Concetti Chiave

  • Il testo esplora la malignità intrinseca dell'uomo, considerata come una caratteristica fondamentale e non solo come un risultato storico, evidenziando la tendenza naturale degli individui a manifestare cattiveria.
  • L'inganno dei patrizi romani viene analizzato, mostrando come la loro apparente benevolenza verso la plebe fosse dettata dalla paura dei Tarquini, rivelando la loro vera natura malvagia una volta scomparsa la minaccia.
  • Le leggi sono considerate essenziali per mantenere l'ordine sociale, poiché senza di esse la natura umana tende a degenerare nel disordine e nella cattiveria.
  • Machiavelli sostiene che la cattiveria umana è innata e immutabile, suggerendo che le leggi possono solo costringere gli uomini a comportarsi bene, senza modificarne la vera indole.
  • Il concetto di Stato come rimedio alla malvagità umana è centrale nel pensiero di Machiavelli, che vede le leggi come strumenti necessari per frenare la cattiveria innata degli individui.

Indice

  1. La Malignità Intrinseca dell'Uomo
  2. L'Inganno dei Patrizi Romani
  3. Il Ruolo delle Leggi
  4. La Cattiveria Umana Secondo Machiavelli
  5. Qual è il Dilemma della Natura Umana?

La Malignità Intrinseca dell'Uomo

Il tema della malignità dell’uomo, non considerata come conseguenza storica, ma come connotazione ontologica dell’essere umano, cioè come componente strutturale, è l’argomento su cui è imperniato questo testo e che si ritrova frequentemente anche ne Il Principe. L’esemplificazione viene tratta dalla storia romana.

È necessario che chi si appresta a dare un ordine ad una repubblica e ad istituirne le relative leggi parta da presupposto che tutti gli uomini sono malvagi e che essi sono sempre pronti a dare sfogo alla malignità del loro animo ogni volta che l’occasione si presenta. Quando lo spirito maligno di un uomo rimane nascosto per un determinato lasso di tempo, ciò avviene per una qualche oscura motivazione che rimane tale, ma comunque sussiste, non essendo stata smentita da alcuna prova contraria. È il tempo, definito padre della verità, che ci fa scoprire questo lato oscuro dell’uomo.

L'Inganno dei Patrizi Romani

Dopo la cacciata dei Tarquini, pare che a Roma esistesse una grande armonia fra la Plebe e il Senato e che i patrizi, abbandonato il loro atteggiamento superbo, avessero cominciato ad essere benevoli verso il popolo e accettabili anche da coloro che socialmente occupavano il gradino più basso. Ma si trattava di un inganno che rimase ben nascosto fin tanto che regnarono i Tarquini. Poiché temevano i Tarquini e che la plebe oppressa si alleasse con questi ultimi, i patrizi si comportavano con il popolo in modo umano e democratico. Non appena i Tarquini morirono, i patrizi non ebbero più paura e cominciarono a sputare contro i plebei tutto quel veleno che da tempo si erano tenuti dentro. Questo comportamento dimostra chiaramente che gli uomini non fanno mai nulla di bene, se non per necessità. Allorché esiste la possibilità di scegliere e si può agire liberamente, ogni cosa degenera nella confusione e nel disordine.

Il Ruolo delle Leggi

Per questa ragione si è soliti dire che la fame e la povertà rendono gli uomini operosi e che le leggi li rendono buoni. Quando una cosa per se stessa funziona bene, senza l’ausilio di una legislazione, la legge non è necessaria; ma quando questa condizione non si verifica, la legge è d’obbligo. Pertanto, una volta venuti a mancare i Tarquini che facendo leva sulla paura tenevano a freno la classe patrizia, fu opportuno pensare ad un nuovo ordine che producesse lo stesso effetto che si aveva durante il governo precedente. Per questa ragione, nacquero disordini e scandali che potevano nuocere al benessere pubblico e si giunse, per dare sicurezza alla Plebe, alla decisione di istituire la figura del tribuno della plebe. I Romani istituirono tale incarico, conferendo ai tribuni tanta autorità e importanza che essi poterono sempre agire da mediatori fra la plebe e il Senato e furono sempre capaci di contenere l’insolenza dei patrizi.

La Cattiveria Umana Secondo Machiavelli

Dal punto di vista concettuale, la parte più importante del capitolo è quella iniziale e l’enunciazione della cattiveria umana viene ribadita anche più avanti. Il concetto della malvagità dell’uomo, innata e immutabile, è un concetto cardine del pensiero politico di Machiavelli e spiega perché, in alcuni casi, lo scrittore sostiene delle posizione e dei comportamenti molto duri.

Lo Stato costituisce un rimedio a tale malvagità poiché le leggi sono l’unico strumento capace di rendere buoni gli uomini, anche se manca una teoria vera propria dello Stato, cioè una definizione degli organismi attraverso cui lo Stato esplica la propria funzione e i reciproci rapporti fra detti organismi. Il concetto era già presente in Sant’ Agostino secondo cui lo Stato era “remedium peccati”, ripreso in seguito anche da Hobbes e da Hegel.

Qual è il Dilemma della Natura Umana?

Ci possiamo però porre una domanda. Se la legge rende buoni gli uomini, significa che la natura umana può essere modificata? E l’uomo che per natura è malvagio può perdere la sua cattiveria, se educato dalle leggi? La risposta che ci dà Machiavelli nel corso delle sue opere è negativa: lo scrittore non crede che l’uomo possa essere educato e costantemente ricorda a chi governa uno Stato la vera indole di coloro con cui hanno a che fare. L’espressione “le leggi fanno buono l’uomo”, significa che le leggi costringono l’uomo ad essere buono, ma non appena se ne presenta l’occasione esso riprende a manifestare la sua cattiveria. In sintesi, si può affermare che, nel pensiero di Machiavelli, la legge ha solo un ruolo di freno, coattivo e costrittivo

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione di Machiavelli sulla natura umana?
  2. Machiavelli sostiene che la malignità è una componente intrinseca dell'essere umano, non una conseguenza storica, e che gli uomini sono sempre pronti a manifestare la loro cattiveria quando ne hanno l'occasione.

  3. Come si manifesta l'inganno dei patrizi romani secondo il testo?
  4. Dopo la cacciata dei Tarquini, i patrizi apparivano benevoli verso la plebe per paura di una loro alleanza con i Tarquini, ma una volta scomparsa questa minaccia, ripresero a mostrare la loro vera natura malvagia.

  5. Qual è il ruolo delle leggi nella società secondo Machiavelli?
  6. Le leggi sono considerate un rimedio alla malvagità umana, poiché costringono gli uomini a comportarsi bene, anche se non possono cambiare la loro natura intrinsecamente cattiva.

  7. Cosa implica il concetto di "remedium peccati" nel pensiero di Machiavelli?
  8. Il concetto implica che lo Stato e le leggi servono a contenere la cattiveria umana, ma non possono trasformare la natura malvagia dell'uomo, come già sostenuto da pensatori precedenti come Sant'Agostino.

  9. Machiavelli crede che la natura umana possa essere modificata attraverso l'educazione?
  10. No, Machiavelli ritiene che l'uomo non possa essere educato a perdere la sua cattiveria; le leggi possono solo frenare il comportamento malvagio, ma non cambiarne l'indole.

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