Concetti Chiave

  • La civiltà cortese si sviluppò nelle corti della Francia del Sud, influenzando anche la scuola siciliana e il dolce Stilnovo, grazie alla letteratura provenzale del XI e XII secolo.
  • Il cavaliere cortese, emerso nella metà del XII secolo, è caratterizzato dall'amore per il bello e da sentimenti amorosi, in contrasto con il modello di cavaliere cristiano.
  • I trovatori erano poeti provenzali che componevano versi nelle corti del Sud della Francia, contribuendo in modo significativo alla lirica cortese.
  • Il Fin’amor rappresenta un amore ideale e inaccessibile, segnato da una distanza sociale tra l'amato e l'amata, riflettendo l'impossibilità di soddisfare il desiderio amoroso.
  • Il Sirventese, inizialmente dedicato a celebrare i Signori locali, si evolve nei secoli successivi per affrontare temi vari, da quelli politici a quelli morali.

La civiltà cortese

Nella letteratura provenzale della fine dell’XI secolo e per tutto il XII, appaiono dei termini, tipici, necessari per capire la civiltà cortese che si sviluppò intorno alle corti della Francia del Sud e che influenzò la scuola siciliana e il dolce Stilnovo.

Cavalleria – Si tratta di un’istituzione del sistema feudale che trova ampio spazio nelle letteratura romanze dei primi secoli. Inizialmente, predominava il modello di cavaliere cristiano, animata da una grande fese: A partire dalla metà del XII secolo, si afferma, invece, il cavaliere cortese: ama il bello, è magnanimo e soprattutto è mosso dal sentimento amoroso.

Chanson de geste – Con questo termine viene indicata la produzione letteraria dell’XI e XII secolo, in lingua d’oïl, diffusa nel nord della Francia e da cui deriverà il francese moderno. La Chanson de geste narra le imprese eroiche di un eroe e della sua stipe, le cui azioni sono celebrate come imprese collettive della nazione.

Trovatori – Il termine è derivato dalla lingua provenzale “trobar” che significa “compore dei versi”. Esso designa il poeta che compone i versi in lingua d’oc o lingua provenzale, diffusa nel sud della Francia. I trovatori furono molto attivi nelle corti del Sud fra l’XI e il XII secolo

Fin’amor – Si tratta dell’amore perfetto che nella lirica provenzale comporta una notevole distanza (e per questo incolmabile) della donna amata e da questo deriva l’impossibilità di appagamento del desiderio amoroso, pertanto destinato ad essere realizzato. Tale distanza riflette la distanza sociale fra l’amato (di classe sociale inferiore) e l’amata (una nobildonna, spesso sposa del signore di corte). Grazie a questo amore, l’uomo può intraprendere la via della promozione sociale e sentimentale.

Amor de lonh – Si tratta dell’innamoramento a distanza, spesso nato dalla visione di un’immagine della donna amata o da un racconto. La conquista amorosa è difficile, se non impossibile. Si chiama anche “innamoramento per fama” quando il cavaliere si innamora di una damigella sconosciuta, soltanto per averne sentito celebrare la bellezza e le virtù. Questo tipo di amore è contraddittorio: crea sofferenza, causata alla distanza, ma anche gioia per il poeta è consapevole che se il desideri amoroso venisse ad essere soddisfatto, anche fisicamente, ciò comporterebbe la fine dell’amore stesso.

Sirventese - È un componimento poetico, destinato ad essere cantato, il cui scopo era di celebrare il Signore dei luoghi. Nei XIII e XIV secolo, viene invece adoperato per trattare i temi diversi (politici, letterari, didascalico, morali, di circostanza). Furono diffusi in Francia, in Spagna e in Italia. La parola deriva dal provenzale “sirvent” che si riferisce a colui che si mette al servizio del proprio Signore.

Sehal – Con questo termine si indica una figura retorica che nella letteratura cortese aveva lo scopo di tener nascosta la vera identità della donna amata che, per questo veniva nascosta o con una breve perifrasi o con un altro appellativo. Per esempio il trovatore Guglielmo d’Aquitana chiama la donna “bon voisin” (=il buon vicino), e in altri poeti troviamo anche “dolza enemia” (=dolce nemica) oppure “restaur (=ristoro)

Planh - Il significa è “lamento”. Si tratta di un componimento in versi scritto in concomitanza con verificarsi di un avvenimento doloroso. Nella letteratura medioevale in lingua latina, prende il nome di “lamentatio”, nella letteratura italiana si chiama “lamento” o “pianto”, termine, quest’ultimo che si applica spesso alla poesia religiosa di ispirazione popolare. Il contenuto può essere amoroso (es. lamento della donna tradita), ma spesso anche storico (es. lamento per la morte di un personaggio importante) o di attualità

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra il cavaliere cristiano e il cavaliere cortese?
  2. Il cavaliere cristiano, presente all'inizio del XII secolo, è caratterizzato da una grande fede, mentre il cavaliere cortese, che emerge successivamente, è mosso dall'amore per il bello e dal sentimento amoroso.

  3. Cosa rappresenta la Chanson de geste nella letteratura medievale?
  4. La Chanson de geste è una produzione letteraria dell'XI e XII secolo che narra le imprese eroiche di un eroe e della sua stirpe, celebrando le azioni come imprese collettive della nazione.

  5. Chi erano i trovatori e quale era il loro ruolo?
  6. I trovatori erano poeti che componevano versi in lingua d’oc, attivi nelle corti del Sud della Francia fra l'XI e il XII secolo, contribuendo significativamente alla cultura della civiltà cortese.

  7. Che cos'è il Fin’amor e quale significato ha nella lirica provenzale?
  8. Il Fin’amor è l'amore perfetto caratterizzato da una distanza incolmabile tra l'amato e l'amata, riflettendo la distanza sociale e portando l'uomo a cercare promozione sociale e sentimentale.

  9. Qual è la funzione del Sirventese nella poesia cortese?
  10. Il Sirventese è un componimento poetico cantato per celebrare il Signore dei luoghi, ma nel XIII e XIV secolo viene utilizzato per trattare temi vari, tra cui politici e morali.

Domande e risposte

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