal personaggio che reagisce [pensando alla promozione] e il narratore onnisciente.
Relazioni e Associazioni dei Gioielli
Calvino faceva riferimento alle relazioni di ogni pietra preziosa intrattiene relazioni con la storia geologica, composizione chimica, riferimenti storici artistici e con le associazioni di immagini che esse suscitano: cinque diramazioni dall’epicentro. Per quanto riguarda il primo punto, fa riferimento alle “antiche viscere del mondo in cui questi minerali si sono formati e sono stati nascosti e poi tirati fuori” e alla “mineralogica virtù”, per parlare poi del corindone con i suoi cristalli colorati, pietra venuta da Ceylon o dalla Birmania o dal Sian di cui descrive la configurazione mineralogica oltre che alle tinte assunte. Per la composizione chimica, parla “verace sesquiossido Al2 O3 veracemente spaziatosi nei modi scalenoedrici ditrigonali della sua classe” [formula del corindone], sui riferimenti storico artistici troviamo i sacerdoti egizi che avrebbero potuto ricavare oroscopi da un gioiello di forma cilindrica verde-nero e all’iconografia di San Sebastiano, martire investito da frecce dalle sue 190 quadrella. Fa riferimento anche ad orecchini destinati ad una matrona romana vestita di celeste, intonata la colore delle “gocce” che fanno da gioielli, oppure un ciondolo che ballava sulla “colma ricchezza di un seno o nella giacca del marito”. Le associazioni di immagini partono dal momento in cui il brigadiere vuota sul letto la rifurtiva, i gioielli “ristettero come bestioline impaurati, coccinelle che raccorgon l’ali a non parere”.
Caratteristiche e Forme dei Gioielli
Alle indicazioni di Calvini, se ne aggiungono altre che riguardano le caratteristiche, le qualità e la forma che presentano i gioielli: “pietre dure, oro, rubini, smeraldi, corindone, ametista, coralli, pietra d’onice, lapislazzuli” chiamati lapilarruli dalla scarsa competenza del brigadiere, “di colori limone, verde cupo, verde nero, celeste bianchiccio, azzurro cielo, rosso melagrana, blu di metilene”, “di forme che assomigliano a crocetta, cilindretta, ovolino, gocciolone, palletta o triangolo isoscele arrotondato ai vertici, poligonare”. Sequenza di nomi che danno l’idea di quantità e alla eterogeneità del mondo fenomenico, in questo brano si parla di “pallette verdi, medagliette, spille e corniole, gingilli d’oro, catenine, crocine, collanine a filigrana, impigliate le une nelle altre, e anelli e coralli”, i limiti di competenza del brigadiere però fanno sì che questa mediazione conoscitiva, di inventario subisca delle deformazioni e che venga meno alla sua ambizione di tener conto della realtà fenomenica [oltre che ai difetti della macchina da scrivere, quindi si parla di un filo di perle fasulle ma l’attenzione del narratore onnisciente cade sul fatto che il brigadiere buchi il foglio battendo troppo forte sul tasto della o].
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del romanzo "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana"?
- Come viene descritta la refurtiva nel romanzo?
- Quali relazioni vengono esplorate riguardo ai gioielli?
- Quali caratteristiche e forme dei gioielli vengono menzionate?
- Qual è il ruolo del brigadiere Pestalozzi nella narrazione?
Il romanzo si concentra su due eventi incresciosi che accadono nello stesso stabile: il furto di gioielli dalla contessa Menegazzi e il delitto della signora Valducci, esplorando se i due fatti siano collegati.
Gadda fornisce una descrizione minuziosa dei gioielli rubati, sostituendosi al lavoro investigativo del brigadiere Pestalozzi e mostrando un passaggio continuo di focalizzazione tra il personaggio e il narratore onnisciente.
Calvino analizza le relazioni delle pietre preziose con la storia geologica, la composizione chimica e i riferimenti storico-artistici, evidenziando come ogni gioiello susciti associazioni di immagini e significati.
I gioielli sono descritti in termini di materiali e colori, come rubini, smeraldi e coralli, e presentano forme varie come crocette, cilindretti e goccioloni, evidenziando l'eterogeneità del mondo fenomenico.
Il brigadiere Pestalozzi, pur cercando di catalogare i gioielli rubati, mostra limiti di competenza che influenzano la sua mediazione conoscitiva, portando a deformazioni nell'inventario e a un'interazione comica con la macchina da scrivere.