Concetti Chiave
- Montale è uno dei poeti più significativi del XX secolo, attivo dal 1920 al 1980, e ha saputo mantenere la propria autonomia rispetto alle correnti letterarie del periodo.
- La sua poesia esplora il "male di vivere", rappresentando il dolore esistenziale con immagini concrete e situazioni quotidiane, riflettendo la solitudine e la sofferenza dell'uomo del XX secolo.
- Nonostante la visione pessimistica, nei versi di Montale emerge sempre la ricerca di un "varco" che permetta di trovare un senso alla vita, anche se questa ricerca tende a fallire.
- La poetica del correlativo oggettivo è centrale nelle sue liriche, in cui oggetti concreti simboleggiano il malessere esistenziale, rendendo i suoi temi universali e non limitati al personale.
- Il linguaggio di Montale varia da dissonanze foniche in "Ossi di seppia" a uno stile più armonico in "Occasioni", fino a un approccio più semplice e prosaico in "Satura".
Montale e il Male di Vivere
Montale è uno dei più importanti e rappresentativi poeti del XX secolo. La sua attività letteraria si estende dal 1920 al 1980 per cui si può dire che egli abbia conosciuto tutte le correnti letterarie del secolo, da cui ha preso degli spunti, pur restando autonomo e senza mai legarsi a nessuna di esse.
Nelle liriche, egli fotografa il “male di vivere” del XX secolo. Infatti, con la sua poesia, molto essenziale, egli esprime sempre il dolore esistenziale dell’uomo, attraverso immagini tratte dalla realtà e da situazioni concrete di tutti i giorni (il ruscello che trova un ostacolo durante il suo percorso, la foglia accartocciata, il cavallo stramazzato dalla fatica, le formiche inutilmente indaffarate nel loro lavoro inutile, il canto delle cicale simile ad un lamento). La natura riflette allora l’aridità interiore dell’uomo del XX secolo e, in un senso più generale, la sofferenza, la solitudine ed un sensazione di soffocamento a cui viene sottoposto ogni essere vivente.
La Ricerca di un Varco
Tuttavia, la visione del mondo di Montale non è del tutto negativa. Infatti, nella sua poesia esiste sempre la ricerca di un “varco” che permetta all’uomo di uscire dalla sua tragica situazione esistenziale e di cogliere il vero senso delle cose (il mare in lontananza che brilla al di là del muro, la maglia rotta nella rete o l’ atteggiamento di indifferenza di fronte al dolore).
Purtroppo, questa ricerca è destinata sempre a fallire, anche se ogni volta la fiducia rinasce.
In sintesi, si può dire che il tema comune alle liriche di Montale è la consapevolezza di un’esistenza dolorosa (= la vita è come una prigione, delimitata da un alto muro fornito di cocci di vetro) a cui si unisce la ricerca di un senso da attribuire alla vita. Tale ricerca avviene attraverso il profumo dei limoni, attraverso il luccichio del mare considerato come origine della vitalità, oppure attraverso il ricordo o la presenza della donna amata.
Il Correlativo Oggettivo
La sua poetica è la poetica del correlativo oggettivo in cui gli oggetti si caricano di un significato particolare e diventano il simbolo del malessere esistenziale di tutti gli uomini e non del solo scrittore.
Gli altri poeti ermetici utilizzano le analogie o le allusioni; invece, per rappresentare il “male di vivere”, Montale ricorre agli oggetti che ci riportano ad uno stato d’animo preciso (il paesaggio ligure arido e brullo che suscita sensazioni di solitudine, il muro con i cocci di vetro tagliente che impedisce di essere valicato, gli ossi di seppia abbandonati sulla spiaggia, rappresentano il dolore di vivere). Si ha quindi la teoria del correlativo oggettivo: nelle sue liriche egli ci presenta un oggetto o una situazione concreta come equivalente ad un preciso stato d’animo che non è soltanto il suo, ma anche quello di tutti gli uomini di conseguenza con valore universale. Anche se il poeta prende come punto di partenza una situazione concreta e quindi ben nota, non sempre egli rende esplicito il rapporti esistente fra l’oggetto descritto e la sensazione ad esso legata per il cui il verso spesso risulta oscuro e di non facile comprensione.
Linguaggio e Stile di Montale
Il linguaggio della poesia di Montale manca di armonia (soprattutto in “Ossi di seppia”) perché anche a livello fonico e stilistico egli vuole darci l’idea ella dissonanza che esiste fra l’io interiore e la realtà. Volutamente la musicalità è sgradevole a causa della presenza di allitterazioni che creano un suono aspro (ripetizione di s- -t - z- ch )
Nella raccolta “Occasioni” il linguaggio è più ricercato e il verso più musicale ed armonico. Anche il lessico diventa più elevato ed evita l’uso di termini colloquiali e appartenenti al linguaggio quotidiano. Il periodo diventa più complesso perché si articola in subordinate, un aspetto che, anch’esso, rende la lirica di difficile comprensione.
Nella raccolta “Satura” lo stile torna ad essere più semplice e si avvicina più alla prosa che alla poesia.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della poesia di Montale?
- Come si manifesta la ricerca di un "varco" nella poetica di Montale?
- Che cos'è il correlativo oggettivo nella poesia di Montale?
- In che modo il linguaggio di Montale riflette il suo tema del "male di vivere"?
- Come varia lo stile di Montale nelle diverse raccolte?
Il tema centrale della poesia di Montale è il "male di vivere", che esprime il dolore esistenziale dell'uomo del XX secolo attraverso immagini concrete e situazioni quotidiane.
Nella poetica di Montale, la ricerca di un "varco" rappresenta la speranza di uscire dalla tragica situazione esistenziale, simboleggiata da elementi come il mare in lontananza o la maglia rotta nella rete, anche se questa ricerca è destinata a fallire.
Il correlativo oggettivo è una tecnica poetica in cui gli oggetti assumono un significato particolare, diventando simboli del malessere esistenziale, rappresentando stati d'animo universali e non solo personali.
Il linguaggio di Montale, soprattutto in "Ossi di seppia", è caratterizzato da dissonanza e asprezza, riflettendo la frattura tra l'io interiore e la realtà, mentre in altre raccolte come "Occasioni" il linguaggio diventa più ricercato e armonico.
Lo stile di Montale varia da una musicalità sgradevole e complessa in "Ossi di seppia" a una maggiore semplicità e prosaicità in "Satura", mostrando un'evoluzione nel suo approccio alla poesia e alla comunicazione dei sentimenti.