Concetti Chiave

  • Manzoni introduce la tragedia storica, concentrandosi sui vinti e sugli oppressi, piuttosto che sui vincitori, per una rappresentazione più autentica della realtà storica.
  • Il rifiuto delle unità aristoteliche permette una maggiore libertà espressiva, evitando la costruzione artificiosa di personaggi e situazioni, favorendo così la creazione di caratteri autentici.
  • Il coro nella tragedia manzoniana funge da voce lirica, esprimendo pensieri e sentimenti senza interferire direttamente nell'azione, simile alla funzione del coro nella tragedia greca.
  • Il conflitto tra ideali elevati e la ragion di Stato è centrale in "Adelchi", evidenziando la sconfitta inevitabile di personaggi nobili in un contesto storico dominato dalla violenza.
  • Il messaggio politico di Manzoni esorta gli italiani a conquistare autonomamente la propria libertà, piuttosto che contare sull'intervento straniero, riflettendo sulle ingiustizie storiche.

Indice

  1. Innovazioni nella tragedia manzoniana
  2. Rifiuto delle unità aristoteliche
  3. Trama della tragedia Adelchi
  4. Conflitto tra ideali e realtà
  5. Dissidio interiore di Adelchi
  6. Adelchi come eroe romantico
  7. Riscatto morale e spirituale
  8. Messaggio politico di Manzoni

Innovazioni nella tragedia manzoniana

Anche la tragedia Manzoni attua una rottura rispetto alla tradizione.

Il primo elemento di novità è la scelta della tragedia storica. I personaggi e i loro conflitti sono collocati in un determinato contesto storico, ricostruito con fedeltà. Manzoni rimaneva fedele al “vero” storico: non serve inventare fatti, perché nel reale passato degli uomini vi è il più ricco repertorio drammatico. Per creare la poesia basta ricostruire un fatto storico nella sua dinamica interna, investigando con l'invenzione poetica i pensieri e i sentimenti dei protagonisti.

Rifiuto delle unità aristoteliche

In vista del culto del “vero” storico, Manzoni rifiuta le unità aristoteliche. Riteneva che il poeta fosse costretto a esagerare in maniera artificiosa le passioni e i caratteri, dovendo terminare una vicenda in limiti di tempo e luogo troppo stretti. Da ciò nasce il “falso” della tragedia classicistica, che non consente di costruire caratteri autentici, individuali, pieni di sfumature.

Il terzo elemento di novità è costituito dall'introduzione del coro, che però ha più la funzione di quello della tragedia greca, cioè una personificazione idealizzata dei pensieri e dei sentimenti che l'azione doveva ispirare al pubblico reale. Il coro manzoniano costituisce un “cantuccio” lirico in cui lo scrittore possa esprimere la propria visione e le proprie reazioni soggettive. Così, il poeta era sottratto alla tentazione di introdursi nell'azione e di prestare ai personaggi i propri sentimenti.

Trama della tragedia Adelchi

La tragedia Adelchi (1822) racconta il crollo del regno longobardo in Italia nell’VIII secolo, sconfitto dai Franchi di Carlo Magno. Manzoni, affascinato dalla sorte del popolo latino, oppresso prima dai Longobardi e poi dai Franchi, aveva studiato non i vincitori e dominatori, come da tradizione, ma i vinti, gli oppressi.

La Chiesa, che si sentiva minacciata dalla presenza longobarda in Italia, chiedi aiuto al re dei Franchi, Carlo Magno. Quest’ultimo era sposato con Ermengarda, figlia di Desiderio, re dei Longobardi, ed è costretto a ripudiarla, con la scusa di non aver ricevuto figli maschi. Desiderio rifiuta l’ordine di Carlo Magno di restituire delle terre sottratte al papa Adriano I, facendo scoppiare la guerra. Ermengarda si ritira nel convento di Brescia, per dimenticare l’amore per Carlo, ma alla notizia delle sue nuove nozze muore di dolore. Intanto, grazie al tradimento dei duchi, le truppe franche riescono a entrare a Pavia, capitale del regno longobardo e il principe Adelchi tenta in vano di resistervi. Desiderio è fatto prigioniero e Adelchi, ferito e morente, chiede al vincitore pietà per il vecchio padre.

Conflitto tra ideali e realtà

La tragedia si regge sul conflitto tra l’uomo d’animo elevato, generoso e puro, e la ragion di Stato. Oppone i personaggi “politici”, Desiderio e Carlo, mossi solo dall’interesse della ragion di Stato e dalla passione di dominio, e i personaggi ideali, Adelchi ed Ermengarda, puri, tormenti (Adelchi dissidio romantico interiore: senso di dovere vs ciò che vorrebbe), inadatti a vivere nel mondo e destinati alla sconfitta, che possono trovare nella morte l’unico riscatto delle ingiustizie vissute. La tragedia affronta un tema centrale della visione manzoniana: la storia come trionfo del male, in cui gli uomini giusti sono destinati inevitabilmente alla sconfitta.

Dissidio interiore di Adelchi

Lo scudiero Anfrido annuncia che i Franchi sembrano in ritirata ad Adelchi, che lamenta di non poter affrontare in battaglia Carlo e vendicare l’offesa arrecata alla sorella. Anfrido tenta di consolarlo ricordandogli che a lui spetta la gloria di aver respinto i Franchi.

Nel dialogo con lo scudiero emerge il dissidio interiore di Adelchi: aspira a compiere imprese nobili, ma la politica e i tradimenti lo costringono ad agire contro i suoi ideali. Questo contrasto tra animo puro e realtà degradata è tipico del Romanticismo manzoniano e riflette il pessimismo cristiano, secondo cui la storia è segnata dalla violenza e dalla degradazione, e gli individui nobili non trovano posto nel mondo venendo inevitabilmente esclusi o sconfitti.

Adelchi come eroe romantico

Questo conflitto tra aspirazioni e realtà rende Adelchi un personaggio pienamente romantico, condannato alla sofferenza e all’inevitabile sconfitta proprio dal suo privilegio spirituale, vicino agli eroi tragici di Alfieri e Werther. Tuttavia, Adelchi non è un ribelle: il suo rifiuto del male resta interiore, consapevole dell’inevitabile fallimento del suo gesto. Appartiene alla categoria degli eroi vittime, l’altra faccia dell’eroe romantico, destinati alla sconfitta e alla morte, anziché al titanismo eroico.

Riscatto morale e spirituale

Tuttavia, in chiave cristiana, la sua morte rappresenta un riscatto morale e spirituale, una possibilità di trovare giustizia e pace nell’altra vita, lontana dalla corruzione terrena. Il conflitto romantico tra ideale e reale si risolve sul piano dell’eterno, dove l’eroe può trovare la sua vera patria.
L’esercito franco ha invaso il territorio dei longobardi, mettendoli in fuga. Nel coro il centro d’interesse è costituito dalle reazioni del popolo latino, ovvero gli italici, alla notizia della sconfitta degli oppressori. Manzoni ricostruisce pensieri e sentimenti dei tre popoli protagonisti: le paure e le incertezze dei latini sullo sfondo di una patria in rovina, il turbamento e la fuga e dei longobardi preoccupati per la sconfitta, la nostalgia per la patria e la speranza di conquista dei franchi, che hanno sopportato fatiche e disagi per conquistare la vittoria.

Ma l’attenzione è rivolta, più che ai due popoli contendenti, alla sorte del volgo disperso (senza nome), ignorato dalla storia ufficiale. Viene presentato il punto di vista del popolo latino, che osserva la battaglia e spera in una soluzione positiva per sé. La parte finale invita a riflettere (“Udite!”), evidenziando la vanità delle speranze del popolo latino. Pone una domanda retorica agli italici: i franchi possono mai aver abbandonato le loro case, le loro mogli e i loro averi e affrontato pericoli solamente per liberarli? Spiega che franchi e longobardi finiranno per dividersi le ricchezze (tranne memoria) e che solo questo può essere il triste destino di chi non conquista autonomamente la propria libertà.

Messaggio politico di Manzoni

Manzoni attualizza il passato, fondendo il motivo storico con il messaggio politico: i destinatari reali del suo ammonimento sono gli italiani suoi contemporanei, affinché non contino sull’aiuto dello straniero ma conquistino autonomamente la propria libertà.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'innovazione principale della tragedia manzoniana rispetto alla tradizione?
  2. La tragedia manzoniana si distingue per la scelta della tragedia storica, in cui i personaggi e i loro conflitti sono collocati in un contesto storico reale, permettendo di esplorare i pensieri e i sentimenti dei protagonisti senza dover inventare fatti (come indicato nel testo).

  3. Come si manifesta il rifiuto delle unità aristoteliche nella tragedia di Manzoni?
  4. Manzoni rifiuta le unità aristoteliche per evitare l'artificiosità delle passioni e dei caratteri, sostenendo che queste limitazioni impediscono la creazione di personaggi autentici e sfumati (come evidenziato nel testo).

  5. Qual è il tema centrale della tragedia "Adelchi"?
  6. La tragedia "Adelchi" affronta il conflitto tra ideali e realtà, mettendo in contrasto i personaggi nobili e puri, come Adelchi ed Ermengarda, con quelli mossi dall'interesse politico, come Desiderio e Carlo, evidenziando la sconfitta degli uomini giusti (come descritto nel testo).

  7. In che modo Adelchi rappresenta l'eroe romantico?
  8. Adelchi è un eroe romantico perché, pur aspirando a nobili imprese, è condannato alla sofferenza e alla sconfitta a causa della sua purezza spirituale, riflettendo il pessimismo del Romanticismo manzoniano (come spiegato nel testo).

  9. Qual è il messaggio politico che Manzoni intende trasmettere attraverso la sua opera?
  10. Manzoni utilizza la sua tragedia per ammonire gli italiani contemporanei, esortandoli a non contare sull'aiuto straniero ma a conquistare autonomamente la propria libertà, attualizzando così il passato (come indicato nel testo).

Domande e risposte

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