Concetti Chiave
- Il capitolo III si articola in quattro momenti chiave, che evidenziano il tentativo di trovare una soluzione ai conflitti tra le classi sociali.
- L'Azzeccagarbugli rappresenta una satira della giustizia, mostrando come il linguaggio possa essere usato per ingannare e complicare le problematiche legali.
- Renzo è frainteso dal dottore, che lo condanna erroneamente, evidenziando come l'equivoco possa invertire la solidarietà in disprezzo per l'innocente.
- Il miracolo di fra’ Galdino introduce una storia nella storia, ponendo l'accento sulla generosità del convento in contrapposizione alla malvagità di don Rodrigo e all'inganno dell'Azzeccagarbugli.
- L'episodio del miracolo prepara l'ingresso di padre Cristoforo, sottolineando le sue potenziali vittorie e sconfitte nella lotta per la giustizia nel contesto storico del romanzo.
Il capitolo III può essere articolato in quattro momenti
1. Primo tentativo di trovare una soluzione
2. Binomio inganno-violenza: la complicità dell’Azzeccagarbugli
3. Il divario realtà-apparenza: Renza viene preso per un bravo
4. Secondo tentativo di soluzione - Il miracolo di fra’ Galdino: una storia nella storia
Appena svelato l’antefatto ella vicenda che fino ad ora era stato tenuto nascosto, inizia dai consigli di Agnese il tema fondamentale del romanzo che è quello della ricerca di una mediazione, in grado di garantire i diritti delle persone più deboli contro i prepotenti. Per ora, si tratta di un appello all’uomo dotto, all’uomo di legge, che occupa una posizione sociale e culturale nettamente superiore alle persone umili che, conoscendo la normativa, la dovrebbe applicare in modo equo e oggettivo. Nel libro è il primo esplicito ricorso alla giustizia che si sostituisce al progetto di vendetta di Renzo e a quello più mide della fuga, proposto da Lucia. Ancora volta è Renzo subito che si mette in cammino, come portavoce di questa aspirazione. D’altra parte, visto il contesto storico non sarebbe stato possibile che due donne si recassero da sole da un avvocato.
Il ruolo dell'Azzeccagarbugli
Nell’incontro con il dottore in legge, ritorna il tema della falsificazione e dell’inganno a cui il linguaggio si può presentare, come si vede nel capitolo II quando Renzo ha il primo colloquio con don Abbondio, il giorno del matrimonio. Il discorso dell’Azzeccagarbugli è un abile gioco di omissioni e di dissimulazioni: ne risulta, sulla bocca del personaggio, una satira autodistruttiva, certamente inconsapevole, che il Manzoni non ha bisogno di commentare, da tanto che appare evidente. Si tratta della satira della giustizia stessa di cui il dottore è il rappresentante. Conforme al vecchio cliché dell’avvocato, tanto abile quanto falso nel parlare, egli fa onore al suo nomignolo poiché sfrutta e rende le problematiche ancora più ingarbugliate. In sintesi, egli è il simbolo delle categorie professionali che vengono meno ai loro doveri e mettono a servizio dei potenti le loro competenze, come una sorta di servilismo.
L'equivoco di Renzo
Sostenuto dalla familiarità con la violenza, entra in gioco l’equivoco del dottore riguardo a Renzo. Egli crede che sia stato il giovane ad aver impedito un matrimonio, per cui sciorina tutta una serie di leggi che lo condannano facilmente. La vicenda dell’errore vede capovolgere la solidarietà con il supposto colpevole nel disprezzo e nell’abbandono dell’innocente; quando il dottore si rende conto che il sopruso è stato messo in atto da un potente, allora i toni cambiano: non difenderà più l’umile persona che è stata lesa nei diritti. Per una seconda volta (la prima si ha nel II capitolo, durante il colloquio di Renzo con don Abbondio), l’aria di spavalderia o ”braveria” come scrive Manzoni, assume la connotazione della profezia di un destino: le circostanze tornano a nascondere sotto un aspetto di violenza e tracotanza, la reale condizione di un personaggio umile e per questo oppresso.
Il miracolo di fra’ Galdino
Prima ancora che Renzo sia di ritorno alla casa di Lucia e faccia conoscere l’esito del colloquio avuto con l’Azzeccagarbugli, fra’ Galdino è chiamato da Agnese e Lucia affinché trasmetta un messaggio della ragazza al padre Cristoforo. A questo punto si inserisce una storia nella storia ossia la narrazione del miracolo delle noci che ne fa fra’ Galdino. Il problema è il seguente: in che rapporto si colloca la storia del miracolo, raccontata in modo molto ingenuo, con le vicende del romanzo. A prima vista il discorso del frate questuante è concluso in sé e non suscita reazioni negli altri personaggi, e non per nulla collegato con i fatti dolori descritti fino a questo momento. Inoltre, fra’ Galdino è una figura del tutto estranea, se non quella funzionale di servire da intermediario fra Lucia e padre Cristoforo. In realtà i personaggi del miracolo delle noci sottolineano i rapporti idilliaci esistenti fra il convento e i suoi benefattori. Il convento ha molto prestigio, è una vera e propria forza che interviene per far rispettare la giustizia perché forte dell’appoggio divino. L’episodio, incentrato sulla generosità e sulla carità, si oppone al comportamento di don Rodrigo (tracotanza, malvagità e egoismo) e dell’Azzeccagarbugli (asservimento ai potenti, complicità con essi, inganno e violenza verso i più deboli). In realtà, le cose andranno diversamente perché il colloquio di fra’ Cristoforo con il signorotto non avrà alcun esito. Si può anche dire che il miracolo delle noci serve a preparare l’ingresso in scena di padre Cristoforo nella libertà e nella sua autonomia e che per questo può conoscere la vittoria, ma anche sconfitta, il rispetto, ma anche il disprezzo. Tuttavia bisognerà aspettare lo sviluppo storico della vicende affinché giustizia sia fatta.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema fondamentale del romanzo secondo il capitolo III?
- Qual è il ruolo dell'Azzeccagarbugli nella narrazione?
- Come viene percepito Renzo dal dottore in legge?
- Qual è la funzione del miracolo di fra’ Galdino nella storia?
- Qual è il significato del colloquio di fra’ Cristoforo con don Rodrigo?
Il tema fondamentale è la ricerca di una mediazione che garantisca i diritti delle persone più deboli contro i prepotenti, come evidenziato dai consigli di Agnese e dall'aspirazione di Renzo a ricorrere alla giustizia.
L'Azzeccagarbugli rappresenta la satira della giustizia, essendo un simbolo di avvocati che, invece di servire la verità, ingarbugliano le situazioni a favore dei potenti, come descritto nel testo.
Il dottore fraintende Renzo, credendo che sia lui a impedire un matrimonio, e lo condanna, mostrando come l'equivoco possa capovolgere la solidarietà in disprezzo per l'innocente, come spiegato nel capitolo.
Il miracolo delle noci, raccontato da fra’ Galdino, serve a sottolineare i rapporti idilliaci tra il convento e i suoi benefattori, contrastando il comportamento malvagio di don Rodrigo e dell'Azzeccagarbugli.
Il colloquio di fra’ Cristoforo con don Rodrigo non avrà esito positivo, evidenziando la complessità della lotta per la giustizia e la necessità di attendere lo sviluppo delle vicende affinché giustizia sia fatta.