Concetti Chiave

  • Il poeta si trova su un colle solitario, dove la siepe limita la vista ma stimola l'immaginazione verso spazi infiniti e una profonda pace.
  • La lirica esprime una forte opposizione tra il mondo limitato della siepe e l'infinito, evocando sensazioni di silenzio e eternità.
  • La dimensione immaginativa è enfatizzata dalla metafora del mare, che rappresenta l'infinito e il naufragare come un abbandono dolce alla felicità.
  • Il testo presenta una struttura simmetrica, dove il poeta parte da elementi reali per arrivare a esperienze immaginative di pace e silenzio.
  • Le parole vaghe e indeterminate riflettono la poetica leopardiana, suggerendo che il piacere massimo è raggiungibile solo attraverso l'immaginazione e il ricordo.

Parafrasi

Il colle e la siepe

Questo colle solitario mi fu sempre caro, e anche questa siepe, che toglie alla vista una grande parte del’orizzonte.
Ma sedendomi e guardando intensamente , io mi immagino, al di là della siepe, degli spazi infiniti, dei silenzi che vanno al di là della capacità umana e una profonda pace; a tal punto che

il mio cuore quasi si spaventa.

E appena sento il vento stormire tra questi alberi, io paragono quel silenzio infinito a questo rumore : e mi vengono in mente l’eternità, le epoche passate e l’età presente e viva con i suoi rumori.

Così tra questa immensità, il mio pensiero si smarrisce e mi è dolce annegare nel mare dell’infinito

Stimoli visivi e uditivi

Il poeta è seduto davanti ad una siepe che impedisce al suo sguardo di arrivare fino all’orizzonte. Allora, stimolato da sensazioni visive e uditive, egli immagina, aldilà della siepe, degli spazi infiniti, caratterizzati da silenzi fuori del comune e da una pace molto profonda e ricorda i tempi passati e l’eternità. Alla fine egli conclude dicendo che è molto piacevole per lui abbandonarsi e perdersi nell’immensità dello spazio e del tempo che si è immaginato. La lirica è costruita sull’opposizione limite della siepe/infinito, presente/eternità ed è un esempio della poetica del “vago e dell’indefinito

1. La vicenda oggetto della lirica si svolge in un contesto familiare per il poeta. Quale?

L’’io lirico appare in movimento o statico?

Il contesto familiare

Il poeta è seduto su di un colle: il panorama al di là del colle è ostacolato da una siepe che gli impedisce di osservare l’orizzonte. Il contesto è familiare: si capisce dall’uso dell’ aggettivo dimostrativo “quest’ermo colle”, “questa siepe” “queste piante”. Il poeta è immobile fisicamente, ma il suo io lirico si muove al di là della siepe ed immagina gli spazi, il silenzio e una profonda pace a tal punto che il suo cuore, di fronte all’infinito, quasi si spaventa.

2. Quali sono gli stimoli che spingono il poeta l’immaginazione dell’infinito spaziale e di quello temporale?

Stimoli dell'immaginazione

L’ osservazione attenta della siepe (stimolo visivo) fa immaginare al poeta degli spazi infiniti, dei silenzi ed una pace profonda, mentre lo stimolo auditivo derivato dal leggero soffio del vento fra gli alberi fa immaginare al poeta l’eternità e le epoche passate.

3. Al verso 4. , l’avversativa “Ma” in posizione iniziale quale cambiamento mette in rilievo?
Questo significa che fino ad allora il poeta si era accontentato dello spazio limitato della sua città natale da cui non si era quasi mai allontanato. Ora, invece, la siepe gli dà occasione per immaginare spazi nuovi ed infiniti ed una pace mai avuta prima.

4. Nel verso finale la dimensione immaginativa viene resa attraverso la metafora del mare: Che cosa rappresenta il mare? E il naufragare?

Metafora del mare

Il mare rappresenta l’infinito. Il naufragare corrisponde l’abbandono alla felicità raggiunta, il raggiungimento del piacere illimitato perché derivato dall’immaginazione.

5. La struttura del componimento presenta elementi di simmetria tra le diverse sequenze. Individuali ed analizzali.
Le sequenze sono due; nella 1.a sequenza (vv.1-8) il poeta parte da una situazione reale – la siepe – per arrivare con l’immaginazione a spazi infiniti, a silenzi che l’uomo non può immaginare ed una quiete molto profonda. Nella 2.a sequenza, il procedimento è lo stesso perché il poeta parte da alcuni dati reali – il soffio del vento - per immaginare l’eternità e ricordare i tempi passati. Nei due versi finali, il poeta abbandona la realtà concreta e si lascia prendere dal potere dell’immaginazione

6. Nel testo ricorrono parole vaghe ed indeterminate: spiegane la funzione in rapporto alla poetica leopardiana e al contenuto del testo.

Poetica del vago

Essi sono: “interminati spazi”, “sovrumani silenzi”, “profondissima quiete”, “infinito silenzio”. Questi termini indicano la “poetica del vago e dell’indefinito”. Per natura, l’uomo tende al piacere senza limiti e mai definito. Ma un piacere simile non può essere mai raggiunto perché l’uomo è una creatura limitata e l’unico piacere che può raggiungere è il piacere illusorio che è derivato dall’immaginazione, dal ricordo e dall’attesa. Nello stesso modo, la poesia deve ricorrere ad immagini vaghe ed indefinite, con lo scopo far raggiungere anche il poeta una sensazione di massimo piacere

7. Il concetto di infinito viene reso, oltre che attraverso sostantivi vaghi e indefiniti, per mezzo di aggettivi che indicano quantità e/o qualità eccezionali o usati al grado superlativo.

Aggettivi dell'infinito

Essi sono “interminati” cioè riferito a spazi che non hanno limite, “sovrumani”, cioè silenzi che le capacità dell’uomo non possono immaginarsi, “profondissima”, superlativo assoluto di “profondo” riferito a “quiete”

8. Nell’ultimo verso sono presenti due figure retoriche: quali?

Figure retoriche finali

Le due figure retoriche sono la metafora, con cui il mare è paragonato all’infinito e l’ossimoro, cioè il naufragare è un termine che di per sé è negativo, ma il poeta associa il termine ad una parola con valore positivo (= dolce) per cui il naufragar diventa dolce.

9. L’io lirico oscilla fra i piani di finito e infinito e tale oscillazione è marcata dall’uso dei pronomi dimostrativi “questo” e “quello”. Spiega.

Oscillazione tra finito e infinito

I due pronomi sono adoperati otto volte: quest’ermo colle, questa siepe, quella (siepe), queste piante, quello infinito silenzio, questa voce, questa immensità, questo mare.

Il dimostrativo “questo” indica la vicinanza a chi parla (cioè il poeta) e si riferisce alla realtà concreta e non immaginata: questa siepe indica la vicinanza al poeta. Tuttavia, a volte, indica la vicinanza all’infinito: “questo mare” forse per indicare che il poeta ha già lasciato la realtà concreta. Il dimostrativo “quello” si riferisce a ciò che è immaginato e quindi lontano dalla realtà concreta e vicino al’infinito

10. Indica i verbi che fanno riferimento alle percezioni dei sensi che provengono dal mondo reale e quelli che si riferiscono invece all’attività immaginativa.

Verbi delle percezioni

Verbi che indicano percezioni sensoriali legate al mondo reale (sono presenti soprattutto nella 1.a parte): esclude, sedendo, mirando, stormire

Verbi che indicano percezioni sensoriali legate al mondo dell’immaginazione (sono presenti soprattutto nella 2.a parte: mi fingo, si spaura (=si spaventa), vo comparando, mi sovviene, s’annega, naufragar

11. L’idea dell’infinito è particolarmente cara a Leopardi. In che senso essa si può conciliare con la sua concezione materialistica?

Concezione materialistica di Leopardi

Leopardi ha una visione materialistica della vita: per lui esiste soltanto la materia, i sensi sono l’unico mezzo per conoscere la realtà ed è possibile essere felici soltanto se utilizziamo i nostri sensi. Bisogna anche dire che la natura ha creato nell’uomo il bisogno della felicità (legata al piacere e ai sensi), ma non gli ha dato la possibilità di soddisfare tale bisogno. Il piacere che l’uomo vorrebbe raggiungere è infinito e quindi senza limiti, invece l’uomo ha dei limiti e per questo la felicità completa non può esistere per lui e il suo desiderio di felicità non è mai soddisfatto. L’unica forma di piacere possibile è il piacere illusorio che il poeta crea con l’immaginazione o con il ricordo di un piacere passato. Con l’immaginazione l’io lirico può superare i limiti della realtà e costruire un mondo infinito, fatto di pace e di silenzio, sia nel tempo che nello spazio, in cui per il poeta è piacevole ritrovarsi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della siepe nel contesto della lirica?
  2. La siepe rappresenta un limite fisico che impedisce al poeta di vedere oltre, ma stimola la sua immaginazione verso spazi infiniti e una profonda pace, evidenziando l'opposizione tra il finito e l'infinito.

  3. Come influiscono gli stimoli sensoriali sull'immaginazione del poeta?
  4. Gli stimoli visivi e uditivi, come la vista della siepe e il suono del vento, spingono il poeta a immaginare silenzi e spazi infiniti, creando un contrasto tra la realtà e l'immaginazione.

  5. Qual è il ruolo della metafora del mare nell'ultimo verso?
  6. Il mare simboleggia l'infinito, mentre il naufragare rappresenta l'abbandono alla felicità e al piacere illimitato che il poeta trova nell'immaginazione.

  7. In che modo la struttura del componimento riflette l'oscillazione tra finito e infinito?
  8. La lirica è divisa in due sequenze che partono da elementi reali per arrivare a concetti immaginativi, mostrando come il poeta si muova tra la concretezza della realtà e l'illimitatezza dell'immaginazione.

  9. Qual è la funzione delle parole vaghe e indeterminate nel testo?
  10. Le parole vaghe e indeterminate esprimono la "poetica del vago e dell'indefinito", suggerendo che il piacere umano è illusorio e che l'immaginazione è l'unico modo per avvicinarsi a una felicità infinita.

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