Concetti Chiave
- I canti goliardici, scritti in versi latini, celebrano con allegria temi come l'amore, il vino e la spensieratezza, nati principalmente in Francia, Inghilterra e Germania, ma anche in Italia.
- Gli autori, studenti noti come clerici vagantes, godevano di privilegi ecclesiastici, nonostante fossero considerati ribaldi dalle autorità religiose.
- La repressione da parte della Chiesa nei confronti dei clerici vagantes portò a scomuniche e restrizioni, ma nel tempo questi studenti ripristinarono alcuni dei loro privilegi.
- I canti goliardici offrono uno spaccato vivace e meno austero del medioevo, evidenziando una corrente letteraria più terrena che influenzò opere successive come quelle di Lorenzo il Magnifico e Cecco Angiolieri.
- Un importante tema nei canti è l'invito alla spensieratezza e all'apprezzamento della gioventù, richiamando il concetto di "carpe diem" di Orazio, utile per affrontare le sfide della vita adulta.
Indice
Origine e diffusione dei canti goliardici
Con questo termine si indicano numerose composizione, redatte in versi latini, che cantano allegramente e con molta spregiudicatezza le gioie del mondo, l’amore, il vino, le donne. Questi canti nacquero in Francia, in Inghilterra e in Germania, ma si diffusero ben presto in Italia e qualcuno di essi fu composto anche in Italia. Gli autori di queste produzioni erano gli studenti, chiamati clerici vagantes a causa della loro irrequietezza che li trascinava a errare da un’università all’altra; ovviamente, non erano gli studenti regolari e studiosi, anzi le autorità religiose, in vari documenti dell’epoca, li chiamarono clerici ribaldi. Il nome di clerici si giustifica con il fatto che avevano ricevuto gli ordini minori per cui ess i godevano di alcuni privilegi ecclesiastici. Il nome goliardi deriva, forse, da gula per sottolineare la loro abitudine a gozzovigliare; ma è anche probabile che derivi dal soprannome Golia con cui veniva designato il monaco Abelardo, al tempo della sua eresia.
Repressione e privilegi dei clerici
Nei loro confronti la Chiera era molto severa; addirittura, nel VI secolo, il Concilio di Valenza decretò di colpire questi studenti con la scomunica e nel concilio di Arles, qualche anno più tardi, la scomunica fu estesa anche a tutti coloro che avrebbero ospitato i clerici vagantes. Tuttavia col passar del tempo essi cominciarono a riacquisire se non ad incrementare i loro privilegi iniziali. Fra l’altro in caso di infrazione alle leggi, un fatto molto frequente, essi non potevano essere giudicati dal potere civile dei Comuni, ma, eventualmente da quello ecclesiastico. La loro presenza durò fino al XIII secolo, ma piano piano l’attività, derivata da una vita sregolata e senza freni, cominciò ad esaurirsi. In tale direzione fu decisivo l’intervento della Chiesa che non sopportava le satire che i clerici vagantes erano soliti rivolgere contro la vita ecclesiastica
Importanza storica dei canti goliardici
Comunque i canti goliardici sono fra le più vivaci composizioni latine del medioevo e documentano un aspetto, spesso poco noto di quell’epoca, che, attraverso la letteratura più elevata, potrebbe apparire, in modo erroneo, tutta austera, moralizzante e religiosa. I critici sono molto attenti alla composizione goliardica, non tanto per il pregio artistico, quanto per il fatto che costituiscono un chiaro segno di quella corrente più terrena che è sempre esistita nella letteratura medioevale e che acquisterà maggior vigore nei secoli successivi: basti pensare ai canti carnascialeschi di Lorenzo il Magnifico o alla poesia lirica gioiosa e burlesca di Cecco Angiolieri o di Rustico da Filippo.
Invito alla spensieratezza
Fra i canti è assai famoso il seguente canto, in cui dal sentimento della fugacità del tempo, nasce l’invito alla spensieratezza gioconda: sembra trattarsi di una ripresa del concetto del “carpe diem” di Orazio ripreso dalla letteratura rinascimentale. Non si tratta di un invito al divertimento e basta. Si tratta di un invito a godere di tutto quanto la gioventù ci offre perché è solo così che potremo affrontare meglio e con maggior consapevolezza i problemi che si presenteranno nell’età adulta
Alcuni studiosi collocano questa composizione all’interno dei Obmittamus studia,
dulce est desipere
et carpamus dulcia
iuventutis tenerae;
res est apta senectuti
seriis intentendere
Velox aetas praeterit
studio detenta,
lascivire suggerit
tenera inventa.
Lasciamo perdere gli studi,
è dolce lasciarsi andare e divertirsi
e cogliamo le dolci tenerezze della gioventù
Per gli anziani rimangono
da affrontare questioni serie;
L'età fugge rapidamente
una volta superato il tempo degli studi;
ci invita al piacere
la tenera gioventù.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine dei canti goliardici e chi erano i loro autori?
- Qual è l'origine dei canti goliardici e chi erano i loro autori?
- Quali erano le conseguenze della vita sregolata dei clerici vagantes?
- Quali erano le conseguenze della vita sregolata dei clerici vagantes?
- In che modo i canti goliardici riflettono la cultura medievale?
- Qual è l'importanza storica dei canti goliardici nel contesto medievale?
- Qual è il messaggio principale di alcuni canti goliardici riguardo alla gioventù?
- In che modo i canti goliardici invitano alla spensieratezza?
- Qual è l'importanza storica dei canti goliardici secondo i critici?
- Qual è il messaggio centrale del canto "dulce est desipere"?
I canti goliardici nacquero in Francia, Inghilterra e Germania, diffondendosi poi in Italia. Gli autori erano studenti noti come clerici vagantes, che si spostavano da un'università all'altra e non erano considerati studenti regolari.
I canti goliardici nacquero in Francia, Inghilterra e Germania, diffondendosi poi in Italia. Gli autori erano studenti noti come clerici vagantes, che si spostavano da un'università all'altra e non erano considerati studenti regolari.
La Chiesa era molto severa nei confronti dei clerici vagantes, imponendo scomuniche e limitando i loro privilegi. Tuttavia, con il tempo, essi riacquistarono alcuni diritti, come il non essere giudicati dal potere civile.
I clerici vagantes affrontarono severe repressioni da parte della Chiesa, inclusa la scomunica. Tuttavia, nel tempo, riacquistarono alcuni privilegi, come il non essere giudicati dal potere civile in caso di infrazioni.
I canti goliardici sono tra le composizioni latine più vivaci del medioevo e offrono una visione di una corrente più terrena della letteratura, contrastando l'immagine austera e moralizzante di quel periodo.
I canti goliardici rappresentano una delle più vivaci espressioni della letteratura latina medievale, documentando un aspetto meno austero e moralizzante dell'epoca, in contrasto con la letteratura più elevata.
I canti goliardici invitano a godere della gioventù e delle sue gioie, richiamando il concetto del "carpe diem" di Orazio, per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide dell'età adulta.
I canti goliardici, come quello che riprende il concetto di "carpe diem", invitano a godere della gioventù e delle sue gioie, suggerendo che questo approccio aiuta ad affrontare meglio le sfide dell'età adulta.
I critici considerano i canti goliardici non solo per il loro valore artistico, ma anche come un segno di una corrente letteraria più vivace e terrena, che ha influenzato opere successive, come i canti carnascialeschi di Lorenzo il Magnifico.
Il canto "dulce est desipere" esorta a lasciare da parte gli studi per godere delle dolcezze della gioventù, sottolineando che l'età fugge rapidamente e che è importante approfittare dei momenti di spensieratezza.