Concetti Chiave
- La poesia "A una passante" di Baudelaire, pubblicata nel 1855, è un'opera che riflette sull'incontro fugace con una donna di straordinaria bellezza.
- Il poeta descrive la donna come una figura maestosa e scultorea, simbolo di bellezza e arte che emerge dal caos della vita urbana.
- L'incontro viene visto come un'opportunità effimera, rappresentante sia l'amore che l'ispirazione artistica, che può svanire rapidamente se non colta al volo.
- La poesia esplora il tema del rimpianto, evidenziando la consapevolezza del poeta di non poter mai rivedere quella bellezza o ispirazione perduta.
- La struttura metrica è caratterizzata da un endecasillabo iniziale e da doppi settenari, con schemi di rima distintivi nelle quartine e nei versi finali.
Baudelaire, A una passante.
Dattorno a me urlava la strada assordante.
Alta, sottile, in lutto stretto, maestosa nel suo dolore
Una donna passò, con la mano superba,
sollevando il festone e l’orlo della gonna;
Agile e nobile, con la sua gamba di statua.
Io, io bevevo, teso come un folle,
nel suo occhio, cielo livido dove nasce l’uragano,
la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.
Un lampo… poi la notte! – Fuggitiva bellezza
il cui sguardo m’ha fatto improvvisamente rivivere,
non ti rivedrò che nell’eternità?
Altrove, ben lontano da qui, tardi, troppo tardi, forse mai!
Io non so dove fuggi, tu ignori dove io vada,
O te che avrei amato, o te che lo sapevi!
La poesia di Baudelaire
La poesia A una passante (À une passante) di Charles Baudelaire fu pubblicata per la prima volta nel 1855 sulla rivista L’Artiste e fu poi in seguito inclusa nella raccolta I fiori del male. Metricamente, il primo verso è un endecasillabo mentre il resto della lirica si sviluppa in doppi settenari. Le rime sono presenti nella prima quartina (con lo schema AABB), e negli ultimi quattro versi (con lo schema CDCD).
L'incontro fugace
La poesia parla di come il poeta venga improvvisamente colpito dall’immagine di una donna che cammina per strada. Il poeta viene immediatamente attratto dalla bellezza della donna, dalla sua eleganza, dal suo portamento, dai suoi occhi intensi che, come quelli di ogni donna, trasmettono sia la “dolcezza che incanta” che “il piacere che uccide”. Inoltre lei ha anche delle gambe come quelle di una scultura antica, forse, in quel momento, diventa lei stessa una metafora per l’arte, per il bello. La donna, però, è solo una passante, e in mezzo al traffico della strada, svanisce in fretta alla vista.
Il significato del Bello
Questa improvvisa comparsa della donna in mezzo alla folla, di una bellezza così marcata da attirare l’attenzione in mezzo al caos, può essere interpretata come la comparsa del Bello, o dell’ispirazione, che giunge inaspettato, paralizzando e attraendo il poeta, ma che se non viene colto o fermato immediatamente, rischia di svanire di nuovo in mezzo al disordine (inteso come la realtà, o il mondo senza l’arte). La donna è un’opportunità fugace di una nuova storia d’amore (nell’interpretazione letterale) o di una nuova idea artistica (metaforicamente): ma così come è comparsa, è anche svanita. Il poeta sa che non potrà mai più incontrare quella specifica donna (o ispirazione artistica), e negli ultimi versi piange l’opportunità perduta, enfatizzata ancora di più da quel definitivo e permanente mai.
A cura di Suzy90.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della poesia "A una passante" di Baudelaire?
- Come viene descritta la donna nella poesia?
- Qual è il significato dell'incontro fugace tra il poeta e la donna?
- Qual è il sentimento finale del poeta riguardo all'incontro con la donna?
Il tema centrale è l'incontro fugace con una donna di straordinaria bellezza, che rappresenta l'ispirazione artistica e il Bello, ma che svanisce rapidamente, simboleggiando l'opportunità perduta (cfr. "la donna, però, è solo una passante").
La donna è descritta come alta, sottile e maestosa nel suo dolore, con un portamento elegante e gambe simili a quelle di una scultura antica, diventando così una metafora per l'arte e la bellezza (cfr. "Agile e nobile, con la sua gamba di statua").
L'incontro fugace simboleggia l'apparizione del Bello e dell'ispirazione, che, se non colta immediatamente, rischia di svanire nel caos della realtà (cfr. "la comparsa del Bello, o dell’ispirazione, che giunge inaspettato").
Il poeta esprime un profondo senso di perdita e malinconia, consapevole che non avrà mai più l'opportunità di rivedere quella donna o di cogliere l'ispirazione che essa rappresenta (cfr. "piange l’opportunità perduta, enfatizzata ancora di più da quel definitivo e permanente mai").