Concetti Chiave

  • L'amore lontano è un tema centrale, in cui il poeta esprime il suo desiderio intenso, consapevole che il possesso fisico della donna amata ridurrebbe l'intensità della passione.
  • La contraddizione psicologica dell'amore lontano si manifesta nel dolore del desiderio inappagato e nella gioia che deriva dall'amore stesso, alimentando il tormento dell'amante.
  • La primavera e il canto dell'usignolo simboleggiano il risveglio dei sentimenti e il ritorno del poeta al suo canto, celebrando la bellezza della donna amata nonostante la distanza.
  • La poesia è scritta per essere cantata da un trovatore e rivela l'importanza del contesto sociale, con un pubblico aristocratico nelle corti di Provenza.
  • L'amore "da lontano" è idealizzato, poiché la lontananza assicura la durata del desiderio, rendendo l'amore più intenso e profondo, pur non essendo totalmente spirituale.

Indice

  1. Amore e natura
  2. Bellezza e desiderio
  3. Dolore e gioia d'amore
  4. Diffusione della canzone
  5. Tema dell'amore lontano
  6. Contraddizione dell'amore lontano
  7. Circostanze sociali dei trovatori

Amore e natura

Quan lo rius de la fontana

s’esclarzis, si cum far sol,

e par la flors aiglentina

e·l rossinholetz el ram

volf e refranh ez aplana

son dous chantar et afina,

dreitz es qu’ieu lo mieu refranha.
Amors de terra lonhdana,

per vos totz lo cors mi dol.

E no·n puosc trobar meizina

si non vau al sieu reclam

ab atraich d’amor doussana

dinz vergier o sotz cortina

ab dezirada companha.

Pois del tot m’en falh aizina,

no·m meravilh s’ieu n’aflam:

Bellezza e desiderio

quar anc genser crestiana

non fo, ni Dieus non la vol,

juzeva ni sarrazina.

Ben es selh pagutz de mana,

qui ren de s’amor gazanha!

De dezir mos cors no fina

vas selha ren qu’ieu plus am,

e cre que volers m’enguana

si cobezeza la·m tol;

que plus es ponhens qu’espina

la dolors que ab joi sana:

don ja non vuolh qu’om m’en planha.

Senes breu de pargamina

tramet lo vers, que chantam

en plana lengua romana,

a·n Hugon Brun per Filhol:

bo·m sap quar gens peitavina,

de Beiriu e de Guiana,

s’esgau per lui e Bretanha.

Quando il rio della sorgente [che sorga dalla sorgente]

si fa chiaro, come è solito,

e sboccia la rosa canina,

e l’usignolo sul ramo

svolge, riprende e forbisce

il dolce suo canto e lo affina,

[è bene che io riprenda il mio

Amore di terra lontana,

[non è l’amore “di una terra lontana”, cioè un genitivo, né l’amore “che viene da una terra lontana”, genitivo di provenienza, bensì un amore “ caratterizzato dalla lontananza, cioè un genitivo di specificazione qualitativa. L’espressione si ritrova anche nella poesia moderna, in “Alcyone” di D’Annunzio e in G. Carducci.]

per voi il cuore mi duole”

[e non posso trovare medicina

se non nell’eco del suono del vostro nome

per la lusinga di un dolce amore

nel giardino o dietro cortina [si tratta delle cortine del letto e quindi un’allusione evidente alla consumazione del rapporto sessuale],

in compagnia beneamata.

Poiché non ne ho mai l’occasione,

non c’è da stupirsi se lo bramo,

non vi fu mai, né Dio lo vuole,

più bella cristiana,

né giudea o saracena:

è ben pagata con manna [con cibo divino. La manna è il cibo, disceso dal cielo che nutrì, in modo miracoloso gli ebrei nel deserto] chi guadagna

un po’del suo amore

Dolore e gioia d'amore

Il mio cuore non finisce di desiderare

colei che io amo di più;

e credo che la volontà mi inganni

se la mia concupiscenza me la toglie;

[il desiderio carnale, cioè la concupiscenza (covezeza) se fosse lascato libero di sfrenarsi, avrebb4e la paradossale conseguenza di annullare la volontà di possedere l’amata; è proprio l’insoddisfazione del desiderio che tiene desta, in tensione, la volontà di unirsi a lui]

è più pungente della spina

il dolore che la gioia d’amore risana!

[la gioia d’amore sana il dolore del desiderio insoddisfatto, pungente come una spina. Tuttavia, questa “goia d’amore” non è il possesso fisico della persona amata, che segnerebbe la fine del desiderio; è invece la gioia stessa dell’innamoramento, impossibile separarlo dal dolore del desiderio. Proprio per questo, alla fine della strofa, il poeta scrive di non volere essere compianto da nessuno: la lontananza e quindi l’impossibilità assoluta di raggiungere la donna amata, è garanzia della durata della passione amorosa, in cui consiste la vera gioia dell’innamorato.]

Dunque non voglio che mi si compianga.

Diffusione della canzone

Senza foglio di pergamena [soltanto oralmente]

invio questi versi cantando,

in schietta lingua romanza

a Messer Ugo Bruno, tramite Fihol;

[Messer Hugo Bru era il signore, discendente della dinastia dei Lusignano e regnava sulle terre del Poitou, del Berry e della Gyenne. Fihol è il nome dei giullare a cui il poeta affida di diffondere la diffusione della sua canzone]

sono lieto che gli abitanti del Poitou

del Berry e della Guyenna

da lei sia rallegrata, e anche gli abitanti della Bretagna.

Tema dell'amore lontano

La canzone risale al XII secolo ed è scritta in lingua provenzale del Medioevo. Il tema è quello dell’amore caratterizzato dalla lontananza per il quale il poeta si strugge; tuttavia, egli è consapevole che il possesso fisico della donna amata estinguerebbe l’intensità della passione amoroso.

Con il ritorno della primavera e il ridestarsi del canto dell’usignolo, anche il poeta torna al suo canto per celebrale l’amore per la donna amata, bellissima, ma distante. Il poeta non chiede di essere compianto, mas desidera tenere vivo lo struggimento del desiderio, per quanto sia più pungente di una spina: se venisse appagato con il possesso fisico dell’amata, l’amore stesso verrebbe meno. Egli affida dunque al giullare Filhol la propria canzone, destinandola a Messer Ugo Bruno, signore della dinastia di Lusignano.

L’amore, caratterizzato dalla lontananza è un concetto tipico della fin’amor della poesia provenzale ed ha un valore positivo: la lontananza garantisce la durata del desiderio. Infatti se l’uomo riuscisse a congiungersi sessualmente con l’amata e ad ottenere così la soddisfazione fisica, l’amore verrebbe meno. L’amore “da lontano” viene, pertanto, idealizzato, quasi in tono romantico, ma non è un amore spirituale. Infatti, Rudel allude in modo molto esplicito al tormento della sensualità insoddisfatta che la distanza rende più acuto.

Contraddizione dell'amore lontano

L’amore lontano presenta una contraddizione di ordine psicologico: da un lato troviamo il dolore derivato dal desiderio inappagato e dall’altro la gioia dell’amore che continuamente alimenta la condizione dell’amante. Questo spiega perché la poesia si apre con un’immagine primaverile che invita il poeta a riprendere il suo canto. Questo canto, però, non è un canto allegro, visto che si parla de tormento causato dalla lontananza dell’oggetto amato. Eppure si tratta di un canto di gioia amorosa; infatti, l’amore cortese dei trovatore è un amore che trova in se stesso le proprie ragioni di letizia interiore e quindi non può essere mai infelice.

Circostanze sociali dei trovatori

L’ultima strofa ci fornisce delle indicazioni preziose sulle circostanze sociali che all’epoca dei trovatori, accompagnavano i componimenti poetici. Lo scritto è stato composto per essere cantato fa un trovatore e la menzione di Messer Ugo Bruno e dei suoi feudi ci fa capire che il pubblico era formato da aristocratici delle corti di Provenza.

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