Concetti Chiave
- Arnaut Daniel, nato tra il 1250 e il 1260 in Francia, è considerato un trovatore innovativo e autore della sestina, una forma metrica complessa.
- Dante e Petrarca lo elogiano come uno dei migliori poeti, definendolo "miglior fabbro del parlar materno" e "gran maestro d’amor".
- Nonostante i riconoscimenti, i critici del XIX secolo lo giudicano privo di interesse, ritenendo le sue liriche vuote e artificiose.
- La sestina di Arnaut presenta un intricata struttura di rime e simmetrie linguistiche, anticipando così l'Ermetismo del XX secolo.
- Il "trobar clus" di Arnaut è caratterizzato da uno stile poetico oscuro e complesso, rendendolo un maestro insuperabile nella poesia medievale.
Indice
Origini e vita di Arnaut
Di Arnaut Daniel abbiamo pochissime notizie.
Originario di una famiglia di piccola nobiltà, nacque nella regione del Périgueux (sud-ovest della Francia attuale). La sua data di nascita si colloca fra il 1250 e il 1260. In qualità di trovatore itinerante, fu ospite di diversi signori provenzali. Pare che da anziano abbracciò lo stato monacale e morì nel 1220.
Della sua opera poetica ci restano soltanto un sirventese di carattere osceno e 17 componimenti; fra di essi soltanto uno è una sestina, una forma metrica strutturata, innovativa e da lui inventata, che suscitò l’ammirazione di Dante e di Petrarca e che, in tempi moderni, è stata ripresa da D’Annunzio e da Ungaretti.
Per questa ricerca stilistica, può essere considerato un anticipatore dello sperimentalismo dantesco.
Riconoscimenti da Dante e Petrarca
Dante lo cita nei versi 115 e seguenti nel canto XXVI del Purgatorio e Petrarca, nel libro IV del Trionfo d’Amore scrive di lui: “Fra tutti il primo Arnaldo Daniello / gran maestro d’amor; ch’alla sua terra / Ancor fa onor col suo dir novo e bello”.
Dante, per bocca di Guinizelli, lo qualifica come “il miglior fabbro del parlar materno”, cioè costui è il trovatore provenzale Arnaut Daniel, il migliore artefice nella sua lingua madre (la lingua d’oc, mentre il latino non era considerato lingua materna perché studiata a scuola.
Egli era considerato superiore a tutti i lirici e a tutti i romanzieri in prosa (che scrivevano in lingua d’oïl).
Quando, nella Divina commedia Arnault si rivolge direttamente a Dante, lo fa usando la lingua occitana, unico caso in tutta l’opera in cui un personaggio utilizza un volgare diverso da quello italiano.
El cominciò liberamente a dire:
“Tan m'abellis vostre cortes deman,
qu’ieu no me puesc ni voill a vos cobrire.
Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan;
consiros vei la passada folor,
e vei jausen lo joi qu'esper, denan.
Ara vos prec, per aquella valor
que vos guida al som de l'escalina,
sovenha vos a temps de ma dolor!”.
Poi s'ascose nel foco che li affina. »
(Purg., XXVI, 136-148)
Egli cominciò liberamente a parlare:
“Tanto mi piace la vostra cortese domanda
che io non mi posso né voglio a voi celare.
Io sono Arnaldo, che piango e vado cantando;
afflitto vedo la passata follia,
e lieto vedo, davanti (a me) la gioia che spero.
Ora vi prego, in nome di quel valore che vi guida alla sommità della scala,
al tempo opportuno vi sovvenga del mio dolore”.
Poi sparì fra le fiamme che purifica le anime.
Critiche e giudizi contrastanti
I critici del XIX secoli non condividono il giudizio di Petrarca e di Dante e considerano Arnault Daniel un poeta privo di interesse, le cui liriche presentano forme vuote e artificiose. Tuttavia, stando ad una testimonianza del Pulci e del Tasso, Arnault sarebbe stato l’autore anche di prose e romanzi che non ci sono pervenuti e forse il giudizio di valore espresso da Dante e Petrarca si base su queste opere andate perse.
La sestina e il trobar clus
L’eccellenza del poeta sta nel suo poetare in modo oscuro, difficilmente comprensibile, nell’uso di parole ricche di significato e da rime ricche. Pertanto egli si mostra come un maestro di stile insuperabile.
Egli adopera tutti versi dal monosillabo all’endecasillabo, ma il suo merito più grande è quello di aver inventato la sestina e di poterlo considerare per questo il maestro del “trobar clus”.
La sestina è caratterizzata da un sottile gioco di rapporti, di corrispondenze e simmetrie linguistiche , complicate quanto raffinate. Una simile poetica ci fa pensare alla poetica dell’Ermetismo del XX secolo.
Struttura della sestina
La sestina di compone di 6 strofe di sei versi ciascuna; ogni verso termina con rima che compare, con una collocazione differente nei versi di tutte le strofe che seguono: l’ultima rima di una strofa coincide con l’ultima rima del primo verso della strofa seguente e dall’ultima strofa si ritorna alla prima. L’ultima strofa di tre versi chiamata “congedo” o “tornada”, riprende le rime delle strofe precedenti. La sestina originale di Arnaut Daniel, l’unica che ci sia stata tramandata, per noi moderni è difficilmente comprensibile sia per i termini adoperati che per i giochi retorici. Essa porta il titolo Lo ferm voler qu’el cor m’intra
no-m pot ges bècs escoissendre ni ongla
de lauzangier qui pert per mal dir s’arma
e car non l’aus batr’ab ram ni ab verga
sivals a fra lai on non aurai oncle
jauzirai joi en vergier o dinz cambra
Quan mi soven de la cambra
on a mon dan sai que nuills hom non intra
anz me son tuich plus que fraire ni oncle
non ai membre no-m fremisca neis l’ongla
aissi uom fai l’enfas denant la verga
tal paor ai no-l sia trop de l’arma
Del cors li fos non de l’arma
e cossentis m’a celat dinz sa cambra
que plus mi nafra-l cor que colps de verga
car lo sieus sers lai on ill es non intra
totz temps serai ab lieis cum carns et ongla
e non creirai chastic d’amic ni d’oncle
Anc la seror de mon oncle
non amei plus ni tant per aquest’arma
c’aitant vezis com es lo detz de l’ongla
s’a liei plagués volgr’esser de sa cambra
de mi pot far l’amors qu’inz el cor m’intra
miells a son vol qu’om fortz de frévol verga
Pois flori la seca verga
ni d’En Adam mogron nebot ni oncle
tant fin’amors com cela qu’el cor m’intra
non cuig fos anc en cors ni eis en arma
on qu’ill estei fors en platz o dins cambra
mos cors no-is part de lieis tant com ten l’ongla
C’aissi s’enpren e s’en ongla
mos cors en lei com l’escorss’ en la verga
q’ill m’es de joi tors e palaitz e cambra
e non am tant fraire paren ni oncle
q’en paradis n’aura doble joi m’arma
si ja null hom per ben amar lai intra
Tornada
Arnautz tramet sa chansson d’ongl’e d’oncle
agrat de lieis que de sa verg’a a l’arma
son Desirat cui pretz en cambra intra
Come si può notare, le rime della prima strofa – intra, ongla, arma, verga, oncle, cambra - ritornano nelle strofe seguenti, ma in un ordine differente.. L’ordine non è casuale, bensì ben studiato:
• Numeriamo le rime della prima strofa: 1, 2, 3, 4, 5, 6
• Nella seconda strofa, abbiamo: 6, 1, 5, 2, 4, 3
• Nella terza strofa, abbiamo: 3, 6, 4, 1, 2, 5
• Nella quarta strofa, abbiamo: 5, 3, 2, 6, 1, 4
• Nella quinta strofa, abbiamo: 4, 5, 1,3 6, 2
• Nella sesta strofa, abbiamo: 2, 4, 6, 5, 3, 1
• Nel congedo, abbiamo: 5, 3, 1 (tutti numeri dispari)
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di Arnaut Daniel nella storia della poesia?
- Come viene descritto Arnaut Daniel da Dante e Petrarca?
- Quali critiche ha ricevuto Arnaut Daniel nel XIX secolo?
- Qual è la caratteristica distintiva della sestina di Arnaut Daniel?
- In che modo la sestina di Arnaut Daniel si ricollega alla poetica dell'Ermetismo?
Arnaut Daniel è considerato un innovatore della poesia, avendo inventato la sestina, una forma metrica che ha suscitato l'ammirazione di poeti come Dante e Petrarca, e che ha influenzato anche autori moderni come D’Annunzio e Ungaretti.
Dante lo definisce "il miglior fabbro del parlar materno" e Petrarca lo considera "gran maestro d’amor", evidenziando la sua superiorità rispetto ad altri poeti e romanzieri dell'epoca.
I critici del XIX secolo hanno messo in dubbio il valore delle sue liriche, considerandole vuote e artificiose, contrariamente ai giudizi positivi di Dante e Petrarca, suggerendo che la sua reputazione si basi su opere perdute.
La sestina di Arnaut Daniel si distingue per la sua complessità e il gioco di rime, con una struttura rigorosa che prevede un ordine specifico delle rime nelle strofe, rendendola un esempio di "trobar clus".
La poetica di Arnaut Daniel, con il suo uso di linguaggio oscuro e significati complessi, anticipa le caratteristiche dell'Ermetismo del XX secolo, mostrando un'eccellenza stilistica che sfida la comprensione immediata.