Concetti Chiave

  • Il Paradiso di Dante è descritto come un sistema di nove cieli concentrici di materia cristallina, governati dall'Empireo, che rappresenta Dio.
  • Le anime appaiono a Dante nei cieli ma risiedono nella "candida rosa", un anfiteatro nell'Empireo, divise tra credenti pre e post-Cristo.
  • La beatitudine in Paradiso è spirituale e non fisica; le anime identificano la loro volontà con quella di Dio, senza sentimenti di invidia.
  • Beatrice, simbolo di fede e grazia, guida Dante, permettendogli di superare i limiti umani e contemplare realtà divine.
  • Dante adotta uno stile stilisticamente elevato, ricorrendo a neologismi e latinismi, e sottolineando l'ineffabilità delle visioni paradisiache.

Indice

  1. Struttura
  2. “Candida rosa”, vera sede dei beati
  3. Gradi di beatitudine
  4. Sforzo stilistico verso il sovrumano

Struttura

Dante immagina il Paradiso come un sistema astronomico costituito da nove cieli, che sono sfere concentriche fatte di materia cristallina e ruotanti attorno alla Terra. Tutto il sistema è inglobato nell'Empireo, cielo infinito che si identifica con Dio stesso.

Nel viaggio Dante è accompagnato da Beatrice, allegoria della fede e della grazia. Grazie alla sua intercessione, la mente di Dante supera i limiti dell'umano e riesce a fare, percepire e contemplare cose normalmente interdette ai nostri sensi e alla nostra ragione.

La scelta della virtù da premiare in ognuno dei cieli è affidata alla corrispondenza tra pianeti e virtù.

I primi tre cieli premiano la virtù della temperanza e sono in qualche modo legati a inclinazioni terrene.

  • cielo della Luna: anime che mancarono ai voti, rapite dal convento contro la loro volontà
  • cielo di Mercurio: spiriti che operarono per desiderio di gloria
  • cielo di Venere: gli spiriti amanti
  • I tre cieli successivi completano le virtù cardinali:

  • cielo del Sole: spiriti sapienti (dispongono a corona attorno a Dante e a Beatrice)
  • cielo di Marte: spiriti combattenti per la fede (formano una croce)
  • cielo di Giove: spiriti giusti (raffigurano un'aquila)
  • Cielo di Saturno, Dante vede gli spiriti contemplativi (dei mistici), disposti a forma di scala.

    Nel cielo delle stelle fisse, egli assiste al trionfo di Cristo e di Maria.
    Nell'ultimo cielo, detto Cristallino o Primo Mobile, perché, mosso da Dio, trasmette il movimento ai cieli sottostanti. Vi si trova il Trionfo degli angeli (serafini).

    Beatrice spiega a Dante la struttura delle nove gerarchie angeliche. Ognuna di esse presiede a uno dei nove cieli.

    Nell'Empireo Dante vede tutti i beati riuniti in forma di “candida rosa”, dove ha preso posto anche Beatrice. San Bernardo, subentrato al posto di lei come guida, con una preghiera alla Vergine procura a Dante tanta virtù da poter penetrare nel mistero di Dio, in cui Dante vede il mistero dell'unità nella molteplicità, il mistero della Trinità e il mistero dell'incarnazione divina.

    “Candida rosa”, vera sede dei beati

    Le anime non risiedono stabilmente in uno dei cieli, ma vi si recano solo per apparire a Dante. In realtà le anime risiedono tutte nella “candida rosa”, una specie di gigantesco anfiteatro che Dante vede formarsi a poco a poco dopo essere entrato nell'Empireo. Esse sono divise in due metà: da un lato quelli che credettero nel futuro arrivo di Cristo, dall'altro quelli che credettero in Cristo dopo la sua venuta. I due gruppi sono distinti da una linea verticale di seggi formata da un lato dalle grandi donne dell'Antico Testamento, oltre a Maria e a Beatrice, dall'altro dai santi maggiori. Una linea orizzontale di seggi accoglie le anime dei bambini morti prima di raggiungere l'età della ragione.


    Gradi di beatitudine

    Il Paradiso è una condizione spirituale, più che un luogo fisico: è un regno della luce, privo di paesaggio, e anche le anime, punti luminosi pulsanti, sono prive di ogni caratteristica fisica esterna.

    In Paradiso non valgono le categorie mentali umane di spazio e tempo: tutto è presente nello stesso momento in un unico punto, cioè nella mente di Dio. Tutti i beati conoscono il passato, il presente e il futuro; perciò sanno cosa Dante stia pensando e che cosa desideri chiedere loro.

    Nel primo cielo Dante, ancora abituato alle categorie mentali umane, chiede all'anima di Piccarda Donati (canto III) se gli spiriti che si trovano più in basso desiderino essere più vicino a Dio, ma lei lo corregge dicendo che la beatitudine paradisiaca consiste nell'identificare la propria volontà con quella di Dio; perciò, sebbene la loro beatitudine sia inferiore a quella degli spiriti più in alto, essi gioiscono della loro condizione nel massimo grado (in Paradiso non hanno luogo sentimenti come l'invidia o l'insoddisfazione).


    Sforzo stilistico verso il sovrumano

    Dante ricorre a uno stile sublime. Abbondano i neologismi, fa un largo anche l'uso del latino vero e proprio e dei latinismi. Aumenta a dismisura l’uso delle perifrasi per indicare Dio, che Dante preferisce non nominare direttamente troppe volte.

    Dante ricorre spesso al topos dell'ineffabilità, con il quale afferma che la lingua umana non può esprimere ciò che egli ha visto in Paradiso, o al massimo può renderne solo una vaga idea.

    Domande da interrogazione

    1. Come è strutturato il Paradiso secondo Dante?
    2. Dante immagina il Paradiso come un sistema astronomico di nove cieli concentrici fatti di materia cristallina, ruotanti attorno alla Terra e inglobati nell'Empireo, che si identifica con Dio stesso.

    3. Qual è il significato della "candida rosa" nel Paradiso di Dante?
    4. La "candida rosa" è la vera sede dei beati, un anfiteatro dove le anime risiedono, divise tra coloro che credettero nel futuro arrivo di Cristo e quelli che credettero dopo la sua venuta.

    5. Come vengono rappresentati i gradi di beatitudine nel Paradiso?
    6. I gradi di beatitudine non sono legati a un luogo fisico, ma a una condizione spirituale in cui le anime, prive di caratteristiche fisiche, identificano la loro volontà con quella di Dio, godendo della loro condizione senza invidia o insoddisfazione.

    7. Qual è il ruolo di Beatrice nel viaggio di Dante attraverso il Paradiso?
    8. Beatrice, allegoria della fede e della grazia, accompagna Dante nel suo viaggio, permettendogli di superare i limiti umani e contemplare realtà normalmente interdette ai sensi e alla ragione.

    9. In che modo Dante esprime l'ineffabilità delle visioni paradisiache?
    10. Dante utilizza uno stile sublime, ricco di neologismi e latinismi, e spesso ricorre al topos dell'ineffabilità, affermando che la lingua umana non può esprimere pienamente ciò che ha visto in Paradiso.

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