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Concetti Chiave

  • Dante esprime una visione politica incentrata sull'importanza di diritto, leggi e istituzioni, dichiarandosi guelfo con idee imperiali e sostenendo anche la chiesa in un contesto di necessità sociale.
  • La teoria dei due soli propone un'uguaglianza di importanza tra imperatore e papa, contrariamente alla tradizionale percezione di una superiorità del papa, evidenziando il ruolo dell'imperatore nel mantenere l'ordine.
  • Il "Convivio" celebra la conoscenza, offrendo accesso alla filosofia a chi non è istruito e utilizzando il volgare per rendere la cultura più accessibile al pubblico.
  • Originariamente previsto in quindici trattati, il "Convivio" si compone di quattro opere, con un'argomentazione sillogistica che esalta il volgare fiorentino per la sua efficacia comunicativa.
  • Dante distingue tra tre stili letterari: ragico, comico ed elegiaco, delineando le caratteristiche di ciascuno e sostenendo che la canzone sia la forma migliore per esprimere questi contenuti.

Qual è la visione politica di Dante?

È un’opera di carattere politico, legata alla sua visione della vita politica. Sente il bisogno di scrivere quale potere preferirebbe: analizza la società rispetto a ciò di cui ha bisogno (uni societas, ibi ius), scrive quindi di diritto, leggi ed istituzioni. Dante si dichiara guelfo, nonostante fosse di idee imperiali, perché sosteneva anche il papa, che dichiarava che Dio regala ogni cosa, anche se avesse tendenze pauperistiche (voleva una chiesa povera).

Il titolo è in latino (“Sulla monarchia”), così come il testo, in quanto indirizzato prevalentemente ad un pubblico colto.

La teoria dei due soli

Dato che la situazione è critica, Dante pensa che solo l’imperatore possa risolvere le situazioni comunali. Invita Alberto d’Asburgo ad occuparsi dell’Italia, ma dato che c’era anche il papa elabora la teoria dei due soli

Al tempo si vedevano il papa come il sole e l’imperatore come la luna: il primo, una stella che brilla di luce propria, il secondo un satellite brillante di luce riflessa. Infatti, tutto ciò che esiste nel regno dei cieli deve esistere anche qui, e compito dell’Imperatore, il riflesso di Dio, è mantenere l’ordine. Dante ritiene invece che essi siano due soli, di uguale importanza ma ruoli diversi. Questa sua teoria viene avvalorata anche dai fatti storici: sembrava che la situazione potesse davvero venire risanata da Enrico VI.

Il Convivio e la conoscenza

Viene scritto poco prima della Commedia. In latino, convivium significa banchetto. Il cibo del “convivio” è la conoscenza: l’opera è l’esaltazione della filosofia. Tutti gli uomini dotati di ragione hanno sete di conoscenza: nel medioevo il ragionamento era deduttivo, non induttivo. Lo scopo del testo è offrire la conoscenza a chi non è istruito, la possibilità di sedersi al banchetto della conoscenza. Per Dante, le vivande sono le sue canzoni, di stampo filosofico, ed il pane il suo commento alle canzoni. Viene scritto in volgare al fine di divulgare la conoscenza anche a chi non poteva accedervi.

La struttura dell'opera

In origine doveva essere composto da quindici trattati, ma ne scrive solo quattro: nel primo espone le ragioni per cui ha scritto l’opera. Nel quarto libro si rende conto che la ragione non può compensare il desiderio d’infinito dell’uomo: inizia quindi la Commedia.

L’argomentazione è sillogistica, per cui i pensieri sono ordinati razionalmente.

È scritto in latino, e intende esaltare il volgare fiorentino per la sua funzione comunicativa, ma solo quello illustre parlato nelle corti, che deve essere:

- Cardinale: il cardine su cui si basa la lingua.

- Curiale: parlato nelle corti

- Aulico.

Stili letterari e registri

Nel secondo libro, distingue gli stili letterali, o registri:

- Ragico

- Comico

- Elegia.

La tragedia è un’opera teatrale greca che inizia e finisce male; la commedia è più leggera, inizia male ma si conclude con un lieto fine; l’elegia, infine, è una breve poesia dedicata all’amore.

Il registro è ipotattico, ovvero non composto da coordinate ma pieno di che, dunque, però, etc.

Sempre nel secondo libro, elenca i contenuti della tragedia:

- Le armi;

- L’amore;

- L’etica.

La forma migliore per scrivere di tutto ciò, per lui, è la canzone.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione politica di Dante e come si riflette nella sua opera?
  2. Dante esprime una visione politica che analizza la società e il bisogno di diritto e istituzioni, dichiarandosi guelfo ma con idee imperiali. Sostiene l'importanza di una chiesa povera e scrive in latino per un pubblico colto.

  3. Cosa rappresenta la teoria dei due soli di Dante?
  4. Dante propone che l'imperatore e il papa siano entrambi essenziali, paragonandoli a due soli con ruoli diversi, contrariamente alla visione tradizionale che li vedeva come sole e luna. Questa teoria è supportata da eventi storici, come la figura di Enrico VI.

  5. Qual è il significato del "Convivio" e il suo obiettivo?
  6. Il "Convivio" è un'opera che celebra la filosofia e la conoscenza, offrendo a chi non è istruito la possibilità di accedere a essa. Dante utilizza il volgare per rendere la conoscenza accessibile a tutti, paragonando le sue canzoni a vivande e il commento al pane.

  7. Qual è la struttura dell'opera "Convivio" e quali sono i suoi tratti distintivi?
  8. Inizialmente concepita con quindici trattati, Dante scrive solo quattro libri, utilizzando un'argomentazione sillogistica. L'opera è scritta in latino ma esalta il volgare fiorentino, definendolo cardinale, curiale e aulico.

  9. Come distingue Dante gli stili letterari nel suo secondo libro?
  10. Dante identifica tre stili letterari: il ragico, il comico e l'elegia. La tragedia ha un esito negativo, la commedia inizia male ma termina bene, mentre l'elegia è una poesia d'amore. Sostiene che la canzone sia la forma migliore per esprimere questi contenuti.

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