Concetti Chiave

  • Callimaco inganna il marito di Lucrezia, Nicia, travestendosi da medico e promettendo una pozione di mandragola per renderla gravida.
  • Ligurio, l'amico di Callimaco, gioca un ruolo cruciale nel manovrare la situazione, mantenendo il controllo dell'inganno e intervenendo solo quando necessario.
  • Nicia dimostra una debolezza caratteriale evidente, oscillando tra ammirazione e paura nei confronti di Callimaco, rivelando la sua incapacità di prendere decisioni razionali.
  • Il linguaggio dei personaggi riflette le loro personalità: Nicia usa un linguaggio istintivo e triviale, mentre Ligurio si esprime in modo misurato e incisivo.
  • La commedia, scritta nel 1518, si ispira alla tradizione classica e toscana, con una trama che esplora l'amore contrastato e l'inganno, tipica della cultura fiorentina.

Indice

  1. L'inganno di Callimaco
  2. La debolezza di Nicia
  3. La lingua della commedia

L'inganno di Callimaco

Ligurio e Callimaco stanno preparando l’inganno grazie al quale Callimaco potrà giacere con Lucrezia. Per convincere il marito, lo sciocco Nicia, Callimaco si è travestito da medico: una pozione di mandragola, dice, è il rimedio giusto per rendere gravida una donna.
In apparenza è Callimaco a tenere le redini del dialogo che abbiamo letto. Da falso medico usa gli argomenti giusti per convincere Nicia: illustra con sicurezza le virtù della mandragola; vanta i propri successi professionali alla corte francese; rassicura prontamente le titubanze di Nicia («Sta’ saldo! e’ ci è rimedio»). In realtà, però, neppure Callimaco riesce a gestire tutte le conseguenze del piano: infatti chiede aiuto a Ligurio in un a parte, cioè in una battuta pronunciata sottovoce, solo per il pubblico («Chi disporrà el confessoro?»). A tenere i fili dell’azione è proprio Ligurio. Quando è necessario ingannare Nicia, egli lascia astutamente la parola a Callimaco: non vuole attirare su di sé l’attenzione. Interviene solo quando l’amico vacilla: «Io ho pensato el rimedio»; «E anche a questo è rimedio». L’intelligenza operativa di Ligurio sorregge tutta la trama con sicurezza: è lui il “principe” della commedia. Il perfetto sciocco è invece Nicia. Si fa imbrogliare perché è totalmente privo di equilibrio e di riflessione: ammira eccessivamente Callimaco, prova subito terrore per gli effetti della mandragola e poi per il tribunale degli Otto, non sa come convincere la moglie. È un individuo in balìa degli eventi e degli altri, ma è anche un egoista (usa Lucrezia per diventare padre) e un criminale opportunista (accetta di sacrificare un innocente per raggiungere i propri scopi). Lo frena solo la paura del disonore («io non vo’ fare … me becco») e soprattutto della giustizia («Ma sopr’a tutto che non si sappia, per amore degli Otto!»). Infine, però, Nicia accetta il «rimedio» propostogli dal falso medico perché crede senza discutere che, prima di lui, anche «re e principi e signori» abbiano agito così.

La debolezza di Nicia

A tradire la debolezza di Nicia è anche il suo linguaggio, istintivo, inadeguato. Prima loda eccessivamente Callimaco («Dite pure, che io sono per farvi onore di tutto e per credervi più che al mio confessoro»), mentre poco dopo lo accusa di volerlo uccidere («A me non l’appiccherai, tu!»): qui passa, improvvisamente, dal “voi” al “tu”. Quando ha più paura, Nicia reagisce in modo scomposto: usa allora parole triviali («Cacasangue!») o dialettali («suzachera»). Ben diversa suona la lingua sempre azionale e misurata di Ligurio: poche parole, efficaci, valgono più di mille ciance. Anche questo uso sapiente del linguaggio, capace di caratterizzare i personaggi sulla scena, rende viva e comica la Mandragola.

La lingua della commedia

L’opera viene scritta probabilmente nel 1518, alcuni anni dopo Il Principe e nella fase in cui Machiavelli si ritrova escluso dalla vita politica fiorentina. Pubblicata e forse rappresentata già in quell’anno, incontra subito un buon successo. In seguito viene ristampata più volte. La commedia è ambientata a Firenze, al tempo dell’autore; i personaggi parlano la lingua viva della città, ed è anche questo un elemento molto interessante. La costruzione della trama ricorda però gli schemi della commedia greca e latina: la commedia si struttura infatti in cinque atti e svolge il tema dell’amore contrastato (in questo caso tra Lucrezia e Callimaco); inoltre, il lieto fine giunge grazie all’intervento di un personaggio esterno (Ligurio), capace di sfruttare le circostanze. In questo schema si inserisce un motivo caro alla tradizione toscana e fiorentina, quello dello sciocco beffato e contento (il marito Nicia), già presente nel Decameron di Boccaccio: la fonte a cui Machiavelli si ispira è forse la sesta novella della terza giornata.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il piano di Callimaco per giacere con Lucrezia?
  2. Callimaco, travestito da medico, propone a Nicia di utilizzare una pozione di mandragola per rendere gravida Lucrezia, ingannando così il marito sciocco.

  3. Chi è il vero artefice dell'inganno nella commedia?
  4. Sebbene Callimaco sembri il protagonista, è Ligurio a gestire abilmente l'azione, intervenendo solo quando necessario per mantenere il controllo della situazione.

  5. Come si manifesta la debolezza di Nicia nel dialogo?
  6. Nicia mostra la sua debolezza attraverso un linguaggio inadeguato e reazioni scomposte, oscillando tra l'ammirazione per Callimaco e la paura, il che lo rende facilmente manipolabile.

  7. Qual è il contesto storico e linguistico della commedia?
  8. Scritta nel 1518, la commedia è ambientata a Firenze e utilizza la lingua viva della città, riflettendo la realtà sociale e politica dell'epoca di Machiavelli.

  9. Quali elementi della tradizione comica sono presenti nella Mandragola?
  10. La commedia segue schemi della tradizione greca e latina, con un tema di amore contrastato e un lieto fine ottenuto grazie all'intervento di un personaggio esterno, in questo caso Ligurio.

Domande e risposte

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