Concetti Chiave
- Il dialogo tra i protagonisti è caratterizzato da uno scambio vivace, con battute brevi che si ampliano nel centro del testo per discutere la scomparsa dell'umanità.
- Leopardi, attraverso il Folletto, critica l'antropocentrismo, mostrando come la Natura continui il suo corso indifferentemente dalla presenza umana.
- Le ragioni della scomparsa dell'umanità includono il disordine sociale, l'eccesso di conoscenze, il cannibalismo e il suicidio, tutte pratiche contro la Natura.
- Il pessimismo storico di Leopardi emerge dall'idea che gli uomini siano responsabili della loro infelicità, avendo ignorato le leggi della Natura.
- Il Folletto e lo Gnomo discutono sul fatto che ogni essere vivente crede che il mondo sia a suo uso, mentre la Natura rimane indifferente ai bisogni umani.
Dialogo Vivace e Brioso
Il dialogo tra i due protagonisti è vivace e brioso, con battute generalmente brevi, sia nella prima che nell’ultima parte. Si fanno invece più ampie nel mezzo del testo, dove si argomentano le ragioni della scomparsa dell’umanità e si sminuisce l’importanza che gli uomini davano a certe loro invenzioni, screditando l’idea diffusa ma falsa che gli elementi naturali e gli altri esseri viventi fossero presenti sulla terra solo in quanto necessari all’uomo. Osservata da un’altra prospettiva, nessuna invenzione umana ha infatti utilità generale o un valore assoluto, così come nessun animale e nessun elemento naturale può essere stato creato per servire all’uomo, tanto che dopo la sua scomparsa tutto sopravvive imperturbabile. È al Folletto che Leopardi affida la propria voce, tesa a dimostrare come la Natura prosegua imperterrita il suo corso, per nulla scalfita dalla scomparsa di una specie uguale alle altre, anzi più stolta perché annientatasi con le sue stesse mani, del resto, precisa il Folletto, non c’è da stupirsi: casi in cui intere specie sono scomparse di sana pianta dalla faccia della Terra sono capitati di frequente.
Critica all'Antropocentrismo
Dopo che il Folletto ha convinto lo Gnomo dell’effettiva morte del genere umano e, a furia di rimproveri, lo ha spinto ad abbandonare i riferimenti antropocentrici, passa ad elencare le ragioni di questa scomparsa. Gli uomini sono infatti morti perché “disordinavano tra loro”, continuavano cioè ad andare contro le prescrizioni della Natura; perché hanno “navigato”, e dunque si sono spinti troppo in là con le scoperte e le conoscenze, distruggendo l’illusione e l’immaginazione; perché si sono mangiati tra loro, hanno cioè praticato il più mostruoso dei gesti, il cannibalismo, che Leopardi sa essere praticato dalle popolazioni del Nuovo Mondo (dove dovrebbero vivere gli uomini più vicini alla condizione edenica del primitivo); perché si sono suicidati, insomma, conclude il Folletto, hanno studiato “tutte le vie di far contro la propria natura e di capitar male”.
Pessimismo Storico di Leopardi
È proprio da questa battuta che comprendiamo come la posizione ideologica di Leopardi risulti qui ancorata a un pessimismo ancora di tipo storico, in cui i soli responsabili dell’infelicità e della morte sono proprio gli uomini, insuperbiti e ormai per sempre lontani dalle prescrizioni della Natura. L’uomo però non era il solo a credere che il mondo fosse stato creato a suo uso e consumo: ogni essere vivente ne è convinto, e Folletto e Gnomo non mancano di battibeccare sull’argomento. La Natura, invece, cammina su un percorso parallelo, che ignora deliberatamente le pretese dei viventi, segue un percorso drammaticamente indifferente alla vita di tutti i terrestri, i suoi elementi (la luna, il mare, le stelle) si prestano soltanto alla contemplazione, ma non si piegano ad essere utilizzati da nessuno.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del dialogo tra il Folletto e lo Gnomo?
- Quali sono le ragioni della scomparsa dell'umanità secondo il Folletto?
- Come si manifesta il pessimismo storico di Leopardi nel testo?
- In che modo il Folletto e lo Gnomo discutono l'idea di antropocentrismo?
Il dialogo esplora la scomparsa dell'umanità e critica l'antropocentrismo, evidenziando come la Natura continui il suo corso indifferentemente dalla presenza umana, come affermato dal Folletto.
Il Folletto attribuisce la scomparsa degli uomini a comportamenti disordinati, alla ricerca eccessiva di conoscenza, al cannibalismo e al suicidio, sottolineando che hanno agito contro la propria natura.
Leopardi esprime un pessimismo storico in cui gli uomini sono considerati i soli responsabili della loro infelicità e morte, allontanandosi dalle leggi della Natura e ignorando le sue prescrizioni.
Durante il loro battibecco, entrambi riconoscono che ogni essere vivente crede che il mondo sia stato creato per il suo uso, ma il Folletto sottolinea che la Natura segue un percorso indifferente alle pretese degli esseri viventi.