Concetti Chiave
- Lauda dialogata che narra le ultime fasi della vita di Gesù, evidenziando le sue umiliazioni e la crocifissione.
- Struttura composta da 33 strofe di quattro versi settenari, con un anacronismo che proietta Maria nel ruolo di "donna del Paradiso".
- I personaggi principali includono un anonimo nunzio, Maria, la folla e Gesù, con un focus particolare sul dolore di Maria.
- Caratteristiche uniche includono l'assenza di sdegno e una rappresentazione obiettiva della passione di Cristo, con un amore materno descritto in modo angosciante.
- Stile umile e popolare, con linguaggio accessibile che rielabora liberamente il testo biblico e amplifica il ruolo di Maria rispetto agli eventi narrati.
Indice
Descrizione della lauda
Si tratta di una lauda dialogata che descrive le ultime fasi della vita di Gesù Cristo, cioè le umiliazioni subite e la crocifissione.
tricaAd eccezione della terzina iniziale con la schema AAB, il componimento è articolato in 33 strofe (corrispondenti agli anni di Cristo) di quattro versi settenari ciascuna secondo lo schema AAAB. L’ultimo verso è a rima costante: flagellato/pigliato/mercato/annunziato, ecc. Il momento della crocifissione è descritto in tre strofe collocate esattamente al centro dell’opera. Pertanto, essa risulta essere divisa in due parti uguali di 15 strofe ciascuna.
I personaggi sono ridotti a due:
• un anonimo personaggio che riferisce quanto è accaduto e che, quindi, riveste il ruolo di nunzio
• Maria, presentata nel suo strazio di madre
• la folla che chiede la crocifissione
• Gesù Cristo che rivolge parole di conforto alla madre
Anacronismo e prospettiva
Da notare un vistoso anacronismo. Il Nunzio si rivolge alla Vergine Maria chiamandola donna del Paradiso: in pratica, con questo appellativo proietta sulla donna, all’epoca una povera creatura a cui è stato strappato il figlio, gli avvenimenti futuri di cui essa sarà protagonista, cioè l’ascesa in cielo e quindi l’oggetto di culto. Si tratta di un’interferenza fra il “prima” e il “dopo”, caratteristica della mentalità popolare.
Il testo coincide abbastanza il testo del Vangelo anche se si ha un forte spostamenti prospettiva. Infatti in centro della situazione è la Vergine, mentre a Gesù Cristo, il vero protagonista, sono riservati soltanto 16 versi, in tutto tre battute con funzione di consolazione
• “O Madre, dove sei venuta? Mi infliggi una ferita mortale, il tuo pianto che vedo così angoscioso mi uccide” (vv. 84-87)
• “O Madre, perché ti lamenti? Voglio ch etu resti, che tu sia di aiuto ai miei compagni che ho fatto miei seguaci per il mondo” (vv. 92-95)
• Madre dal cuore addolorato, affido alle tue mani Giovanni, il mio discepolo prediletto e voglio che egli sia chiamato tu figlio Giovanni, questa è mia madre prendila nel tuo amore, abbine pietà perché il suo cuore è trafitto (vv 104-111)
Caratteristiche particolari
Rispetto alle altre laude questa presenta delle caratteristiche particolari. Non esprime sdegni o polemiche dell’autore, cioè non presenta un aspetto lirico e soggettivo; si limita a descrivere la vicenda della passione di Cristo; di conseguenza, lo scrittore ha la necessità di essere meno impulsivo e di rappresentare l’evento in modo obiettivo. Questa osservazione vale per la struttura generale del componimento, ma non per la modalità espressiva con cui egli descrive l’amore di Maria per il figlio torturato: in tal caso è presente una rassegna delle qualità fisiche del Cristo (= bianco e vermiglio, dolze e pilcente) che diventa angosciante e drammatica perché esse sono state calpestate e distrutte.
Inoltre questa lauda è dialogata ed assume quasi un aspetto teatrale: i personaggi non sono soltanto due come nel “contrasto”. Per questo motivo si può affermare che la lauda “Donna del Paradiso” segna il passaggio verso la lauda drammatica nella forma teatrale che si svilupperà nel XIV e XV secolo, soprattutto a Firenze.
Stile e linguaggio
Il sermo humilis corrisponde ad uno stile basso, umile, facilmente ed immediatamente comprensibile e corrispondente a quello usato nelle Sacre Scritture. L’argomento descritto è, invece, solenne e sacro, ma viene trasferito nella vita quotidiana del tempo. Questo carattere popolare si manifesta soprattutto nella lingua, sia per l’uso di forme dialettali che con espressioni umili tipiche delle classi sociali più basse messe in bocca alla Vergine. Inoltre il fatto biblico viene rielaborato liberamente, attribuendo a Maria un ruolo molto più esteso e senz’altro predominante. Popolare è anche il susseguirsi di scene che chiamano in causa diversi personaggi: Pilano, Maria Maddalena, l’apostolo Giovanni. Di ispirazione popolare è quindi anche il fatto che troviamo una Vergine che piange angosciata e una Vergine che, essendo chiamata dal Nunzio “Donna del Paradiso” è come se il futuro fosse già avvenuto.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della lauda "Donna del Paradiso"?
- Come è strutturata la lauda in termini di strofe e rime?
- Qual è l'anacronismo presente nella lauda?
- In che modo la lauda differisce da altre opere simili?
- Qual è lo stile e il linguaggio utilizzati nella lauda?
La lauda descrive le ultime fasi della vita di Gesù Cristo, focalizzandosi sulle sue umiliazioni e sulla crocifissione, attraverso un dialogo tra un anonimo nunzio e Maria, la madre di Gesù.
La lauda è composta da 33 strofe di quattro versi settenari, con uno schema di rima AAAB, e presenta una terzina iniziale con schema AAB. Il momento della crocifissione è centrale, suddividendo l'opera in due parti uguali di 15 strofe ciascuna.
L'anacronismo si manifesta quando il Nunzio si rivolge a Maria chiamandola "donna del Paradiso", proiettando su di lei un futuro di culto e ascesa, in contrasto con la sua condizione di madre in lutto al momento della crocifissione.
A differenza di altre laude, questa non esprime sdegno o polemiche, ma si limita a descrivere in modo obiettivo la passione di Cristo, pur mostrando l'intenso amore di Maria per il figlio attraverso un linguaggio drammatico e angosciante.
La lauda utilizza uno stile umile e facilmente comprensibile, tipico delle Sacre Scritture, ma affronta un argomento solenne. La lingua è popolare, con forme dialettali e espressioni delle classi sociali più basse, rendendo la narrazione accessibile e vicina alla vita quotidiana.