Concetti Chiave
- Il trovatore, nato tra il 1120 e il 1130, proveniva da umili origini e visse una vita errante tra varie corti nobili.
- Considerato il più grande dei trovatori, non affronta mai temi politici, morali o religiosi, concentrandosi esclusivamente sull'amore in tutte le sue forme.
- Le sue opere esprimono sentimenti complessi come la gelosia, l'ansia e la delusione, riflettendo un'intensa esperienza emotiva.
- Il critico Vossler descrive la sua poesia come un sistema planetario, con i componimenti che orbitano attorno alla figura della dama amata.
- Lo stile delle sue poesie è elegante e armonioso, arricchito da immagini ispirate dalla natura che conferiscono un tocco di originalità all'opera.
Origini e vita del trovatore
Di questo trovatore non abbiamo notizie sicure. Sappiamo che nacque fra il 1120 e il 1130 da una famiglia di umili origini. Infatti, il padre era un servo del castello di Ventadorn, nella regione di Limoges. Condusse una vita raminga da una corte all’altra. Prima, visse presso il visconte di Ventadorn della cui moglie si innamorò; successivamente lo troviamo alla corte di Enrico II d’Inghilterra e di sua moglie Eleonora di Aquitania, famosa per il suo mecenatismo. Si innamorò anche di lei e le dedicò alcune liriche. In seguito fu alla corte di Raimondo di Tolosa. Dopo il 1173, di lui non si hanno più notizie.
Il trovatore dell'amore
I critici considerano questo poeta il più grande dei trovatori e lo definiscono il trovatore dell’amore, poiché è l’unico che non affronta mai temi politici, morali o religiosi, come invece succedeva nella tradizione trobadorica con i sirventesi.
Il problema che ci dobbiamo porre e che, tutto sommato riguarda tutti i trovatori, è la storicità degli eventi presenti nei componimenti. Il tema sempre presente è l’amore in tutte le sue sfaccettature: i languori, i desideri, le ansie del primo amore per una dama vagheggiata fin dall’infanzia, la donna amata prima distante e inaccessibile, poi incoraggiante, l’ebbrezza dell’ amore corrisposto, l’estasi del primo bacio, le amarezze, le delusioni, la gelosia del poeta nei confronti di un cavaliere che la nobildonne sembra preferire ad un giovane di umili origini, la gelosia del marito. Alcuni critici vedono nelle tematiche un riscontro perfetto nella biografia del poeta. Altri negano assolutamente il riflesso di situazioni realmente vissute. In altre parole, per questi ultimi, il poeta canterebbe situazioni frequenti nella poesia dei trovatori con indizi biografici vaghi e imprecisi: il poeta ha saputo immaginare molte situazioni amorose e colorirle con alcuni aspetti della realtà. In sintesi, ciò che per un critico appare evidente e molto certo, per un altro appare del tutto inaccettabile. Il critico tedesco Vossler, per definire la poesia di Bernart, ricorre al linguaggio della meccanica celeste: egli raffigura la lirica del poeta come un sistema planetario in cui intorno al sole, ossia “Minnie” (= la dama) ruotano tutti i vari componimenti come fossero dei pianeti, retti dai due poli del sole, il polo sensuale e il polo contemplativo. Il moto dà luogo a quattro fasi che il critico chiama “minnezeite” nelle quali l’arte del poeta si esaurisce ed è circolare poiché riporta sempre alla fase di partenza da cui il ciclo riprende; ed è molto importante che una stessa canzone si svolga lungo due o tre fasi.
Temi e stile della poesia
I temi affrontati sono i soliti della letteratura provenzale: l’amore umile e devoto verso la donna amata senza esserne corrisposto, l’austerità della dama, la timidità dell’amante, l’ardore del desiderio che, però, resta inappagato, il languore della lontananza, la reazione e il turbamento provocato dal primo bacio, la delusione del tradimento, l’affermazione del ruolo nobilitante del sentimento amoroso. Tutti questi sentimenti sono espressi in uno stile elegante, armonioso ed elegante, ma che spesso lasciano il lettore freddo. Nelle sue poesie, però, ad un tratto sopravvengono delle immagini inaspettate, ispirate dalla natura, che costituiscono l’originalità dell’opera, dandole valore e singolarità.
“Che una chiarità mi illumina d’Amore, che nel cuore mi raggia. I prati mi sembrano verdi e vermigli come nel dolce tempo di maggio. La neve c’è come un fiore bianco e vermiglio”, oppure “La dolce voce ho udita del rosignoletto selvaggio; ed emmi balzata nel cuore….”
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine e la vita del trovatore di cui si parla nel testo?
- Perché il trovatore è definito il "trovatore dell'amore"?
- Qual è il dibattito critico riguardo alla storicità delle liriche del trovatore?
- Come viene descritta la poesia del trovatore dal critico Vossler?
- Quali sono i temi e lo stile caratteristici della poesia del trovatore?
Il trovatore nacque tra il 1120 e il 1130 da una famiglia umile, con un padre servo del castello di Ventadorn. Visse una vita raminga, passando da una corte all'altra, innamorandosi di diverse nobildonne, tra cui la moglie del visconte di Ventadorn e Eleonora di Aquitania, fino a scomparire dalla storia dopo il 1173.
È considerato il più grande dei trovatori perché non affronta temi politici, morali o religiosi, concentrandosi esclusivamente sull'amore in tutte le sue sfaccettature, dalle gioie alle delusioni, come evidenziato nel testo.
I critici sono divisi: alcuni vedono un riflesso della biografia del poeta nelle sue opere, mentre altri sostengono che le situazioni amorose siano frutto di immaginazione, con vaghi indizi biografici, come indicato nel testo.
Vossler paragona la poesia di Bernart a un sistema planetario, con "Minnie" (la dama) come sole attorno al quale ruotano i componimenti, evidenziando un ciclo poetico che si ripete attraverso diverse fasi, come descritto nel testo.
I temi includono l'amore devoto e inappagato, la timidità dell'amante e la delusione del tradimento, espressi in uno stile elegante e armonioso, ma con immagini inaspettate ispirate dalla natura che conferiscono originalità all'opera.