Concetti Chiave

  • Il sonetto di Michelangelo, dedicato a Vittoria Colonna, esplora il legame tra scultura e amore, evidenziando la sofferenza dell'artista per un amore non corrisposto.
  • Michelangelo utilizza il neoplatonismo per collegare l'arte alla filosofia, sostenendo che l'arte deve liberare la forma già presente nella materia.
  • Il contrasto tra la bravura dell'artista e l'incapacità dell'amante di esprimere i propri sentimenti è centrale nel sonetto, riflettendo sulla natura dell'amore.
  • La struttura del sonetto, con iperbati e enjambements, crea un ritmo lento e drammatico, accentuando la tensione emotiva del testo.
  • Il termine "beltade" e "pietate" simboleggiano bellezza e misericordia, elementi chiave nel neoplatonismo per la ricerca della salvezza.

Indice

  1. Il sonetto di Michelangelo
  2. L'arte della scultura e l'amore
  3. Il dramma dell'amore non corrisposto

Il sonetto di Michelangelo

Il sonetto, dedicato a Vittoria Colonna (schema metrico ABBA, ABBA, CDE, CDE) fu composto intorno al 1540, ma pubblicato, molto più tardi, cioè nel 1623.

1. idea secondo la quale la forma dell’opera d’arte (la scultura) deve essere solo liberata di ciò che è di troppo poiché all’interno del blocco di marmo essa esiste già e la mano dell’artista ha solo un ruolo esecutivo

2. parallelo tra l’arte della scultura e il sentimento amoroso

3. sofferenza dello scultore causata dal sentimento amoroso non corrisposto

Il sonetto è importante perché ci mostra un Michelangelo che ha aderito alla corrente filosofica del neoplatonismo, a cui però, si aggiunge una peculiarità: il pensiero neoplatonico si lega con l’esperienza artistica di Michelangelo scultore.

L'arte della scultura e l'amore

Esso contrappone la bravura dell’artista alla goffaggine dell’amante. Infatti nella prima quartina , pur parlando in generale dell’ “ottimo artista”, capace di estrarre dal blocco di marmo la statua che in esso è potenzialmente contenuta, Michelangelo allude chiaramente a se stesso: la mano che segue le direttive dell’intelletto è la sua. In questo c’è anche il concetto, tipicamente platonico, di un’arte che nella materia è capace di riprodurre un’idea mentale, puramente intellettuale, che precede l’esecuzione concreta dell’opera. Ma come viene sviluppato il rapporto fra la scultura e l’amore, fra lo scultore e l’amante? L’artista è capace di estrarre dal blocco di marmo l’idea dell’opera d’arte che ha in mente; viceversa l’amante non è in grado di fare la stessa cosa con la donna amata. Quest’ultima, nel suo cuore, nasconde sia il bene (= forma artistica perfetta) che il male (il superfluo da eliminare) e se al poeta è impossibile estrarre dal cuore della crudele donna amata la “pietà”, ossia la corrispondenza d’amore e proprio colpa sua che non riesce a suscitare nella donna una reazione positiva. Infatti da quel cuore arido egli sa estrarre soltanto la parte negativa, cioè la morte.

Il dramma dell'amore non corrisposto

Il sonetto si chiude in modo quasi drammatico, con una serie di iperbati, di anastrofi, enumerazioni , polisindeti e di enjambements che sviluppano un ritmo lento, tendendo in sospeso il lettore.

Infine è significativo il fatto che “beltade” del 9° verso rimi con “pietate” del 12°. Il termine sta ad indicare misericordia e quindi salvezza. Per il Neoplatonismo, la bellezza fa da tramite per raggiungere la salvezza.

Non ha l’ottimo artista alcun concetto

c’un marmo solo in sé non circonscriva

col suo superchio, e solo a quello arriva

la man che ubbidisce all’intelletto.

Il mal ch’io fuggo, e ’l ben ch’io mi prometto,

in te, donna leggiadra, altera e diva,

tal si nasconde; e perch’io più non viva,

contraria ho l’arte al disïato effetto.

Amor dunque non ha, né tua beltate

o durezza o fortuna o gran disdegno

del mio mal colpa, o mio destino o sorte;

se dentro del tuo cor morte e pietate

porti in un tempo, e che ’l mio basso ingegno

non sappia, ardendo, trarne altro che morte.

Uno scultore, anche se ottimo, non possiede alcuna intuizione artistica che non esista già,

potenzialmente, nel marmo che racchiude

insieme con la materia superflua, e solo a quella forma [imprigionata nel marmo]

arriva la mano che ubbidisce all’intelletto

Il male che io fuggo e il bene a cui aspiro, [e che inseguo]

allo stesso modo si nascondono in te, o donna leggiadra,

superba e divina; e per farmi morire,

l’arte mi è contraria rispetto all’effetto che desidero raggiungere.

Pertanto, o Amore, né la tua bellezza,

né la tua crudeltà, né la [tua] fortuna, né il tuo assoluto disprezzo

hanno colpa del mio male e nemmeno il mio destino e la mia sorte

[non ne hanno colpa] se tu porti, contemporaneamente, morte e compassione [per me]

dentro il tuo cuore, io, col mio basso ingegno,

non riesco a trarre [da quel cuore] che dolore, nonostante la mia ardente passione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del sonetto di Michelangelo dedicato a Vittoria Colonna?
  2. Il sonetto esplora il parallelo tra l'arte della scultura e il sentimento amoroso, evidenziando la sofferenza dello scultore causata dall'amore non corrisposto, come descritto nel testo.

  3. Come si manifesta il concetto neoplatonico nell'opera di Michelangelo?
  4. Michelangelo aderisce al neoplatonismo, collegando il pensiero filosofico all'esperienza artistica, dove l'arte è vista come un processo di liberazione della forma già presente nel marmo, come indicato nel testo.

  5. In che modo Michelangelo si confronta con la figura dell'amante nel sonetto?
  6. Michelangelo contrappone la bravura dell'artista alla goffaggine dell'amante, sottolineando che mentre l'artista può estrarre la forma dal marmo, l'amante non riesce a ottenere la corrispondenza d'amore dalla donna amata, come evidenziato nel testo.

  7. Qual è l'importanza della "beltade" e della "pietate" nel sonetto?
  8. La "beltade" e la "pietate" sono collegate nel sonetto, suggerendo che la bellezza è un tramite per la salvezza, un concetto chiave nel neoplatonismo, come indicato nel testo.

  9. Come si conclude il sonetto e quale effetto ha sul lettore?
  10. Il sonetto si chiude in modo drammatico con una serie di figure retoriche che creano un ritmo lento, lasciando il lettore in sospeso, come descritto nel testo.

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