Concetti Chiave

  • Bonvesin della Riva proveniva da una famiglia agiata di Milano e fu insegnante di grammatica, frate degli Umiliati e benefattore dell'ospedale di Sant’Erasmo.
  • Considerato il migliore rimatore dell'Italia settentrionale, scrisse opere significative in latino e volgare, tra cui il "De Magnalibus urbis Mediolani" e il "De vita scolastica".
  • I suoi contrasti affrontano temi morali attraverso dialoghi efficaci, come quello tra Satana e la Vergine Maria, e il libro delle tre scritture anticipa argomenti presenti nella "Divina Commedia".
  • La struttura delle sue opere, come i versi analizzati, presenta ripetizioni che conferiscono un tono popolare, riflettendo la sua formazione colta.
  • In un famoso dialogo tra la rosa e la viola, vengono esplorati valori intrinseci e la bellezza, sottolineando che anche i fiori più piccoli possono avere grande valore.

Indice

  1. La vita di Bonvesin
  2. Le opere di Bonvesin
  3. I contrasti e le scritture
  4. Analisi dei versi

La vita di Bonvesin

Le notizie che ci sono pervenute di Bonvesin della Riva, ci dicono che apparteneva ad una famiglia di Milano assai agiata. Sappiamo che fi insegnante di grammatica e quindi un uomo colto. Era anche di animo devoto tanto da essere ricordato come uno dei benefattori, o forse il fondatore, dell’ospedale di Sant’Erasmo di Legnano. Fu anche frate dell’ordine degli Umiliati. Nato verso il 1240, morì a Milano fra il 1413 e il 1315.

Le opere di Bonvesin

Per il numero e la qualità dei suoi scritti, viene considerato dai critici il migliore fra tutti i rimatori dell’Italia settentrionale. In latino compose il De Magnalibus urbis Mediolani, un piccolo trattato sulle meraviglie della città lombarda e il De vita scolastica, un altro trattato, ricco di precetti morali e rivolto ai maestri e agli studenti del suo tempo. Tra le sue composizioni in volgare è assai nota una piccola opera avete come tema le buone maniere da rispettare a tavola, De quinquaginta curialitatibus ad mensam.

I contrasti e le scritture

Particolarmente interesse hanno i suoi molteplici contrasti: di Satana con la Vergine Maria, dell’anima col corpo, della formica con la mosca, della rosa con la viola, in cui gli ammonimenti morali si trasformano in dialoghi di una certa efficacia drammatica. La sua opera più complessa è il libro delle tre scritture: la nigra che descrive le pene infernali, la rossa in cui viene rievocata la passione di Gesù Cristo, la dorata, rivolta alle gioie della beatitudine. Si tratta una significativa, sebbene piuttosto rozza, anticipazione degli argomenti che troveranno un’alta espressione artistica nella Divina Commedia

Il testo è articolato in quattro quartine, ognuna delle quali ripete sempre la stessa rima. Ora analizziamo i versi 13-28. Ognuno dei due fiori mette in risalto le proprie qualità e il giglio è chiamato a fare da giudice.

Analisi dei versi

Da notare subito le numerose ripetizioni che compaiono nel brano che, pertanto, assume un timbro popolare, anche se l’insieme dimostri che Bonvesin è un rimatore colto.

……La rosa incontra la viola e le parla tenendo il seguente ragionamento:

“Io sono più alta e più bella di te;

sono più profumata, il mio aspetto è più gentile e leggiadro [del tuo],

pertanto sono più degna di lode e di essere incoronata [come fiore più bello]

A queste parole la violetta risponde:

“Non sono per questo meno buona, anche se sono piccolina;

in un piccolo forziere può trovarsi un grande tesoro;

per quanto riguarda la mia persona, sono ben profumata e pura [anch’io].

Sempre riferendoci alla taglia, per quanto tu sia più alta,

i miei fiori sbocciano numerosi e sono di un bel colore;

anche se sono piccola, sono di grande valore;

le persone, non appena sboccio mi cercano con grande amore.

Per quanto mi riguarda il mio aspetto, sono molto profumata e pura,

emano un buon profumo, anche se sono piccolina;

sono il primo fiore che spunta fra l’era primaverile,

non esiste un fiore più grazioso di quello della violetta.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la provenienza e la formazione di Bonvesin della Riva?
  2. Bonvesin della Riva proveniva da una famiglia agiata di Milano e fu insegnante di grammatica, dimostrando così una notevole cultura. È anche ricordato come benefattore dell'ospedale di Sant’Erasmo di Legnano e come frate dell'ordine degli Umiliati.

  3. Quali sono le opere più significative di Bonvesin?
  4. Tra le opere più significative di Bonvesin ci sono il "De Magnalibus urbis Mediolani", un trattato sulle meraviglie di Milano, e il "De vita scolastica", rivolto a maestri e studenti. In volgare, è noto per il "De quinquaginta curialitatibus ad mensam", che tratta delle buone maniere a tavola.

  5. Qual è il tema dei contrasti presenti nelle opere di Bonvesin?
  6. I contrasti nelle opere di Bonvesin, come quello tra Satana e la Vergine Maria o tra l'anima e il corpo, presentano ammonimenti morali attraverso dialoghi drammatici, evidenziando la sua abilità nel trattare temi complessi.

  7. In cosa consiste l'opera "Il libro delle tre scritture"?
  8. "Il libro delle tre scritture" di Bonvesin è composto da tre parti: la nigra, che descrive le pene infernali; la rossa, che rievoca la passione di Gesù Cristo; e la dorata, che parla delle gioie della beatitudine, anticipando temi che saranno espressi artisticamente nella Divina Commedia.

  9. Come si caratterizzano i versi analizzati nel testo?
  10. I versi analizzati sono articolati in quattro quartine con rima ripetitiva, presentando un timbro popolare grazie alle numerose ripetizioni, ma rivelando anche la cultura di Bonvesin come rimatore. La disputa tra la rosa e la viola mette in risalto le qualità di entrambi i fiori, evidenziando il valore anche nelle piccole cose.

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