Concetti Chiave

  • Manzoni riscrive una storia secentesca, combinando descrizioni e dialoghi per restituire un'immagine dettagliata del contesto storico e sociale.
  • Il romanzo segna una rivoluzione letteraria, poiché per la prima volta protagonisti popolani vengono messi in evidenza, mentre le classi aristocratiche sono criticate.
  • La scelta linguistica di Manzoni è fondamentale, poiché adotta un fiorentino colto per rendere i personaggi più autentici e credibili, superando le espressioni dialettali.
  • Manzoni offre un'interpretazione della storia italiana del Seicento, evidenziando le somiglianze con la Lombardia dell'Ottocento sotto oppressione straniera.
  • Lo stile di scrittura si adatta ai diversi personaggi, conferendo loro autenticità attraverso un linguaggio che varia da popolare a colto.

Indice

  1. Qual è la rivoluzione letteraria di Manzoni?
  2. Alessandro Manzoni - Innovazione letteraria ne I Promessi Sposi
  3. Scelta linguistica e stile

Alessandro Manzoni - Innovazione letteraria ne I Promessi Sposi

Nell'introduzione al romanzo, il narratore si preoccupa di precisare che sta "riscrivendo" semplicemente una breve storia che ha scoperto in un manoscritto secentesco. L'incontro tra don Abbondio e i bravi è raccontato attraverso un fitto alternarsi di sequenze descrittive e dialoghi. La descrizione dei due uomini in attesa del curato (i loro abiti, il portamento, le armi e così via) fornisce al lettore tutta una serie di informazioni che restituiscono un'immagine piuttosto dettagliata degli usi e costumi secenteschi. Manzoni è un uomo dell'Ottocento, ma per scrivere il romanzo si è documentato in modo molto attento e preciso sul contesto sociale, culturale e politico degli anni della dominazione spagnola in Italia. In questo modo la storia minuta, personale, dei protagonisti, si intreccia con la Storia dei grandi eventi in maniera assolutamente credibile, dando uno spessore nuovo ai personaggi.

Qual è la rivoluzione letteraria di Manzoni?

Attraverso le figure che si muovono sulla scena, Manzoni ci offre così uno spaccato davvero inedito della storia italiana del Seicento, delineando una situazione storica del tutto simile alla

condizione in cui si trovava la Lombardia dell'ottocento, sotto gli austriaci in cui il popolo è vittima inerte dell'oppressione di una potenza straniera. Al tempo stesso, L'autore compie un'autentica rivoluzione nella letteratura del suo tempo: mai prima di allora, infatti, due semplici popolani erano stati scelti come protagonisti di un'opera letteraria. E mai un autore aveva messo in cattiva luce le classi aristocratiche (qui rappresentate da don Rodrigo), mostrandole interessate esclusivamente alla difesa del potere e dei suoi privilegi.

Mai soprattutto erano stati riservati tanto spazio e tanta attenzione al popolo, alla folla, ai loro interessi e alla loro ricerca di identità.

Scelta linguistica e stile

Manzoni scrive I promessi sposi tra il 1821 e il 1840 quando, cioè, non si poteva ancora parlare di una "lingua italiana" condivisa da tutti. Nella composizione del romanzo, quindi, la scelta della lingua e dello stile fu per lui l'impegno più gravoso. Manzoni infatti che nel quotidiano si esprimeva in dialetto milanese o in francese in un primo tempo aveva infarcito lo scritto di espressioni dialettali che non sarebbero state comprese al di fuori dei confini della Lombardia. Nelle riscritture successive che portarono alla stesura definitiva, lo scrittore sottopose l'intera opera a un'attenta revisione linguistica, scegliendo come modello il fiorentino parlato dalle classi colte. Nel brano proposto prevale uno "stile di mezzo", che di volta in volta viene adattato ai singoli personaggi, che in questo modo acquistano in autenticità e credibilità.

Così i bravi si esprimono con un linguaggio basso e popolare, mentre don Abbondio è molto attento alle parole che pronuncia, per non irritare i suoi "compagni di strada", e dimostra di essere un "uomo di lettere".

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'innovazione principale di Manzoni ne I Promessi Sposi?
  2. Manzoni introduce per la prima volta due semplici popolani come protagonisti di un'opera letteraria, offrendo uno spaccato inedito della storia italiana e mettendo in luce le classi aristocratiche, rappresentate da don Rodrigo, come difensori del potere e dei privilegi (testo).

  3. Come si intrecciano la storia personale dei protagonisti con il contesto storico nel romanzo?
  4. La storia minuta dei protagonisti si intreccia con la Storia dei grandi eventi, creando un legame credibile tra la condizione del popolo oppresso durante la dominazione spagnola e quella della Lombardia dell'Ottocento sotto gli austriaci (testo).

  5. Qual è stata la sfida linguistica affrontata da Manzoni nella scrittura del romanzo?
  6. Manzoni ha dovuto affrontare la mancanza di una lingua italiana condivisa, inizialmente utilizzando espressioni dialettali lombarde, per poi rivedere l'opera scegliendo il fiorentino parlato dalle classi colte come modello linguistico (testo).

  7. In che modo Manzoni adatta lo stile linguistico ai diversi personaggi?
  8. Manzoni utilizza uno "stile di mezzo" che varia a seconda dei personaggi, conferendo autenticità e credibilità: i bravi parlano con un linguaggio basso e popolare, mentre don Abbondio usa un linguaggio più attento e colto (testo).

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