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Concetti Chiave

  • Il Castello dell'Innominato si trova in una posizione strategica, su un colle inaccessibile da un lato e con dirupi scoscesi dall'altro, dominando l'intera valle circostante.
  • Don Rodrigo, dopo aver disarmato, viene accompagnato al castello dell'Innominato, dove esprime la sua necessità di aiuto per rapire Lucia, attualmente protetta in un convento.
  • L'Innominato, inizialmente disposto ad aiutare Don Rodrigo, inizia a provare rimorsi per le sue azioni passate e riflette sul peso dei suoi delitti, aggravato dalla consapevolezza della vecchiaia.
  • La percezione dell'Innominato riguardo alla legge morale cambia, iniziando a credere che essa si adempirà, mentre sente la voce di Dio manifestarsi nella sua coscienza.
  • Nonostante le sue incertezze, l'Innominato decide di coinvolgere il Nibbio per portare avanti la missione, cercando di risolvere la situazione con Don Rodrigo.

Il Castello dell'Innominato

Il castello dell'innominato sorge in una valle posta sul confine dello Stato di Milano e del Bergamasco, in cima a un colle accessibile solo da un lato e che dall'altro presenta dirupi impervi e scoscesi; sulle falde ci sono alcune casupole sparse, mentre in basso scorre un torrente che fa da confine naturale tra i due territori. Nella sua imprendibile fortezza il signore domina dall'alto l'intera valle. Del resto, precisa l'autore, nessuno che non sia amico o alleato del bandito si azzarda a mettere piede in quel luogo e men che meno i birri, dopo che si sono sparse truci leggende sulla fine fatta dai pochi che hanno tentato una simile impresa. L'anonimo non fornisce alcuna notizia che consenta di identificare con precisione il luogo e don Rodrigo arriva presto ai piedi della valle, all'imbocco del tortuoso sentiero che conduce in alto e dove c'è un'osteria viene chiamata la "Malanotte".

L'Incontro con Don Rodrigo

Non appena il cavallo di don Rodrigo si avvicina alla Malanotte, ne esce un ragazzaccio armato, che rientra e chiama uno dei tre bravi, che stavano giocando a carte. Uno di loro si affaccia alla porta dell'osteria e riconosce il signorotto come amico del suo padrone e questi, dopo aver risposto a un cenno di saluto, gli chiede se l'innominato si trovi al castello. Il bravo risponde di sì, quindi don Rodrigo si toglie da dosso tutte le armature poichè nessuno può salire al castello armato e le affida ad un'altro bravo che gli ordina di attenderlo all'osteria, poi si incammina in compagnia del Griso, anch'egli disarmato.

I due sono ben presto raggiunti da un bravo dell'innominato, che li riconosce e li accompagna alla fortezza, e una volta arrivati lì il Griso rimane alla porta e il signorotto viene introdotto nel castello. Don Rodrigo viene fatto entrare in una sala dove lo attende l'innominato.

Quali sono i dubbi dell'Innominato?

L'innominato guarda il viso e le mani di don Rodrigo, cosa che fa per prudente abitudine con chiunque incontri: si presenta come un uomo alto, calvo, con pochi capelli bianchi, il volto rugoso che dimostra più dei suoi sessant'anni, anche se la durezza dei lineamenti, lo sguardo vivo e la vigoria fisica sarebbero straordinari anche in un giovane. Il signorotto dice di aver bisogno del suo aiuto, poichè si trova in una situazione che non riesce a risolvere da solo. L'innominato ascolta con interesse, anche perché nella vicenda è coinvolto padre Cristoforo che egli conosce come nemico dei tiranni e perciò odia a morte: don Rodrigo accentua le difficoltà dell'impresa di rapire Lucia, poiché la ragazza è protetta nel convento di Monza da Gertrude, e a un certo punto l'innominato interrompe bruscamente il colloquio e si dichiara disposto ad assumersi l'onere dell'impresa. Il bandito appunta su un taccuino il nome di Lucia e congeda frettolosamente don Rodrigo, dicendogli che di lì a poco lo avviserà di quel che dovrà fare. L'innominato ha come complice Egidio, il quale, come narrato in precedenza, abita accanto al monastero di Gertrude. Appena rimasto solo, egli si sente indispettito, se non proprio pentito di essersi addossato quell'infame incarico.

Riflessioni e Rimorsi

Già da qualche tempo, infatti, l'innominato prova un certo fastidio per le sue malefatte e ripensa spesso ai tanti, troppi delitti commessi in passato, che formano un peso sempre più gravoso nella sua memoria; un certo orrore provato nei primi omicidi, e in seguito assopito nella sua coscienza, torna ora a farsi sentire di nuovo, inasprito dal pensiero della vecchiaia e della morte vicina. Il pericolo della morte non l'ha mai fermato nell'affrontare i nemici a viso aperto, ma ora, nella solitudine del suo castello, il pensiero di essere alla fine della sua vita lo riempie di inquietudine ed essa è aggravata dalla consapevolezza di non poter sfuggire a tale destino quando esso verrà. In passato l'abitudine alla ferocia e alla violenza lo aveva aiutato a placare le voci della coscienza, mentre ora rinasce in lui l'idea di un futuro giudizio individuale, e gli sembra di sentire la voce imperiosa di quel Dio che non si è mai preoccupato di negare o di riconoscere, quel Dio che adesso, invece, inizia a manifestarsi dentro di lui. Da giovane ha sempre respinto ogni legge morale come odiosa, mentre ora inizia a credere che essa prima o poi finirà per adempiersi; non ha rivelato a nessuno questo suo nuovo stato d'animo, ha anzi cercato quanto più possibile di nasconderlo, anche se in fin dei conti ha mentito soprattutto a se stesso. Negli ultimi tempi ha cercato di respingere questi pensieri ritrovando la gagliardia e la spensieratezza di un tempo ed è il motivo che lo ha spinto ad accettare tanto risolutamente la proposta di don Rodrigo, anche se ora è quasi tentato di venir meno alla parola data e rinunciare; per chiudere la questione decide di chiamare il Nibbio, il suo luogotenente cui affida le imprese più rischiose, e lo manda subito a Monza per riferire ad Egidio la trama che si sta delineando e chiedere il suo aiuto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione strategica del Castello dell'Innominato?
  2. Il Castello dell'Innominato si trova in una valle al confine tra lo Stato di Milano e il Bergamasco, su un colle accessibile solo da un lato, rendendolo imprendibile e dominando l'intera valle (Il Castello dell'Innominato).

  3. Come avviene l'incontro tra Don Rodrigo e l'Innominato?
  4. Don Rodrigo, dopo aver disarmato il suo cavallo, viene accompagnato da un bravo dell'Innominato al castello, dove viene introdotto in una sala per incontrarlo (L'Incontro con Don Rodrigo).

  5. Quali sono i dubbi che affliggono l'Innominato riguardo all'incarico di rapire Lucia?
  6. L'Innominato, pur accettando l'incarico di rapire Lucia, si sente indispettito e quasi pentito per la gravità dell'azione, riflettendo sulle sue malefatte passate (L'Innominato e i Suoi Dubbi).

  7. Quali sentimenti prova l'Innominato riguardo al suo passato e alla sua vita attuale?
  8. L'Innominato è tormentato dai rimorsi per i delitti commessi e dall'idea della morte imminente, che lo spinge a riflettere sulla sua vita e sulla legge morale che ha sempre disprezzato (Riflessioni e Rimorsi).

  9. Come cerca di affrontare l'Innominato i suoi nuovi pensieri e rimorsi?
  10. L'Innominato tenta di respingere i pensieri di rimorso e di ritrovare la spensieratezza di un tempo, ma è tentato di rinunciare all'incarico di Don Rodrigo, mostrando la sua conflittualità interiore (Riflessioni e Rimorsi).

Domande e risposte

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