Concetti Chiave
- Il dialogo tra due donne rappresenta il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, riflettendo le tensioni politiche del Medioevo.
- Le battute pungenti rivelano una malizia femminile acuta, con le donne che si provocano su eventi storici e le sofferenze delle loro famiglie.
- Il testo evidenzia un cambiamento nel ruolo delle donne, che oggi incitano all'odio di parte invece di moderare i loro mariti.
- I personaggi storici, come Ugolino e Bonconte, sono reinterpretati, mostrando le conseguenze delle loro scelte e il contesto in cui agiscono.
- Il messaggio finale critica l'estremismo femminile, auspicando un uso della parola come strumento di mediazione anziché di conflitto.
Indice
Due donne e la politica
“Due donne si scambiano frasi offensive, pronunciate ciascuna in favore della propria parte politica (una donna sostiene i guelfi e l’altra i ghibellini)
In un tempo non molto lontano, presso i conti Guidi, c’erano due donne sposate: una, figlia del conte Ugolino della Gherardesca che i Pisani fecero morire di fame insieme ai figli e l’altra, figlia di Bonconte da Montefeltro, che condivideva la funzione di capo dei Ghibellini con il vescovo di Arezzo. Quest’ultimo, o i suoi fedeli, erano stati sconfitti dai Fiorentini, insieme agli Aretini, nella battaglia di Campaldino.
Il confronto tra le donne
Per caso, successe che nel mese di marzo, queste due donne andando per svago verso il castello di Poppi, e arrivate a Certomondo (nei pressi di Campaldino), dove i Fiorentini avevano inflitto la sconfitta agli avversari, la figlia del conte Ugolino si rivolse alla compagna e disse:
- O madonna, guardate un po’ com’è fiorente questo grano e questa biada, che cresce nel luogo in cuoi i Fiorentini sconfissero i Ghibellini; sono sicura che il terreno usufruisce ancora di quel concime.-
La figlia di Buonconte da Montefeltro, rispose subito:
- È proprio bello, ma potremo morire di fame prima che giunga il momento della raccolta.
La malizia femminile
La donna che aveva iniziato a punzecchiare, sentendosi così colpita, fece vista di aver capito quelle parole piene di veleno e le due donne continuarono il viaggio. Che possiamo dire dell’acuta malizia femminile?. Le donne hanno un’intelligenza più acuta e pronta e da fare e dire il male sono più di parte rispetto agli uomini, nei tempi antichi esse avrebbero trattenuto [e invitato alla moderazione] i rispettivi mariti, oggi, invece, li esortano a prendere le armi [a sostegno della loro parte]
Per questo motivo, nel modo esiste tanto male e ne deriverà dell’altro, nel caso in cui Dio non disponga l’ animo umano a cose migliori che è possibile vedere per ora”.
Personaggi storici nella Commedia
• Ugolino della Gherardesca è un personaggio della Commedia. Di nobilissima famiglia, per tradizione ghibellina, a seguito di un accordo col genero Giovanni Visconti, passò a sostenere il partito guelfo. Per alcuni anni fu signore del Comune di Pisa e quando, nel 1288,i Ghibellini insorsero, Ugolino con i due figli e due nipoti, venne rinchiuso in una torre e lasciato morire di fame.
• Bonconte da Montefeltro è anch’esso un personaggio presente nella Commedia. Era uno dei capi del partito ghibellino e mori nella battaglia di Campaldino, nella quale si trovava alla guida dell’esercito aretino che combatteva contro Firenze
• Nel testo si parla di Certomondo, una località nelle vicinanze di Campaldino, dove furono sepolti, in una fossa comune, molti dei caduti in battaglia di parte ghibellina.
La passeggiata a Campaldino
Due cognate, una figlia del conte Ugolino (sostenitore dei Guelfi) e l’altra, figlia di Bonconte da Montefeltro (sostenitore dei Ghibellini) si ritrovano a passeggiare per la pianura di Campaldino dove i Ghibellini furono sconfitti nel 1289. La figlia del conte Ugolino non perde l’occasione di ricordare, malignamente, all’ala cognata, l’esito della battaglia e calca la mano notando che le coltivazione crescono bene perché utilizzano il concime formato dai cadaveri decomposti dei ghibellini morti in battaglia. La figlia di Bonconte ha la risposta pronta e controbatte ricordando la morte per fare del conte Ugolino.
Il ruolo delle donne nel Medioevo
Le donne di oggi sono più maligne degli uomini; mentre una volta avrebbero trattenuto i loro mariti, ora solo loro ad incitarle all’odio di parte.
In questa novella, le battute si appoggiano sulla divisione fra Guelfi e Ghibellini che interessava la vita politica del Medioevo. In questo caso, la parola non ha una funzione conciliativa, bensì serve per offendere con malignità. Il motteggio è quindi presentato dallo scrittore come un’arma ostile e pericolosa: il tessuto sociale non è quello del Decameron, ma quello di una cronaca sanguinosa che attraversa la vita civile di Firenze. Nella parte finale le donne vengono rimproverate perché si identificato con l’estremismo dei loro congiunti, invece di assumere una posizione di mediazione.
Riferimenti alla Commedia
Il testo presenta dei richiami evidente con la Commedia. Le due donne sono figlie di due personaggi di spicco che Dante colloca nell’Inferno. Entrambe battibeccano, tenendo ben presenti i fatti storici del tempo e le vicissitudini delle relative famiglie. Rispetto alla Commedia, il Sacchetti opera una modifica. Dante fa dire a Bonconte, morti in battaglia, che il suo corpo fu trasportato dall’Arno in pieno e che per questo non fu mai trovato. Invece, la figlia di Ugolino della Gherardesca, colloca il cadavere in mezzo a tutti gli altri compagni d’arme morti che stanno rendendo più fertile la piana della pianura di Campaldino. Questo potrebbe essere visto come una forma di libertà e di autonomia del Sacchetti di fronte a personaggi noti e stimati da tutti.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del confronto tra le due donne nel testo?
- Come viene descritta la malizia femminile nel contesto politico del Medioevo?
- Chi sono i personaggi storici menzionati e quale ruolo hanno nella Commedia?
- Qual è il significato della passeggiata a Campaldino per le due donne?
- In che modo il testo si collega alla Commedia di Dante?
Il confronto tra le due donne evidenzia la rivalità politica tra Guelfi e Ghibellini, con la figlia del conte Ugolino che deride la sua cognata, sottolineando la fertilità del terreno grazie ai cadaveri dei ghibellini, mentre l'altra risponde ricordando la tragica fine della sua famiglia (testo).
La malizia femminile è rappresentata come un'intelligenza acuta e pronta, capace di incitare all'odio di parte, contrariamente al passato in cui le donne avrebbero moderato i loro mariti (testo).
Ugolino della Gherardesca e Bonconte da Montefeltro sono personaggi storici della Commedia; Ugolino è un guelfo che morì di fame in prigione, mentre Bonconte era un ghibellino che morì nella battaglia di Campaldino (testo).
La passeggiata a Campaldino simboleggia la rivalità tra le famiglie e il dolore della sconfitta, con le donne che si scambiano frecciate sul passato tragico delle loro famiglie (testo).
Il testo fa riferimento alla Commedia attraverso i personaggi delle due donne, figlie di figure storiche collocate nell'Inferno da Dante, e presenta una reinterpretazione della loro storia, evidenziando la fertilità del terreno come risultato della battaglia (testo).