Concetti Chiave

  • Il capitolo finale della seconda parte del romanzo offre un'analisi delle motivazioni irrazionali e contraddittorie della guerra, rappresentando don Gonzalo come una caricatura del mondo diplomatico.
  • La corrispondenza tra Renzo e Lucia ripristina il contatto tra i due fidanzati, evidenziando la difficoltà della comunicazione attraverso lettere scritte da analfabeti.
  • Donna Prassede è presentata come una figura ambigua, il cui comportamento subdolo complica ulteriormente la comunicazione tra Lucia e Renzo, accentuando la loro incomunicabilità.
  • La descrizione della biblioteca, con quasi trecento volumi, segna una pausa narrativa e mette in evidenza il contrasto tra la cultura seicentesca e il mondo analfabeta dei poveri.
  • L'assenza di Lucia nel dialogo con Renzo è attutita dalla riflessione di Agnese, che cerca di mantenere viva la stima tra i due, nonostante le interferenze di donna Prassede.

Indice

  1. Informazioni storiche e guerra
  2. Corrispondenza tra Renzo e Lucia
  3. Donna Prassede e la sua tattica
  4. Descrizione della biblioteca

Informazioni storiche e guerra

In questo capitolo che conclude la seconda parte del romanzo, vengono innanzitutto date informazioni storiche, come preludio alla fase successiva del racconto. I motivi della guerra, come già quelli alla radice dei tumulti di Milano, sono giudicati dal Manzoni irrazionali e contraddittori: don Gonzalo diventa una specie di caricatura di un mondo diplomatico, dalle cadenze simili a quelle dei burattini. La storia non è però ancora il “turbine vasto” che più avanti travolgerà tutto, “anche i fuscelli, nascosti fra l’erba”. Appena chiarita la situazione di Renzo, la parentesi sulla guerra si chiude, almeno per il momento, e don Gonzalo scompare dalla scena con i suoi piani, lasciando il posto ai consueti personaggi del racconto

Corrispondenza tra Renzo e Lucia

Se la breve disgressione sulla guerra preannuncia avvenimenti futuri, il tempa della corrispondenza riannoda, sotto forma di un epilogo provvisorio, le trame ancore disperse delle vicende di Renzo e Lucia. I protagonisti fino ad ora divisi, riprendono la comunicazione interrotta, lungo un percorso tortuoso, soggetto a mediazioni deformanti, fatta di lettere fra analfabeti. Questi richiami intermittenti, che in parte cadono nel vuoto e in parte giungono a destinazione, costituiscono il primo racconto che i personaggi fanno della loro storia e rappresentano il filo tenue, ma tenace, che rimane a unire i due fidanzati. Tuttavia, la riflessione di Agnese, può in parte compensare la lontananza morale di Lucia e la sua assenza dal dialogo che Renzo vuole intrattenere con lei , attraverso la madre. Al silenzio di Lucia nell’intreccio della corrispondenza si accompagna però la stima costante per Renzo nei suoi pensieri e nelle sue parole, in lotta con le manovre di donna Prassede: la “febbre di passioni” che agita Renzo non è diversa dal “ribollimento” e dalla “sollevazione di pensieri e d’affetti” che scuotono Lucia.

Donna Prassede e la sua tattica

Donna Prassede viene introdotta da un’avversativa: “Ma c’era Donna Prassede, la quale….” che conduca dal dramma dell’amore di Lucia alla farsa della carità della nobildonna. Più avanti, donna Prassede è indicata col termine “la vecchia”; questa parola dal valore dispregiativo, si contrappone a “giovane” più volte adoperato per indicare Lucia. I due termini vecchia/giovane sembrano rievocare l’incomunicabilità tra Lucia e la sua carceriera nel castello dell’Innominato. La tattica di donna Prassede è subdola e complica i tratti caricaturali del personaggio, avvicinandolo alla figura del principe padre di Gertrude. Le vicende familiari della donna si riducono ad una sorta di contabilità e alla sineddoche umoristica del tre monasteri e delle due case a cui sovrintendere

Descrizione della biblioteca

La descrizione della biblioteca, che comprende poco meno di trecento volumi, segna, con una lunga pausa, il termine di questa fase d34ella vicenda. Entra in scena la cultura del seicento, col suo repertorio di nomi, oscuri o illustri, a cui si alternano i giudizi di don Ferrante riecheggiati dai consensi dell’anonimo e vanificati dal richiamo sottinteso a un’altra cultura e a un altro momento della storia. Il mondo analfabeta dei più poveri, i cui messaggi vivi non possono trovare le parole giuste nella corrispondenza scritta, si capovolge in questo mondo di carta, imponente, ma sterile.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione di Manzoni riguardo ai motivi della guerra?
  2. Manzoni giudica i motivi della guerra come irrazionali e contraddittori, rappresentando don Gonzalo come una caricatura del mondo diplomatico, simile a burattini, e sottolineando che la storia non è ancora il “turbine vasto” che travolgerà tutto (Informazioni storiche e guerra).

  3. Come si sviluppa la corrispondenza tra Renzo e Lucia?
  4. La corrispondenza tra Renzo e Lucia riannoda le loro storie disperse, attraverso lettere tra analfabeti, creando un filo tenue ma tenace che unisce i due fidanzati, nonostante la lontananza morale di Lucia (Corrispondenza tra Renzo e Lucia).

  5. Qual è il ruolo di donna Prassede nella storia?
  6. Donna Prassede rappresenta una figura subdola che complica la situazione di Lucia, evidenziando l'incomunicabilità tra le due e utilizzando una tattica caritatevole che si contrappone al dramma dell'amore (Donna Prassede e la sua tattica).

  7. Come viene descritta la biblioteca nel romanzo?
  8. La biblioteca, con poco meno di trecento volumi, rappresenta la cultura del Seicento, evidenziando il contrasto tra il mondo analfabeta dei poveri e il mondo sterile della carta, ricco di nomi e giudizi (Descrizione della biblioteca).

  9. Qual è il significato della corrispondenza interrotta tra Renzo e Lucia?
  10. La corrispondenza interrotta simboleggia la lotta tra i sentimenti e le circostanze avverse, riflettendo la stima costante di Lucia per Renzo e il suo desiderio di comunicare, nonostante le difficoltà (Corrispondenza tra Renzo e Lucia).

Domande e risposte

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