Concetti Chiave
- La poetica del correlativo oggettivo è centrale, utilizzando il cavallo stramazzato per esprimere il male di vivere del poeta.
- Tre metafore del male di vivere, rappresentate da un rivo strozzato, una foglia riarsa e un cavallo affaticato, introducono la sofferenza esistenziale.
- Per superare il male di vivere, viene proposta l'indifferenza, simboleggiata dalla statua della sonnolenza e da immagini come la nuvola e il falco.
- La poetica dell'oggetto è evidenziata nella raccolta “Ossi di seppia”, dove oggetti concreti riflettono la sensazione di malessere dell'io lirico.
- La rappresentazione della sofferenza esistenziale è chiara e visibile attraverso gli oggetti, creando una forte correlazione tra realtà e sentimenti.
La Poetica del Correlativo Oggettivo
In questa poesia è molto evidente la poetica del correlativo oggettivo. La morte che vede in un cavallo stramazzato sta ad identificare il sentimento del poeta in quel momento, il male di vivere.
Metafore del Male di Vivere
Il verbo “era” ripetuto 3 volte all’inizio introduce 3 metafore del male di vivere: il rivo strozzato, l’incartocciarsi della foglia riarsa ed il cavallo stramazzato. Quest’ultimo cade a terra perché affaticatissimo. Sono 3 correlativi oggettivi che metaforicamente definiscono il male di vivere dell’io lirico.
Indifferenza come Soluzione
I primi due versi della seconda strofa dicono “non ho conosciuto altro bene all’infuori del miracolo dell’indifferenza”, ossia per superare questo male di vivere, questa sofferenza esistenziale non c’è altro da fare che essere indifferenti. L’indifferenza la si trova nella statua della sonnolenza, cioè in una fredda insensibilità. La nuvola e il falco stanno sopra, guardano dall’alto, non sono dentro. Queste 3 immagini dell’indifferenza sono il correlativo oggettivo dell’unica cosa fattibile per superare la negatività della vita. La nuvola e il falco sorvolano le cose.
Espressione della Poetica dell'Oggetto
È la massima espressione della poetica dell’oggetto, vista nella raccolta “Ossi di seppia”. Questo perché questa sensazione di malessere, il male di vivere dell’io lirico, viene correlata a degli oggetti: il ruscello, che ormai non ha quasi più acqua, il cavallo stramazzato a terra dalla fatica e la foglia bruciata dal caldo e dall’afa estiva. Queste poesie sono ambientate soprattutto nella costa ligure. Questa sensazione di arsura che porta queste estati assolate, sono una delle tematiche di questa raccolta di poesie. La poetica dell’oggetto qui si rivede in questo. È una correlazione tra oggetto e sensazione abbastanza esplicita: l’io lirico dice che il suo male di vivere lo ritrova in questi oggetti. Questa sofferenza esistenziale si concretizza nella realtà in questi 3 momenti. Di fronte a questo male di vivere, che è a questo punto universale, bisogna restare indifferenti, come la statua (fredda e insensibile) o la nuvola e il falco alto ed elevato (stanno al di sopra, non intervengono a ciò che succede nella società). Questa poetica dell’oggetto è però chiara, viene spiegata al lettore.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del cavallo stramazzato nella poesia?
- Come viene descritta l'indifferenza come soluzione al male di vivere?
- In che modo la poetica dell'oggetto si manifesta nella raccolta "Ossi di seppia"?
Il cavallo stramazzato rappresenta il male di vivere del poeta, simboleggiando la fatica e la sofferenza esistenziale che l'io lirico prova in quel momento, come evidenziato nel testo.
L'indifferenza è presentata come l'unica via per superare la sofferenza esistenziale, simboleggiata dalla statua della sonnolenza e dalle immagini della nuvola e del falco, che osservano dall'alto senza intervenire, come riportato nel testo.
La poetica dell'oggetto si esprime attraverso la correlazione tra il male di vivere dell'io lirico e oggetti come il ruscello, il cavallo e la foglia, che riflettono la sua sofferenza esistenziale, come descritto nel testo.