Concetti Chiave

  • Il discorso del Cardinale Federigo Borromeo evidenzia un contrasto linguistico tra il linguaggio interiore di Don Abbondio e quello esteriore, più chiaro e composto, del Cardinale.
  • Le risposte di Don Abbondio, cariche di autodifesa, rivelano la sua vulnerabilità e lo pongono su un piano di parità con il Cardinale, mostrando una certa umanità.
  • Don Abbondio è descritto attraverso similitudini che ne enfatizzano la fragilità, come il pulcino tra gli artigli di un falco, simbolo della sua impotenza.
  • Agnese e Lucia reagiscono al voto in modo diverso: Agnese per paura, mentre Lucia lo affronta con amore per Dio, evidenziando le loro differenti motivazioni.
  • Il denaro, nel contesto del ritorno di Renzo, assume il ruolo di "risarcimento", simboleggiando il tentativo di ristabilire contatti nonostante la sua esclusione dalla vita delle protagoniste.

Indice

  1. Il discorso del cardinale
  2. Contrasti interiori di don Abbondio
  3. Similitudini e simbolismi
  4. Agnese e Lucia: reazioni al voto
  5. Il ritorno di Renzo

Il discorso del cardinale

Nel capitolo XXVI, prosegue il discorso del Cardinale Federigo Borromeo finalizzato a richiamare don Abbondio. Dal punto di vista strettamente linguistico, continua sempre più in rilievo, il contrasto fra linguaggio interiore di Don Abbondio, fatto di espressioni grossolane (“quel satanasso……. Salvar la pelle… tanto chiasso”) e quello esteriore, più composto (“ho mancato,…… in un frangente di quella sorte”), tutt’e due ugualmente lontani dalla verità espressa con chiarezza dal Cardinale.

Contrasti interiori di don Abbondio

Il prelato procede con le sue argomentazioni ispirate dal Vangelo, non solo nei tempi e in certe citazioni implicite, ma anche con il tono fraterno. Al contrario, le risposte smozzicate di don Abbondio, sempre di autodifesa e prive di un progresso interiore, non sono che la traduzione ufficiale del suo continuo borbottio nascosto. Nelle risposte date da don Abbondio, ad un certo punto, quest’ultimo tocca un tasto sbagliato che provocherà la reazione molto umile di Federigo, pronto, come già aveva fatto con l’Innominato, a mettere in discussione se stesso: ”… ma bisognerebbe esser ne’ panni d’un povero prete, e essersi trovato al punto”. Prima, don Abbondio si era servito di un’argomentazione generale – “che il coraggio uno non se lo può dare - , che il cardinale non aveva incontrato difficoltà a controbattere proprio perché generica. Ora, invece, essendo l’argomentazione più ragionata dal punto umano, il Cardinale si vede costretto a prenderla in piena considerazione e la frase lo mette quasi in uno stato di accusa. Don Abbondio, infatti, non è più un piccolo curato gerarchicamente alle sue dipendenze da riprendere e da punire, ma è un sacerdote alla pari, come fosse a tempo stesso “figliolo” e anche “fratello”. Il divario fra i due personaggi, con le loro cure inconciliabili (l’amore e la paura), è appena attenuato dalla commozione di don Abondio quando intravede degli orizzonti nuovi, anche se il suo pentimento è solo un “certo dispiacere di sé” e l’amore per il prossimo non va oltre una compassione per gli altri. Comunque, Federigo Borromeo, alla fine del passo, giunge a far luce sull’inganno, a rischiarare per un attimo don Abbondio e a ristabilire la giusta interpretazione dei fatti accaduti.

Similitudini e simbolismi

Per descrivere la posizione di Don Abbondio, lo scrittore ricorre ad una similitudine, la seconda dall’inizio del colloquio; egli è sempre paragonato a qualcosa di piccolo, avvicinato di viva forza a una realtà ad esso omogenea, ma assai più grande, ricca di valori simbolici, come l’immagine del pulcino fra gli artigli di un falco e lo stoppino accostato alla fiamma di una grande torcia accesa.

Agnese e Lucia: reazioni al voto

Dobbiamo notare il contrasto fra Agnese e Lucia di fronte al voto. La prima reazione interrogativa di Agnese riecheggia quella di Lucia, come pure si rispecchiano fra le obiezioni che immediatamente seguono in ambedue i casi; ma c’è anche una profonda differenza di accento: Agnese, più segnata dalla durezza della vita e meno disinteressata, riaspetta il voto soprattutto per paura e in lei il timore di Dio prende il posto di quello che in Lucia è piuttosto l’amore per Dio.

Il ritorno di Renzo

L’incontro fra Agnese e Lucia trasforma la gioia per la fortuna economia insperata appena ottenuta come “risarcimento” dall’Innominato, nel comune dolore per il bene essenziale, Renzo, perduto a causa del voto della ragazza. Il denaro dovrebbe servire ora come “risarcimento” da inviare a Renzo: si ristabiliscono così i contatti col personaggio proprio nel momento in cui se ne conferma l’esclusione. Il racconto riprende infatti a dar notizia del protagonista, da tanto tempo assente, e ne segue i passi conservando un po’ l’eco di quelli di Lucia.

Come Lucia lascia la protezione della madre e si affida a Donna Prassede, così Renzo, per ragioni di sicurezza, si trasferisce in un altro luogo di lavoro, assumendo addirittura, un’altra identità che lo espone a nuovi equivoci e all’ennesimo divario tra la realtà dell’apparenza. Anche ne suo caso, per il momento, è raggiunta e garantita la salvezza: ma dietro la tregua apparente, maturano alcune questioni rimaste fino ad ora irrisolte

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contrasto principale nel linguaggio di don Abbondio durante il discorso del Cardinale?
  2. Il contrasto si manifesta tra il linguaggio interiore di don Abbondio, caratterizzato da espressioni grossolane, e quello esteriore, più composto, evidenziando la sua distanza dalla verità espressa dal Cardinale (capitolo XXVI).

  3. Come reagisce don Abbondio alle argomentazioni del Cardinale Federigo?
  4. Don Abbondio risponde con argomentazioni di autodifesa, ma quando il Cardinale tocca un punto umano, si crea un momento di accusa e commozione, rivelando un certo dispiacere di sé (contrasti interiori).

  5. Quale simbolismo viene utilizzato per descrivere la posizione di don Abbondio?
  6. Don Abbondio è paragonato a un pulcino tra gli artigli di un falco, simboleggiando la sua vulnerabilità e la sua condizione di impotenza di fronte a forze più grandi (similitudini e simbolismi).

  7. In che modo Agnese e Lucia differiscono nella loro reazione al voto?
  8. Agnese rispetta il voto per paura e timore di Dio, mentre Lucia lo affronta con un amore più profondo per Dio, evidenziando le loro diverse prospettive (reazioni al voto).

  9. Come si evolve la situazione di Renzo nel racconto?
  10. Renzo, per motivi di sicurezza, cambia luogo di lavoro e identità, affrontando nuovi equivoci, mentre la sua salvezza appare garantita, ma rimangono questioni irrisolte (ritorno di Renzo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community