Concetti Chiave
- La lirica siciliana nasce con le poesie scritte in volgare da funzionari dell'imperatore Federico II, ispirate alla tradizione trobadorica.
- Federico II, orfano a quattro anni, cresce sotto la tutela del papa Innocenzo III e sviluppa uno Stato laico e centralizzato, distaccato dalla Chiesa.
- La corte di Federico II è itinerante, focalizzandosi sull'Italia meridionale, e rappresenta un sistema politico moderno rispetto al feudalesimo tradizionale.
- Federico II è noto per il suo approccio dialogico con le popolazioni arabe, contrastando le aspettative del Papa e promuovendo un'idea di governo laico.
- La Magna Curia di Palermo è il centro della produzione lirica siciliana, mentre la Provenza, influenzata dai Catari, diventa un'importante area di diffusione culturale in Europa.
Indice
Origini della lirica siciliana
Si ha la prima produzione lirica in volgare siciliano che compare in Italia. Le poesie di questo periodo verrano scritte da funzionari/collaboratori dell’imperatore Federico II di Svevia (morto nel 1250). Quindi non viene scritto da professionisti ma da dilettanti che per piacere iniziano a scrivere liriche in siciliano ispirandosi alla lirica trobadorica.
Qual è l'eredità di Federico II?
Egli era figlio di Enrico VI di Svevia (imperatore di Germania) e di Costanza d’Altavilla (l’ultima erede di una famiglia normanna che governava in Sicilia). La sua famiglia governa per un pò in Sicilia e infine rimane come unica erede Costanza che però decide di farsi suora. Viene però obbligata a sposare Enrico VI sperando di unire l’Italia del Sud e la Germania. Federico a quattro anni si ritrova orfano e non potendo governare gli viene affidato come tutore il papa Innocenzo III.
Politica e cultura di Federico II
Federico II crescendo impara moltissime lingue e concepisce lo Stato come laico, cioè del tutto staccato dall’influenza della chiesa e verrà considerato un anti-Cristo (per questo viene scomunicato più volte). Federico è molto colto e infatti impara anche l’arabo e ciò gli consente di avere delle ottime interazioni con le popolazioni arabe e ciò non è accettato dal papa. Federico non vuole combattere gli arabi ma dialoga e comunica con loro. Di tutto l’impero Federico II predilige l’Italia meridionale e la Sicilia infatti la sua città preferita è Palermo e quasi si disinteressa della Germania e dell’Italia settentrionale.
La corte di Federico II
Stabilisce una corte itinerante (=con la corte si spostava nell’Italia meridionale per controllare quella parte del suo impero). Sotto questo aspetto Federico II è soprattutto un re dell’Italia meridionale piuttosto che un imperatore.
Federico II non è interessato alla scomunica del papa perché installa un sistema politico del tutto diverso da quello feudale e crea uno Stato centralizzato, cioè il potere era tutto nelle sue mani e lui è l’unico che prende le decisioni politiche e i suoi funzionari solo le mettono in atto. È un governo moderno in confronto a quello feudatario.
Federico II viene considerato un materialista, eretico e uno che credeva che l’anima fosse mortale (=moriva con il corpo). L’opera letteraria più importante di Federico II è un trattato di falconeria (=caccia con i falchi).
La Magna Curia e la Provenza
La Magna Curia era la corte di Palermo (1230-1250) dove i funzionari di Federico II scrivevano i testi lirici in volgare siciliano. La curia era l’insieme delle persone all’interno della corte che si occupano delle leggi.
La Provenza era una zona prospera, ricca e molto vivace dal punto di vista culturale. I signori delle corti di Provenza tendevano a non obbedire al papa e favorivano una cultura laica. Nella zona della Provenza a partire dalla città di Albi, sorge un movimento pauperistico ed ereticale. Il movimento dei Catari (=puro, dal greco). I catari volevano che i cristiani vivessero in modo puro cercando di vivere solo con le necessità. I catari stabilivano che non si potessero avere rapporti sessuali in nessun caso (avrebbe comportato una diminuzione della popolazione e ciò perché credevano di essere vicini alla fine del mondo). Il papa Innocenzo III indice, quindi, contro i catari una crociata, detta anche crociata contro gli albigesi (di solito contro gli arabi ma sta volta vennero mandati a distruggere la Provenza). La motivazione ufficiale era quella di porre fine ad un’eresia. La crociata si svolge durante varie fasi (1208-1213) e alla fine i trovatori fuggono dalla Provenza e portano la loro poesia in tutta Europa (in Italia soprattutto al Sud), trasformando la Provenza in una zona desolata.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della lirica siciliana nel contesto della produzione letteraria italiana?
- Chi era Federico II e quale impatto ha avuto sulla cultura e sulla politica del suo tempo?
- In che modo la Magna Curia ha contribuito alla diffusione della lirica siciliana?
- Quali erano le caratteristiche del governo di Federico II rispetto al sistema feudale?
- Qual è il legame tra la Provenza e la diffusione della lirica in Italia?
La lirica siciliana rappresenta la prima produzione in volgare in Italia, scritta da dilettanti ispirati alla lirica trobadorica, durante il periodo di Federico II di Svevia.
Federico II, figlio di Enrico VI e Costanza d’Altavilla, concepì uno Stato laico e centralizzato, promuovendo la cultura e il dialogo con le popolazioni arabe, contrariamente all'influenza della Chiesa.
La Magna Curia, la corte di Palermo, fu il luogo dove i funzionari di Federico II scrivevano testi lirici in volgare siciliano, favorendo così la nascita di questa forma poetica.
Federico II stabilì un governo centralizzato, con il potere nelle sue mani, contrariamente al sistema feudale, dove il potere era disperso tra i nobili.
La Provenza, con la sua cultura laica e i movimenti ereticali come i Catari, influenzò i trovatori che, fuggendo dalla crociata contro gli albigesi, portarono la loro poesia in tutta Europa, specialmente nel Sud Italia.