Concetti Chiave
- L'anonimo autore del XVII secolo utilizza il suo manoscritto per raccontare storie di persone comuni, distaccandosi dalle imprese dei grandi personaggi storici.
- La narrazione presenta un mix di atti di malvagità e virtù, suscitando perplessità nei lettori riguardo alla giustificazione delle azioni umane in un contesto dominato dagli Spagnoli.
- Manzoni decide di riscrivere il documento originale con uno stile moderno, pur mantenendo l'accuratezza storica e approfondendo la veridicità dei personaggi narrati.
- Il linguaggio seicentesco del manoscritto risulta pesante, spingendo Manzoni a semplificare la narrazione per renderla più accessibile ai lettori dell'800.
- Manzoni rinuncia a scrivere una giustificazione dettagliata delle sue scelte lessicali, ritenendo che un libro debba bastare e che sarebbe stato superfluo scriverne un altro.
Indice
L'Anonimo e la Guerra contro il Tempo
Alessandro Manzoni, nell’incipit del romanzo, finge di trascrivere un documento, redatto da un anonimo autore, risalente al XVII secolo. L’anonimo dichiara che il suo testo può essere interpretato come “una guerra contro il tempo” dato che vengono riportati alla luce fatti passati; al contrario della maggior parte degli scrittori dell’epoca però, egli non si è concentrato sulle imprese di grandi personaggi (come condottieri e sovrani), poiché non si è sentito all’altezza di parlarne. Si è concentrato infatti su una vicenda interessante che riguarda persone del popolo, da lui definite come gente “meccanica” (lavoratori).
La Narrazione e le Perplessità del Lettore
Nella narrazione troveremo un susseguirsi di atti di immensa malvagità alternati ad altri di straordinaria virtù: secondo l’anonimo questo potrebbe far nascere delle perplessità nei lettori, dato che al tempo il territorio Lombardo era posto sotto il governo degli Spagnoli e membri di illustri organi politici, che avrebbero dovuto garantire il rispetto delle leggi; l’unica giustificazione che riesce a trovare riguardo le sconcertanti vicende è che esse possano essere state causate dall’intervento del diavolo. I protagonisti del manoscritto sono tutti vissuti quando lo scrittore era giovane, per questo sono ormai deceduti da anni, nonostante ciò decide di non citare alcuni nomi o luoghi per rispetto degli abitanti o dei parenti che potrebbero ancora essere in vita. L’anonimo continua affermando che, come ben sa chi ha studiato filosofia, i nomi in fondo sono soltanto degli “accidenti”. Qui l’autore decide di interrompere la trascrizione dello "scartafaccio", poiché egli si rende conto del grande problema linguistico del manoscritto, infatti il linguaggio utilizzato e lo stile seicentesco dell'anonimo sarebbero sicuramente risultati indigesti e pesanti ai lettori dell’epoca di Manzoni (1800 circa).
Manzoni e la Riscrittura Moderna
Da sempre lo stile seicentesco è noto per l’utilizzo di una retorica ampollosa, metafore e numerose digressioni, per questa ragione Manzoni aveva inizialmente messo da parte la trascrizione del documento. Egli successivamente però, ha un ripensamento, poiché, tralasciando la lingua in cui era stata narrata, la storia dei due promessi sposi gli era sembrata alquanto interessante e avvincente. Manzoni decide così, di riscrivere interamente il documento, utilizzando uno stile e un linguaggio moderno, affinché fosse stato maggiormente comprensibile e gradevole per i lettori del tempo. Precisa inoltre, che non tralascerà l’aspetto storico del romanzo, compiendo approfondite ricerche storiche per verificare la veridicità della materia narrata. Afferma anche che, durante le sue documentazione, ha trovato alcune prove che dimostrassero la reale esistenza di alcuni personaggi citati nel manoscritto dall’anonimo, questo lo ha indotto maggiormente a continuare l'impegnativo lavoro.
Le Scelte Lessicali di Manzoni
Manzoni inoltre, dopo aver rielaborato completamente il linguaggio del romanzo, si è sentito in dovere di dare una spiegazione ai lettori riguardo alle metodologie da lui sfruttate per portare a termine l’impresa. Egli si è immaginato, prima della pubblicazione dell’opera, le eventuali obiezioni che gli potevano essere mosse per le scelte lessicali; si è anche preparato delle risposte convincenti, ma infine è giunto alla conclusione che esse, tanto sarebbero state numerose, probabilmente lo avrebbero portato a scrivere un libro intero. Manzoni dunque rinuncia al suo intento per due ragionevoli presupposti: il primo è che sarebbe stato assurdo redarre un libro per giustificarne un altro, il secondo che di libri ne basta uno, quando non è d’avanzo.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della "guerra contro il tempo" nel contesto del romanzo?
- Come si presenta la narrazione e quali sono le sue peculiarità?
- Qual è il motivo per cui Manzoni decide di riscrivere il documento dell'anonimo?
- Quali ricerche storiche ha condotto Manzoni per il suo romanzo?
- Come affronta Manzoni le sue scelte lessicali nel romanzo?
L'anonimo autore del testo considera la sua opera come una "guerra contro il tempo" poiché riporta alla luce fatti passati, concentrandosi su persone comuni piuttosto che su grandi personaggi storici, come condottieri e sovrani.
La narrazione alterna atti di malvagità a momenti di virtù, suscitando perplessità nei lettori, specialmente considerando il contesto storico lombardo sotto il governo spagnolo. L'anonimo attribuisce le sconcertanti vicende all'intervento del diavolo.
Manzoni, inizialmente scettico per lo stile seicentesco, cambia idea poiché trova la storia dei "promessi sposi" interessante e decide di riscriverla in un linguaggio moderno per renderla più accessibile ai lettori del suo tempo.
Manzoni ha effettuato approfondite ricerche storiche per verificare la veridicità della materia narrata, trovando prove dell'esistenza di alcuni personaggi citati nel manoscritto dell'anonimo, il che lo ha motivato a proseguire il suo lavoro.
Manzoni si prepara a rispondere alle possibili obiezioni riguardo le sue scelte lessicali, ma alla fine decide di non giustificare il suo lavoro con un altro libro, ritenendo che un solo libro sia sufficiente.