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Concetti Chiave

  • Lo scrittoio medievale del XIII secolo è descritto con oggetti specifici come penne, forbici e coltellini, utilizzati dal poeta per la scrittura.
  • Gli oggetti prendono vita, rappresentando il dolore condiviso con il poeta e si presentano alla donna amata per chiederle pietà.
  • L'uso di diminutivi e aggettivi intensifica l'immagine di sofferenza e delicatezza, suggerendo una tristezza profonda e duratura.
  • Gli oggetti spiegano il turbamento del poeta, la cui esistenza è segnata dal dolore, avvicinandolo simbolicamente alla morte.
  • Nell'ultima terzina, gli oggetti supplicano la donna di tenerli vicini affinché la pietà si estenda anche al poeta sofferente.

L'ambientazione dello scrittoio medievale

Innanzitutto, per capire questo testo occorre immaginarsi uno scrittoio del XIII secolo: vi sono le penne, le piccole forbici per tagliare la pergamena, il coltellino per appuntare le penne o raschiare via via le parole già scritte.

Gli oggetti e il loro dolore

Nel componimento, il poeta dà vita a tali oggetti; essi hanno sofferto insieme al poeta mentre gli servivano per scrivere versi pieni di dolore ed ora si presentano alla donna amata, pieni di tristezza e di sbigottimento, per chiederle pietà. Si tratta di una forma immaginativa molto gentile e ricca di leggiadria, grazie alla presenza dei diminutivi (cesoiuzze, coltellin), precisata dall’uso di aggettivi (triste, isbigottite, dolente) e dall’avverbio “dolorosamente”, lungo ed incisivo che richiama il “dolente” del verso precedente e che ci fa pensare ad una sofferenza silenziosa che si è prolungata nel tempo.

La supplica degli oggetti

Questi oggetti spiegano il motivo che li ha spinti a recarsi in cospetto della donna amata: la mano del poeta che li utilizzava ha detto di provare presentimenti che, in lui, destano timore; il suo animo è turbato e non gli sono rimasti altro che sospiri, come se il dolore avesse consumato interamente la sua esistenza e quindi lo avesse avvicinato alla morte.

Nell’ultima terzina, gli oggetti dello scrittoio pregano intensamente (quanto possian più forte) la donna amata di tenerli presso di lei in modo che un po’ alla volta la pietà si rivolga a loro e di conseguenza al poeta.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza degli oggetti nello scrittoio medievale nel componimento?
  2. Gli oggetti dello scrittoio, come penne e forbici, sono personificati e rappresentano il dolore del poeta, che li ha utilizzati per scrivere versi tristi. Essi chiedono pietà alla donna amata, riflettendo la sofferenza condivisa con il poeta (come descritto nel testo).

  3. Come viene descritta la sofferenza degli oggetti nel testo?
  4. La sofferenza degli oggetti è espressa attraverso diminutivi e aggettivi che evocano tristezza e dolore, creando un'immagine di leggiadria e malinconia. L'uso di termini come "dolorosamente" sottolinea la prolungata sofferenza che hanno vissuto insieme al poeta (come evidenziato nel testo).

  5. Qual è la supplica finale degli oggetti al poeta?
  6. Gli oggetti pregano intensamente la donna amata di tenerli vicino a sé, sperando che la sua pietà si estenda a loro e, di riflesso, al poeta stesso, il quale è consumato dal dolore e avvicinato alla morte (come riportato nell'ultima terzina del testo).

Domande e risposte

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