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Concetti Chiave

  • Il sonetto celebra la bellezza della donna amata, descritta come superiore a tutte le altre e capace di lasciare gli uomini ammutoliti.
  • Il poeta evidenzia qualità come umiltà, bontà e virtù, sottolineando l'impossibilità di descrivere appieno la sua bellezza divina.
  • L'apparizione della donna è presentata come un fenomeno che illumina l'aria e suscita stupore tra coloro che la osservano.
  • Il poeta utilizza espressioni negative per illustrare i limiti umani nell'affrontare la meraviglia della bellezza femminile.
  • Si fa riferimento a Guinizzelli, che utilizza l'analogia per paragonare la bellezza femminile a elementi naturali preziosi, richiamando immagini primaverili.

L'apparizione della donna

Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira,

che fa tremar di chiaritate l’âre

e mena seco Amor, sì che parlare

null’omo pote, ma ciascun sospira?

L'incapacità di descrivere

O Deo, che sembra quando li occhi gira,

dica l’Amor, ch’i’ nol savria contare:

cotanto d’umiltà donna mi pare,

ch’ogn’altra ver’ di lei i’ la chiam’ira.

La bellezza divina

Non si poria contar la sua piagenza,

ch’a le’ s’inchin’ogni gentil vertute,

e la beltate per sua dea la mostra.

Non fu sì alta già la mente nostra

e non si pose ’n noi tanta salute,

che propiamente n’aviàn conoscenza

Il sonetto segue lo schema ritmico regolare: ABBA, ABBA, CDE, EDC. Il poeta adopera alcune parole prese in prestito dal latino come “seco” “âre”. Al quarto verso della prima quartina è presente un “enjambement”. Le due terzine iniziano entrambe con una frase negativa

Chi è questa donna che sta venendo, che tutti ammirano,

che fa tremare l’aria di splendore

e porta con sé Amore, a tal punto che, vedendola,

nessun uomo può parlare, ma ognuno sospira?

O Dio, come sembra quando muove lo sguardo,

lo dica l’Amore, perché io non sarei in grado di farne la descrizione:

mi sembra una donna di tanta umiltà e bontà,

che ogni altra al suo confronto la reputo malvagia.

Non si potrebbe descrivere la sua bellezza,

poiché di fronte a lei si inchina ogni nobile virtù

e la bellezza la indica come sua dea.

La nostra mente non fu mai così profonda

e in noi non abbiamo mai avuto le capacità

per arrivare ad averne un’adeguata conoscenza.

Il tema del sonetto

Il tema del sonetto è la celebrazione della bellezza della donna amata, che per il suo

aspetto è superiore a tutte le altre e di fronte a lei tutti gli uomini restano senza parole, dimostrandosi inadeguati per descriverla e capirne l’origine divina

Le qualità positive della donna su cui insiste il poeta sono: chiaritate, piagenza, beltate, vertute, benevolenza (umiltà) e bontà.

No. Essa appare come circondata da un alone di luce e conosciamo solo gli effetti che essa produce su coloro che la stanno osservando. Essa è come un essere divino

Per descrivere i limiti dell’uomo, rimasto ammutolito di fronte a lei, il poeta utilizza tutta una serie di espressioni negative: parlare/null’omo pote, nol savria contare, non si poria contar, non si pose in noi tanta salute, n’aviàn conoscenza

Nella prima quartina abbiamo l’apparizione della donna ed il tema della sua bellezza che è talmente grande che fa splendere l’aria e genera stupore fra tutti coloro che sono presenti.

Nella seconda quartina il poeta vorrebbe descrivere la bellezza della donna amata, ma si sente incapace e per questo chiede a Amore di farlo per lui. Si sofferma a richiamare la sua benevolenza e la sua bellezza a confronto delle quali tutte le altre donne sono malvagie; pertanto essa è superiore a tutte.

La descrizione della bellezza è accentuata nella prima terzina a tal punto che essa è assimilata alla dea della bellezza e tutte le nobili virtù si chinano, riverenti, di fronte a lei.

Nella seconda terzina abbiamo il tema dell’impossibilità di arrivare a conoscere ed a cogliere pienamente la bellezza sovrumana della donna, troppo profonda per essere capita e descritta a parole

Guinizzelli e l'analogia

Anche Guinizzelli celebra la bellezza della donna nel sonetto “Io voglio del ver la mia donna laudare” che utilizza la tecnica dell’analogia nei versi in cui la donna è paragonata agli elementi naturali più preziosi come i fiori, i prati, le stelle, le pietre preziose e tutto ciò richiama il paesaggio primaverile.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale del sonetto?
  2. Il tema del sonetto è la celebrazione della bellezza della donna amata, che è così straordinaria da lasciare gli uomini senza parole e incapaci di descriverne l'origine divina.

  3. Quali qualità positive della donna vengono sottolineate dal poeta?
  4. Il poeta enfatizza qualità come chiaritate, piagenza, beltate, vertute, benevolenza (umiltà) e bontà, evidenziando la sua superiorità rispetto ad altre donne.

  5. Come viene descritta l'apparizione della donna nel sonetto?
  6. L'apparizione della donna è descritta come un evento che fa splendere l'aria e genera stupore, tanto che nessun uomo riesce a parlare, ma tutti sospirano.

  7. Qual è l'impossibilità del poeta riguardo alla descrizione della bellezza della donna?
  8. Il poeta si sente incapace di descrivere la bellezza della donna e chiede ad Amore di farlo per lui, sottolineando che la sua bellezza è troppo profonda per essere compresa e descritta a parole.

  9. In che modo Guinizzelli si ricollega a questo sonetto?
  10. Guinizzelli celebra anch'egli la bellezza della donna, utilizzando l'analogia per paragonarla a elementi naturali preziosi, richiamando un paesaggio primaverile, simile all'ammirazione espressa nel sonetto.

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