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Concetti Chiave

  • L'indovinello medievale crea un parallelo tra l'atto di scrivere e quello di arare, confrontando lo scrivano con un contadino e utilizzando un linguaggio ludico e vari livelli tematici.
  • Il termine "placito" deriva dal latino e si riferisce a una sentenza giuridica scritta; il Placito capuano, datato marzo 960, risolve una disputa di possesso tra il monastero di Montecassino e un uomo di Aquino.
  • L'Iscrizione di san Clemente, collocata su un affresco di un miracolo, mostra una distinzione linguistica: il santo parla in latino, mentre i servi pagani usano volgare, evidenziando l'idea di linguaggi alti e bassi.
  • Il volgare romanesco utilizzato dai personaggi pagani nell'affresco sottolinea la loro condizione sociale inferiore rispetto al latino, considerato linguaggio più elevato dal santo.
  • Il testo dell'indovinello presenta una struttura originale e complessa, caratterizzata da scambi tra registri linguistici, che riflettono l'arte della scrittura e la cultura dell'epoca medievale.

Interpretazione dell'indovinello medievale

La versione più probabile del testo, difficilmente decifrabile, è la seguente:«se pareba boves, alba parlata araba, / albo versorio teneba, et negro semen seminaba»: lo scrivano spingeva innanzi a sé (pareba da parabat in latino) i buoi (cioè le proprie dita), arava i bianchi prati (la carta), teneva il bianco aratro (la penna: si tratta probabilmente di una penna bianca d'oca) e seminava il nero seme (l'inchiostro). L'interpretazione dell'indovinello sembra dunque legata al parallelismo fra l'atto di arare e di seminare e quello di scrivere, fra il contadino e lo scrivano. Probabilmente il copista si è divertito a introdurre una nota ludica giocata sullo scambio fra livelli linguistici e tematici diversi (alti e bassi, dotti e popolari). I volgarissima sono evidenti: se al posto del latino sibi, negro per nigro, pareba per parabat, versorio per versorium ecc.

Origine e significato del Placito capuano

La parola "placito" viene dal latino placitum (="ciò che è piaciuto"); nel linguaggio giuridico è "ciò che è piaciuto al giudice", cioè la sentenza emessa per scritto a conclusione di un processo. Il Placito capuano è del marzo 960. Esso contiene la formula in volgare «Sao ko kelle terre, per kelle fini quel ki contene, trenta anni le fossette parte Sancti Benedecti» (= "So che quelle terre, entro quei confini di cui si parla, le ha possedute per trent'anni l'Abbazia di Santo Benedetto"). Con tale formula fu risolta una lite giudiziaria tra il monastero di Montecassino e un uomo di Aquino. Tre testimoni, comparsi dinanzi al giudice Arechisi, deposero a favore del monastero, avendo in una mano una carta e toccando con il dito dell'altra i confini del luogo discusso che era stato occupato illecitamente da un vicino laico.

L'Iscrizione di san Clemente e il linguaggio

L'Iscrizione di san Clemente è apposta su un affresco che rappresenta un miracolo: i servi del pagano Sisinnio vogliono arrestare e portare via il santo e invece, senza che se ne accorgano, trascinano in realtà con fatica una pesante colonna. In bocca ai personaggi, come se fosse un fumetto, vengono messe delle frasi, e mentre il santo parla in latino, Sisinnio e due servi parlano in volgare:«Sisinium: Fili dele pute, traite» (Figli di puttane, tirate!). «Gosmarius: Abertel, trai» (Albertello, tira); «Albertellus: Fàlite dereto colo palo, Carvoncelle» (Fattigli sotto [di dietro] col palo, Carboncello). «SANCTUS CLEMENS: Duritiam cordis vestris sana traere meruistis» (A causa della durezza del vostro cuore vi siete meritati di trascinare sassi). Come si vede, il volgare romanesco è considerato un linguaggio basso rispetto al latino, lingua più elevata non a caso messa in bocca al santo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'indovinello medievale presentato nel testo?
  2. L'indovinello medievale simboleggia il parallelismo tra l'atto di arare e seminare e quello di scrivere, evidenziando il legame tra il contadino e lo scrivano, con un gioco di linguaggi che mescola livelli alti e bassi (come il latino e il volgare).

  3. Cosa rappresenta il termine "placito" nel contesto giuridico?
  4. "Placito" deriva dal latino "placitum" e indica una sentenza emessa per scritto a conclusione di un processo, come nel caso del Placito capuano del 960, che risolve una lite tra il monastero di Montecassino e un uomo di Aquino.

  5. Qual è il contenuto dell'Iscrizione di san Clemente e come si differenziano i linguaggi utilizzati?
  6. L'Iscrizione di san Clemente presenta un miracolo in cui il santo parla in latino, mentre i servi e Sisinnio usano il volgare, evidenziando la gerarchia linguistica, con il latino considerato un linguaggio elevato rispetto al volgare, ritenuto basso.

  7. Qual è il ruolo dei testimoni nel Placito capuano?
  8. I testimoni nel Placito capuano hanno un ruolo cruciale, poiché depongono a favore del monastero di Montecassino, utilizzando una carta per indicare i confini delle terre contese, contribuendo così alla risoluzione della lite giudiziaria.

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