Concetti Chiave
- Dossi offre un ritratto malinconico e caricaturale del suo ingresso al collegio, evidenziando la figura del professor Proverbio come simbolo di un'educazione superficiale.
- La satira di Dossi critica l'educazione ottocentesca, sottolineando la vacuità delle idee didattiche e la distanza dalla vita reale delle materie insegnate.
- L'ambiente del collegio è descritto come squallido e pretenzioso, con decorazioni e busti che riflettono un'ipocrisia evidente e una realtà lontana dall'autentica istruzione.
- La versione de L'altrieri del 1868, preferita all'edizione del 1881, presenta un lessico innovativo e caratteristico della Scapigliatura milanese.
- Dossi crea un pastiche linguistico e grafico, mescolando termini arcaici, gergali e vocaboli inventati, che genera un effetto di straniamento nel lettore.
Indice
Ingresso nel collegio e satira
Dossi traccia un quadro, insieme malinconico (per la distanza del ricordo) ed espressionistico (nella deformazione caricaturale di personaggi e situazioni), del suo ingresso nella vita di collegio. Il professor Proverbio appare da subito come un alcolizzato pieno di sé, imbastitore di una gramática e di una antologia di belle léttere (rr. 9-10), cioè di quei libri — commenta malizioso Dossi — dei quali il nostro paese, insieme a proposte, risposte e controrisposte su questioni di lingua e simili lavori da stortachiffen, al presente in mancanza di méglio trabocca (rr. 10-13).
Qual è la critica all'educazione ottocentesca?
La satira dossiana si appunta sull'ostentazione del professor Proverbio e, più oltre nell'opera, sull'assoluta vacuità delle sue idee didattiche. L'autore polemizza così con il tipo di educazione impartita nei collegi ottocenteschi. Il collegio come luogo di istruzione d'élite, scelto per i propri figli dalle famiglie più facoltose, è in realtà una scuola scadente, dove le materie ritenute fondamentali (come la grammatica e la calligrafia) sono avulse dalla vita concreta.
Ambiente squallido e pretenzioso
L'ambiente materiale appare squallido e pretenzioso: gli affreschi del refettorio di gusto arcadico raffiguranti giardini, tempietti e boschi con eremiti; i busti in marmo di Cicerone e Orazio che sorridono ipocritamente (o almeno così pare al piccolo Guido) nello studio del direttore (nell'aula scolastica, Guido ne troverà un altro, in gesso dipinto di verde e oro, dello stesso professor Proverbio).
Versioni e varianti dell'opera
La versione de L'altrieri qui riprodotta è quella dell'anno relativo al 1868. L'opera vedrà la luce in una nuova edizione nell'anno 1881, con numerose varianti inerenti soprattutto la lingua, riportata in un alveo più toscano e meno lombardo.
Abbiamo preferito la prima stesura, sia perché cronologicamente più vicina al "cuore" storico della Scapigliatura milanese, sia perché più caratteristico e gustoso ci pare l'impasto lessicale, che rappresentò all'epoca un'eclatante novità.
Pastiche linguistico e grafico
In un singolare e personalissimo pastiche, troviamo voci arcaiche e letterarie (eletta, r. 78; fábrica, r. 86), termini gergali o comunque di uso raro (stortachiffen, r. 12; gelosie, r. 29; scambiettare, r. 33; calánca, r. 71; frusta-mattoni, r. 84), vocaboli creati dallo stesso Dossi (incantinava, r. 18; sportellò, r. 51; parpaglionata, r. 71; mangiatório, r. 89; ronfatório, r. 93), numerosi sostantivi e aggettivi alterati (festoccia, r. 36; giallógnole e rossigne, r. 69).
Sul piano grafico, vengono accentate tutte le parole sdrucciole (s'impiombávano, r. 14; piantávasi, r. 17; léttere, r. 40 ecc.). Nelle opere della maturità, Dossi farà ricorso ai punti interrogativo ed esclamativo ponendoli anche all'inizio del periodo (capovolti, come nella lingua spagnola). Tali scelte provocano nel lettore un effetto di straniamento, capace di avvincere la sua attenzione al dato stilistico, prima ancora che ai contenuti della narrazione.
Domande da interrogazione
- Qual è la critica principale che Dossi rivolge all'educazione nei collegi ottocenteschi?
- Come viene descritto l'ambiente del collegio nel racconto di Dossi?
- Quali sono le caratteristiche della versione de "L'altrieri" del 1868 rispetto a quella del 1881?
- In che modo Dossi utilizza il pastiche linguistico e grafico nella sua opera?
Dossi critica l'educazione impartita nei collegi ottocenteschi, evidenziando l'ostentazione del professor Proverbio e la vacuità delle sue idee didattiche, sottolineando come queste scuole, destinate all'élite, offrano una formazione scadente e scollegata dalla vita reale.
L'ambiente del collegio è descritto come squallido e pretenzioso, con affreschi di gusto arcadico e busti di personaggi storici che sorridono ipocritamente, creando un contrasto tra l'apparenza e la realtà percepita dal giovane Guido.
La versione del 1868 è preferita per la sua vicinanza cronologica al periodo della Scapigliatura milanese e per il suo impasto lessicale caratteristico, mentre la nuova edizione del 1881 presenta numerose varianti linguistiche, con un linguaggio più toscano.
Dossi impiega un pastiche linguistico che combina voci arcaiche, termini gergali e vocaboli inventati, accentuando le parole sdrucciole e utilizzando punteggiatura innovativa, creando un effetto di straniamento che cattura l'attenzione del lettore sullo stile piuttosto che sui contenuti.