Concetti Chiave
- Il numero di personaggi nel Purgatorio è inferiore rispetto all'Inferno, con un focus minore sulle loro colpe specifiche e una maggiore attenzione alla loro espiazione.
- La rappresentazione delle colpe varia, mostrando talvolta indulgenza, come nel caso di Belacqua, e in altri casi un senso di incertezza morale, come per Stazio.
- Dante non vede i peccatori solo come colpevoli, ma li presenta anche come vittime, evidenziando una maggiore umanità e comprensione rispetto ai personaggi dell'Inferno.
- Il poeta non si sofferma sulle pene materiali, che sono mitigate dalla certezza del perdono e dalla volontà divina, a differenza della rappresentazione più dura nell'Inferno.
- Il tono di Dante nel Purgatorio è più sereno e contemplativo, suggerendo una trasformazione nella sua visione, influenzata da fattori storici e biografici, pur rimanendo incerta la cronologia della composizione.
Indice
Personaggi nel purgatorio
I personaggi diminuiscono di numero nella nuova cantica: quelli a cui nell'Inferno è dedicato un episodio o che comunque hanno un certo rilievo, esclusi cioè i semplicemente nominati o i designati con un sol tratto anche se efficace (del tipo, per intenderci, del Cesare armato con li occhi grifagni, Inferno IV 123), sono più d'una quarantina; nel Purgatorio non raggiungono la trentina (saranno appena una quindicina nel Paradiso). Il poeta non è sentimentalmente e religiosamente impegnato nella considerazione delle loro colpe, di cui talvolta addirittura non si parla (tipici Casella, canto II; Sordello, canto VI; ecc.): e si desumano genericamente dalla collocazione delle anime in una determinata posizione.
Colpe e indulgenza
Talvolta la colpa è rappresentata con sorridente indulgenza (Belacqua, canto IV); di uno (Stazio, canti XXI-XXII) la natura del peccato è presentata addirittura come incerta nella coscienza del pellegrino; la vita peccaminosa d'un altro (Forese, canti XXIII-XXIV), salvo che per la specifica colpa della gola, è presentata come propria anche a Dante stesso, a conferma di quel che dicevamo circa il sentirsi Dante pari tra gli espianti ("Se tu riduci a mente qual fosti meco, e qual io teco fui", XXIII 115-116).
Luce sui fatti letterari
Nessuno, leggendo i relativi episodi, è tratto a soffermarsi sulla golosità di Bonagiunta (canto XXIV) o sulla lussuria di Guinizzelli o di Arnaldo Daniello (canto XXVI), dal momento che tutta la luce è concentrata sulla rievocazione dei fatti letterari che quei personaggi son chiamati a variamente testimoniare. Qualche altra volta i peccatori son visti non come tali, ma al contrario come vittime (Iacopo del Cassero, Pia Senese: canto V).
Espiazione e perdono
Che il poeta non insista sulle colpe è ben naturale: esse, se specifiche, sono agli occhi di Dio lavate dal pentimento; anche le propensioni generiche son già perdonate salva la necessità dell'espiazione: allo stesso modo esse non fanno presa nella fantasia e nella coscienza di Dante. La stessa durezza materiale delle pene, che, secondando del resto la fantasia popolare, i predicatori del tempo accentuavano energicamente a scopo dedicatorio, è invece in Dante più dato teologico che propriamente fantastico; e comunque è superata, per intensità di dolore, dal rimorso, e mitigata, nella costante rappresentazione dantesca, dalla certezza del perdono e dal pieno consenso degli espianti alla volontà divina.
Dante scrittore del purgatorio
Insomma, lo stato d'animo di Dante scrittore del Purgatorio appare assai diverso da quello dello scrittore dell'Inferno. Ciò ha radici storiche e biografiche? Non possiamo asserirlo, data la grande incertezza in cui versiamo circa l'esatta cronologia della composizione della Commedia e delle sue parti; e soprattutto circa i modi della composizione stessa, i risultati specifici e persino la portata generale del ritornare di Dante sul già scritto: ritorno che è solo necessariamente presumibile, ma non precisabile. Secondo una fondata ipotesi del Petrocchi, il Purgatorio sarebbe stato composto in Casentino: ciò spiegherebbe l'insistenza sui motivi toscani.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza nel numero dei personaggi tra l'Inferno e il Purgatorio?
- Come viene rappresentata la colpa nel Purgatorio?
- Qual è l'approccio di Dante nei confronti delle pene e del perdono nel Purgatorio?
- In che modo lo stato d'animo di Dante scrittore cambia nel Purgatorio rispetto all'Inferno?
Nel Purgatorio, i personaggi diminuiscono notevolmente rispetto all'Inferno, passando da oltre quaranta a meno di trenta, con solo una quindicina nel Paradiso, evidenziando un cambiamento nella rappresentazione delle anime (Personaggi nel purgatorio).
La colpa è talvolta mostrata con indulgenza, come nel caso di Belacqua, e in alcuni casi la natura del peccato è incerta, riflettendo una visione più umana e comprensiva delle debolezze umane (Colpe e indulgenza).
Dante non insiste sulle colpe specifiche, poiché agli occhi di Dio sono già perdonate grazie al pentimento; le pene sono più teologiche che fantastiche e sono mitigate dalla certezza del perdono (Espiazione e perdono).
Lo stato d'animo di Dante nel Purgatorio è significativamente diverso rispetto all'Inferno, suggerendo una riflessione più positiva e una maggiore attenzione ai temi di espiazione e perdono, anche se le motivazioni storiche e biografiche rimangono incerte (Dante scrittore del purgatorio).